fonts mancanti installazione fresca texlive

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  • #99832
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    Buongiorno a tutti,
    ho installato texlive su Ubuntu 14.04 64bit seguendo questa guida http://profs.sci.univr.it/~gregorio/texlive-ubuntu.pdf. Il procedimento non ha dato problemi però quando tento di compilare un file mi dà il seguente errore:

    `Font U/yinitas/m/n/17.28=yinitas at 66.82pt not loadable: Metric (TFM) file n
    ot found.`

    Cercando di capirne l’origine, da tlmgr GUI ho cercato i pacchetti relativi al carattere e risultano installati ed aggiornati ma poi ho scoperto che nella cartella /usr/local/texlive/texmf-local/fonts ci sono tutte le sottodirectory ma sono vuote!! Quindi non ho nessun font installato? La guida l’ho seguita passo passo.. come posso rimediare?

    Grazie a chi vorrà aiutarmi,
    Riccardo

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    • #99833
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      Ho ripetuto l’installazione di texlive2014 seguendo sempre la stessa guida, sempre stesso problema.

      Ci sono dei comandi per verificare cosa non va?

      Come faccio a capire per esempio dove va a pescare i font latex?

    • #99834
      OldClaudio
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        Se hai installato la TeXLive non debianizzata i font si trovano in /usr/local/texlive/2014/texmf-dist/fonts/

        Controlla che il comando in linea kpswhich trovi il font yinitas. Nel mio TeXLive non c’è, ma ci sono gli altri circa 15000 font.

      • #99835
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        Grazie OldClaudio!

        Effettivamente quel carattere non c’é, forse era una versione vecchia di yinit..non so; comunque ho trovato la soluzione guardando in rete e su vecchi post del forum che mi erano sfuggiti.
        Il mio problema era creare capilettera con font gotico usando il pacchetto lettrine; posto del codice minimale che funziona correttamente nel caso servisse a qualcuno in futuro:

        `\documentclass{minimal}
        \usepackage[utf8x]{inputenc}

        \usepackage{color}
        \usepackage{lettrine}

        \font\yinitials=yinit
        \renewcommand{\LettrineFont}{\yinitials \color{red}}

        \begin{document}

        \lettrine[lines=3]{Q}{uesta} é una prova \\

        \end{document}
        `

      • #99836
        OldClaudio
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          Si, era solo scritto male il nome dei font yinitas, non è la stessa cosa di yinit.

          Ma avrei pignolescamante due osservazioni da fare:

          1) è , terza persona del verbo essere si scrive con l’accento grave;
          2) i font yinit di Yannis Haralambous sono molto belli, ma sono bitmapped, almeno da quello che vedo nel mio TeXLive; li ha presentati al congresso TUG di Cork, mi pare nel 91, e sono stati accolti con un applauso/ovazione a scena aperta. Detto questo, benché siano bellissimi, io userei altri font gotici decorativi vettoriali, facili da scalare senza perdere definizione; ce ne sono e credo di averne mostrati un po’ nella guida GuIT (ripensandoci ho mostrato proprio i font di Yannis…; ma so che ce ne sono degli altri; siccome non ne uso mai, su due piedi non saprei indicartene).

        • #99837
          OldClaudio
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            Per le iniziali, oltre a yinit, che non è disponibile in forma vettoriale, ma solo in forma bitmapped, ci sono molti font; Direi che un sito da esplorare sia il FontCatalogue creato dal TUG danese al sitohttp://www.tug.dk/FontCatalogue/
            La totalità di quei font sono attivabili caricando gli appositi file .fd, che per le collezioni di iniziali decorative non contengono la specifica della codifica, che resta U (undefined) e quindi il nome del file è dato semplicemente dal nome del font.

            L’elenco completo di questi file .fd (che per essere caricati con \input richiedono il nome completo di estensione) sono raccolti nella cartella …/tex/latex/initials/ che contiene tante ulteriori cartelle quanti sono i font con le iniziali decorative; pdflatex ne dispone di una cinquantina.

            Vale la pena di provarli, anche se i loro nomi sono contenuti anche nel catalogo danese, e ognuno rimanda ad una cartella che contiene non solo un file pdf con un esempio di scrittura che di solito contiene tutte le lettere dell’alfabeto maiuscolo; ma la cartella contiene anche il file .tex con il quale è stato prodotto quell’esempio; quindi si vede anche molto bene come è stato caricato il file .fd.

            Si noti che quasi tutti quei font corrispondono alla serie xl (extra large !…) che va esplicitata con i soliti comandi per la scelta della famiglia, della serie e della forma. Ma non è difficile seguire quei modelli.

            Io non ne ho usato nessuno in pratica, perché non mi piacciono le iniziali ornate, ma devo ammettere che viste così in una vetrina di esempio, ce ne sono alcune veramente eleganti; altre non mi dicono assolutamente niente; ma siccome i gusti sono gusti, ognuno è libero di usare le iniziali ornate che preferisce; stia solo attento a non esagerare perché le decorazioni riscano di far cadere nel kitsh qualcosa che diversamante sarebbe molto ben fatto.

            Quello che eviterei di fare è caricare i font con la sintassi di Plain Tex, come @ricidefix ha trovato in rete; per giunta in un esempio che usa la codifica utf8x, che oggi non si deve più usare. Non è colpa di @ricidefix, ovviamente, ma volevo mettere in guardia i lettori a non seguire quell’esempio.

            Ma, se il file .fd non esiste come si fa? Per il font che cercava @ricidefix, yinit il file .fd non esiste, ma crearlo, o semplicemente mettere nel preambolo le uniche due righe interessanti che esso contiene è semplicissimo:`\DeclareFontFamily{U}{Yinit}{}
            \DeclareFontShape{U}{Yinitt}{xl}{n}{<48> yinit}{}`(siccome yinit viene creato apposta con METAFONT, ho preferito indicare un solo corpo, ma se il font fosse scalabile al posto di <48> si metterebbe <->, che vuol dire “ingrandisci o rimpicciolisci a piacere).

            Poi volendo si può definire un comando come \yinitials così:`\newcommand\yinitials{\usefont{U}{yinit}{xl}{n}}` così che viene selezionato proprio quel font e di quel corpo.

            Buona ricerca delle iniziali ornate … 🙂

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