Bella domanda!
Ti do una risposta “d’istinto”. Quello che va assolutamente evitato, secondo me, è di usare i caratteri matematici per un pedice che indica una parola o un’abbreviazione (formata da più lettere) di una parola. Per esempio ho visto -anche su testi “seri”- il seguente:
`V_{eff}`
che produce una spaziatura sbagliata in “eff” -orrendo. Al suo posto,
`V_\text{eff}`
I fisici e gli ingegneri hanno la tendenza ad usare il tondo per le “costanti” e il corsivo per le “variabili”. Personalmente, preferisco indicare tutte le grandezze fisiche in corsivo, logicamente anche quando si trovano al pedice.Quanto al pedice che “contestualizza” la grandezza fisica cui fa riferimento, è probabilmente anche una questione di gusti. Posto che cercherei di usarne il meno possibile (li trovo pesantucci), forse il tondo è più adeguato, proprio per distiguere dal caso precedente.
Ah, meglio \text{…} di {\rm …} .
Meglio ancora \mathrm, per evitare che il pedice venga corsivo in un contesto corsivo. Infatti si ha
`\textit{Vale la disuguaglianza $L_\text{eff}\ne L_\mathrm{eff}$}`
e questo può accadere, per esempio, negli enunciati dei teoremi. Naturalmente la scomodità del codice può essere alleviata definendosi comandi personali: qualcosa come
`\newcommand{\1}{\mathrm}`
Ciao
Enrico