@Stemby, certo l’arrivo del nuovo parroco richiede un libretto della messa speciale.
L’ornamento della pagina 11 ti richiede tutto quel lavoro per così poco?
Attento: non voglio minimizzare. Probabilmente gli ornamenti messi a disposizione da psvectorian sono molto numerosi; e i fondini della sua documentazione lasciano immaginare che ce ne siano centinaia a disposizione.
Il fatto che mi disturba (probabilmente è lo stesso che disturba te) è che sia richiesto l’uso di pstricks e di tante altre funzionalità che non sono commisurate con le capacità del sistema TeX senza ricorrere ad uno shell escape incondizionato.
Infatti è da diversi anni che i tre programmi pdfltex, xelatex, pdflatex possono usare lo shell escape protetto; vale a dire possono fare girare in una shell una mezza dozzina di programmi allegati alle distribuzioni del sistema TeX, che sono considerati “safe”, privi di malizie cioè malware di ogni genere.
Nello stesso tempo lo stesso pacchetto standalone fa un ottimo lavoro con lo script Perl (che per MiKTeX è sostituito con un eseguibile .exe) per ritagliare le immagini al filo del loro disegno.
Quindi secondo me sarebbe preferibile che tu ti generassi separatamente una certa collezione di ornamenti neri e rossi, già smarginati con crop, e che li importassi in ogni libretto per la messa chiamandoli solo per nome con \includegraphics nel punto che ti serve. La collezione di questi ornamenti ti chiederà una mezza giornata di lavoro, forse, ma resta a disposizione per sempre e si può sempre arricchire in seguito con altri ornamenti.
Tuttativa ci sarebbe un’altra strada; esamina il pacchetto fourier leggendone la documentazione con texdoc fourier; esso è già dotato di un font di ornamenti; la collezione non è vastissima, ma ce ne sono abbastanza. Li usi come normali caratteri e il pacchetto ti dice qquali nomi usare per ciascun ornamento; nota che in qualità di caratteri, sono ingrandibili e rimpicciolibili come ogni altro font; inoltre con \rotatebox, \resizebox, \reflectbox (tutti comandi del pacchetto graphicx) ci puoi fare quello che vuoi e mettere insieme diversi ornamenti per crearne di nuovi.
Pensaci; non è che tu debba obbligatoriamente seguire questa strada, ma è solo una segnalazione di una alternativa che ti permette di evitare qualunque shell escape e di preoccuparti di auto-pst-pdf che l’autore stesso dice di non usare più se non per situazioni moto particolari (la documentazione del pacchetto dice di usarne un altro, pstools, mi pare, ma la strada di fourier ti esime anche da questo).
Passare a XeLaTeX? non credo che tu riesca a ottenere qualcosa di meglio; o forse sì; se usi i font OpenType Libertine disponi anche di ornamenti e dei simbolo liturgici barrati come, per esempio R barrato, un po’ migliore, mi sembra, di quello che stai usando.
Ci sarebbe anche un altro font OpenType, quasi espressamente creato per i testi liturgici; Arno Pro a cui bisogna aggiungere un altro piccolo font con una decina di caratteri che contiene i simboli barrati di diverse dimensioni. Credo che il tutto sia commerciale, quindi non ti so dire se ti convenga. Tuttavia so che un’amica monaca lo sta usando per comporre un antifonale con i canti in notazione gregoriana, e i risultati che di tanto in tanto mi fa vedere sono molto “liturgici” e molto belli. L’amica usa lualatex per alcuni motivi: 1) Lualatex consente di usare microtype in pieno, mentre xelatex usa solo la protrusione; 2) per comporre il gregoriano deve eseguire un shell escape protetto per eseguire un certo programma che fa parte della decina di programmi sicuri; la composizione dei righi musicali gregoriani richiede luatex.
Se posso darti un consiglio non richiesto, ti direi di esaminare tranquillamente le possibilità offerte da xelatex e da lualatex, ma io preferirei di gran lunga usare lualatex, per una quantità di motivi che non hanno nulla a che vedere con il libretto della messa, ma che alla lunga diventano importanti; ricorda se un documento si compila con xelatex, si compila, spesso meglio, con lulatex.