Re: [OT] Davvero l’ultima revisione di TeX risale al 1989?

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Qui c’è una breve storia di TeX e LaTeX.
http://www.dm.ufscar.br/~sadao/latex/history/history.html

Grazie Andrea, il link lo conoscevo, ma purtroppo le informazioni che si trovano su Internet non sono tutte compatibili…

Fra l’altro ho visto su http://it.wikipedia.org/wiki/LaTeX che l’ultima versione di LaTeX risale al 2005. Quindi è estremamente probabile che mentre i pacchetti siano soggetti ad un aggiornamento “forsennato” (anche più volte l’anno, alcuni), LaTeX venga aggiornato con più “calma”.

Due dubbi residui.

1. L’ultima versione di LaTeX viene data da Wikipedia come la 1.7.0. Questo numero non lo capisco. Fra la’ltro, dopo la versione 2.09 è venuta la “2 epsilon” (un “numero” che nella mia zucca è più vicino a 2 di quanto lo è 2.09 — o almeno questo è quanto cerco di far capire ai miei studenti). Però so che la prossima versione di LaTeX sarà la 3. Quindi quel numero (1.7.0) proprio non capisco che ci stia a fare. ❓

2. Mi sorprende come un programma (TeX) il cui ultimo aggiornamento risale al 2002 possa girare imperterrito sulle architetture di oggi. Forse gli OS sono più stabili e retro-compatibili di quanto pensassi. Eppure, per esempio, negli ultimi anni Mac è diventato un OS Unix, e gli aggionamenti all’OS vangono dati con cadenza settimanale

1.7.0 è un numero che salta fuori non si sa da dove. Ogni modulo del kernel ha il suo numero di versione, ma non esiste un numero di versione di LaTeX, se non quel 2e di cui abbiamo già discusso.

Ogni anno (all’inizio di LaTeX2e la cadenza era di sei mesi) dovrebbe uscire una nuova versione che può cambiare l’unica parte che si può considerare come identificativo della versione, cioè la data che compare a ogni compilazione; ma da dicembre 2005 non è più uscito nulla, perché non sono stati segnalati problemi significativi nel kernel.

Può darsi che 1.7.0 origini dal fatto che l’ultimo ltnews, cioè quel file dove sono descritte le novità) ha numero 17.

Come può un software girare senza problemi ventisei anni dopo l’uscita? Con solo piccole correzioni? La risposta è: è scritto bene, prima di tutto. E fa solo ciò per cui è stato progettato dopo una lunga e attenta analisi. Knuth ha deciso di lasciarlo stabile, rifiutandosi di aggiungere funzionalità (a parte certe questioni per l’uso di più lingue e i font virtuali, che hanno portato da TeX2 a TeX3).

L’idea è che è meglio avere un programma stabile che aggiungere funzioni di dubbia utilità. Cosa che non succede con pdftex, per esempio, che ha una lunga storia di modifiche che rendono incompatibili certi documenti. Così va il mondo del software, si dirà: occorre star dietro agli sviluppi che talvolta mettono a disposizione cose impensabili anni prima (OpenType e Unicode, per esempio). Ma almeno nel mondo TeX si ha a disposizione una base certamente solida. E Knuth lo sapeva bene, dando a chiunque la possibilità di prendere il software TeX per farci quello che si desidera.

Ciao
Enrico

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