Ci sono metodi migliori, come forse hai visto.
Hai ragione, il fatto è che abbiamo scritto quasi in contemporanea: se mi fossi accorto della tua risposta avrei evitato di sovrappormi, scusa.
Ci mancherebbe! 😀 Intervenendo nelle discussioni si ha sempre occasione di imparare. Non mi riferisco solo a te, vale per tutti.
Una piccola precisazione: i due modi`\entity {Impiegato}
\entity{Impiegato}`sono perfettamente equivalenti, perché TeX ignora gli spazi dopo i comandi (tranne quelli del tipo “barra rovescia+carattere non lettera”).Siamo d’accordo. Però mi sembra che nel secondo caso la leggibilità sia decisamente migliore. Per questo invito ugualmente ugaciaka a fare attenzione a spazi inutili che (in un testo complesso) tendono a rendere più difficile la lettura del sorgente.
Questo è verissimo. Soprattutto quando l’editor fa il wrapping automatico, gli spazi possono essere di ostacolo per una migliore lettura del sorgente.
Avevo preso quella precisazione come riguardante gli spazi “spuri” che compaiono nell’output “misteriosamente”, dovuti in realtà a errori di scrittura nella definizione dei comandi.
Ci sono quelli che, nelle definizioni, terminano tutte le righe con %, temendoli. In realtà, in molte occasioni possono essere omessi e, anzi, ometterli (quelli giusti :D) denota maggiore padronanza del linguaggio. A volte, specie se si usano comandi primitivi, un % alla fine di una riga può essere disastroso.
Ciao
Enrico