Re: Ci va la punteggiatura in ambiente displaymath?

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OldClaudio
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    Carissimi,
    a quanto pare ho disgustato un mucchio di persone. Ora oltre alle costanti matematiche in tondo mi ritrovo ad avere insultato tutti nel dire che nella tradizione tipografica italiana la punteggiatura nelle fomrule in display non ci va.

    Se c’è una cosa che ho semrpe rispettato è quella di documentarmi e per quel che riguarda la tipografia, che non è la mia professione, mi sono documentato accuratamente. Il mio libro pubblicato da Hoepli nel 1991, cioè 16 anni fa non contiene una parola riguardante la tipografia che mi sia inventato di testa mia. Ora dopo tanto tempo non ho più nemmeno gli appunti e le citazioni che avrei dovuto fare meglio. Quindi non sono in grado di citare l’autorità che mi avrebbe convinto a fare simili affermazioni.

    Posso sbagliarmi a citare a memoria; mi pare che fosse il Fioravanti, che, tra l’altro, mi pare fosse anche un consulente della Zanichelli.

    Tuttavia, anche se non fosse stato il Fiorvanti, e/o non fosse stato un consulente della Zanichelli, le spiegazioni che avevo letto mi avevano convinto, come mi aveva convinto che non ci voleva al punteggiatura nei titoli, nelle affermazioni di tipo legale da scrivere nel verso del frontespizio, eccetera.

    Per le formule in display io vedo il pericolo di confusione con segni o apici che si infilano proditoriamente nella lettura errata di una espressione; pensate solo ad una frazione seguita da una virgola; questa appare appoggiata alla linea di base e ribassata rispetto all’asse matematico su cui giace la riga della frazione; il pericolo di confondere questa virgola con un apice per l’ultimo simbolo a denominatore è forte; se la virgola è spaziata il pericolo cade, ma diventa brutta.

    Ora, secondo le spiegazioni che avevo letto, il trattamento di quanto si trova in display è da unire anche al fatto che, appunto, quel materiale è in display. Gli spazi servono da punteggiatura in quanto tali, e le pause, che nel corpo del testo sono posti dalla punteggiatura, con il materiale in display sono forniti dagli spazi: sempre?, talvolta? mai? quale tipo di pausa? Capisco benissimo. In fondo la punteggiatura non serve solo per le pause, serve anche, tra l’altro, per terminare i periodi.

    La tipografia sotto questo aspetto offre una certa ridondanza. Se dopo il display il testo prosegue con un riga non rientrata che inizia con una minuscola, è evidente che il periodo continua; se la linea che segue il display comincia con una maiuscola ma è senza rientro, la formula finiva il periodo precedente, ma la mancanza del rientro indica che si sta continuando il capoverso. Se invece c’è il rientro e la maiuscola si sta cominciando un nuovo capoverso.

    Vedete dunque che la punteggiatura diventa ridondante; proprio nel senso che la parola “ridondate” implica. Il fatto che l’intero linguaggio contenga una notevole dose di ridondanza, anche senza coinvolgere i display, non vuol dire che si debba eliminare tutto ciò che è ridondante.

    Ben venga dunque la punteggiatura; probabilmente nove volte su dieci è ridondante, ma non guasta, a meno che entri in possibile conflitto con la scrittura matematica, questa assai poco ridondante, e dove io preferirei evitare la punteggiatura.

    Concludo: che fosse o non fosse il Fioravanti non ha importanza, Personalmente io mi sento di consigliare di non usare nessuna punteggiatura, ma consigliare non vuol dire prescrivere. Se poi ci sono delle norme (mi pare che in questo campo della punteggiatura non ci siano) io preferisco osservarle, e non mi interessa se lo faccio per essere ligio alla legge o perché non ho abbastanza fantasia per fare di testa mia.

    Ma nel modo più assoluto non prescrivo nulla a nessuno; se i consigli vengono presi per prescrizioni, allora vuol dire che non sono capace di esprimermi.

    Claudio Beccari

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