Re: Dubbio sulla notazione matematica

#21102
Up
0
Down
::

Questa richiesta è rivolta soprattutto a chi se ne intende delle convenzioni tipografiche in uso nei documenti contenenti molte formule. Sto scrivendo una relazione in cui ho a che fare con due distinte entità espresse in coordinate polari. Per evidenziare la differenza tra le due, avevo pensato di associare ad una le variabili \rho e \theta, e all’altra \varrho e \vartheta. Mi è però venuto il dubbio se questa sia una prassi accettabile, oppure se per evitare confusione sia preferibile utilizzare in un determinato documento sempre lo stesso comando per una certa lettera greca, scegliendo magari quello che soddisfa maggiormente i propri gusti estetici…

In un documento usa solo una variante; il lettore non può distinguere fra significati diversi dati a due simboli che si leggono allo stesso modo e fanno parte dello stesso “alfabeto” senza alcuna caratteristica (se non la forma leggermente diversa) che li distingua.

Ti dirò che, siccome a me piacciono di più la epsilon “variata”, la phi e la theta “aperte”, uso scrivere nel preambolo
`\renewcommand{\epsilon}{\varepsilon}
\renewcommand{\phi}{\varphi}
\renewcommand{\theta}{\vartheta}`
in modo che non si possa nemmeno correre il rischio di sbagliarsi. Quale delle forme scegliere è proprio questione di gusti.

Ciao
Enrico

Go to top