Re: Eccetera

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Credo sia fondamentalmente questione di gusti, anche se occorrerebbe consultare il manuale di stile del Lesina (per esempio), che non ho sottomano.

Normalmente mi sembra si tenda a usare l’bbreviazione “ecc.” Eviterei senz’altro i punti di sospensione, che hanno un altro significato e altri usi canonici (per esempio l’omissione, anche senza quadre in alcuni testi).

Lesina non prende posizione, si limita a elencare alcune (troppe) abbreviazioni di uso comune. Ovviamente non è solo questione di gusti personali, ma anche di consuetudini dell’ambiente nel quale si opera. Uno studioso di diritto userà molte abbreviazioni, quasi sempre latine. Letterati di vario genere hanno le loro passioni, diverse da settore a settore.

Se fosse per me le proibirei: al giorno d’oggi non hanno più alcuna ragione di esistere, tranne quelle per citazioni del tipo “art.~24 CPP”. Vedere scritto decine di volte “Codice di procedura penale” sarebbe effettivamente pesante (nota le minuscole :D).

Una collega per la quale ho messo in LaTeX alcuni articoli, aveva il vezzo di abbreviare “with respect to” con “w.r.t” e “without loss of generality” con “w.l.o.g.”. Cassati tutti come primo intervento, nessuna pietà per gli orrori. 😀 E poi non sono davvero molti a usarle.

Su “eccetera” non ho dubbi: intero, interissimo. Magari sostituito da “e simili” o altre locuzioni del genere.

Ciao
Enrico

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