Re: Font per apici e pedici

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Rieccomi.

In primis devo scusarmi con tutti per la freddezza del primo post (non è stato un granché di presentazione), ma sono piuttosto preso per la consegna a giorni di una relazione ed ero preoccupato dall’esprimere bene la mia richiesta.

Approfitto ora per ringraziarvi più “esplicitamente” per il grande aiuto che ho ricevuto grazie alle risposte e complimentarmi per l’inesauribile miniera di conoscenza e pazienza che avete.

In merito alle risposte a questo topic: di nuovo, grazie a tutti dei suggerimenti.

In particolare:

Bella domanda!

Ti do una risposta “d’istinto”. Quello che va assolutamente evitato, secondo me, è di usare i caratteri matematici per un pedice che indica una parola o un’abbreviazione (formata da più lettere) di una parola. Per esempio ho visto -anche su testi “seri”- il seguente:

`V_{eff}`

che produce una spaziatura sbagliata in “eff” -orrendo.

[…]

I fisici e gli ingegneri hanno la tendenza ad usare il tondo per le “costanti” e il corsivo per le “variabili”. Personalmente, preferisco indicare tutte le grandezze fisiche in corsivo, logicamente anche quando si trovano al pedice.

Quanto al pedice che “contestualizza” la grandezza fisica cui fa riferimento, è probabilmente anche una questione di gusti. Posto che cercherei di usarne il meno possibile (li trovo pesantucci), forse il tondo è più adeguato, proprio per distiguere dal caso precedente.

Mi fa piacere abbia apprezzato la richiesta. Concordo con te praticamente in tutto: tondo per parole o abbreviazioni di più lettere e corsivo per indicare tutte le grandezze fisiche.

Anche a riguardo della parsimonia nell’uso dei pedici concordo, ma trovo piuttosto difficile evitarne l’utilizzo per distinguere fra loro i rendimenti idraulico, pneumatico, volumetrico, meccanico, organico, utile, globale (tanto per fare un esempio), no? E se poi devo distinguere il rendimento idraulico di un turbocompressore da quello di una turbina? Ahimè, studio ingegneria, forse i matematici sono più “fortunati”…

Tuttavia, caro Lorenzo, puoi fregiarti del sostegno di un illustre decano di nome Donald E. Knuth (mai sentito nominare?) come potrai leggere nel suo trattato dal titolo Mathematical Writing, qui, dove anche lui invita alla parsimonia.

Scherzi a parte, spero di non essere finito OT con il link, ma (per chi non lo conoscesse già) oltre a contenere informazioni che trovo molto utili, tratta anche apici e pedici. Delusione: non ho trovato neanche lì la risposta al mio dilemma.

Naturalmente la scomodità del codice può essere alleviata definendosi comandi personali: qualcosa come

`\newcommand{\1}{\mathrm}`

Grazie per la dritta Enrico, non sapevo che i comandi potessero iniziare con un numero. Inoltre, se col mio vecchio {\rm} avrei risparmiato solo un carattere sostituendolo con un comando personalizzato, nel caso di \mathrm il gioco vale la candela.

Perdonate la sconcezza 😳 , ma la differenza tra \rm e \mathrm è solo nel fatto che nel primo caso LaTeX usa il font per il testo normale, mentre nel secondo quello matematico? Lo ammetto, è una domanda da principianti ma non ricordo più se è esattamente così…

Infine vorrei chiedere a Lapo – che, se non vado errato, è anche lui del settore ingegneristico ed è già intervenuto nel topic – cosa pensa sull’argomento (l’analisi dei miei testi, come ho detto, sembra contraddittoria).

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