Non è che non voglia fidarmi di lui, ci mancherebbe, mi pare sia una persona molto competente. Solo, volevo essere sicuro che le legature siano i caratteri sovrapposti, anziché quelli ben staccati.
Nelle legature i caratteri non sono sovrapposti, ma fusi. Anzi, uno degli scopi della legatura è appunto quello di evitare sgradevoli effetti di collisione. Oltre a questo possono contribuire a rendere più uniforme il colore della pagina. Alcuni, però, ne sconsigliano l’uso nella maggioranza dei casi, sostenendo che se il carattere è ben disegnato e propriamente spaziato, le legature non sono necessare. Si tratta, però, di una posizione minoritaria.
Comunque, è una tradizione che ha molti secoli, ma nell’editoria libraria mi pare che sia decisamente in disuso, più degli stessi accenti acuti sulla “I” e sulle “u” (che comunque persistono nei libri Einaudi e Robin). E questo mi fa pensare che, forse, i software di impaginazione più usati a livello lavorativo (e con questo non voglio dir che siano migliori, ma asserire solo un dato di fatto) non li supportino.
Adobe InDesign e Quark XPress supportano legature ed altre funzioni tipografiche avanzate. Di più: oggi sono i font stessi (TrueType e OpenType) a supportarle, indicando all’applicazione quando devono sostituirle ai singoli caratteri. (Naturalmente l’applicazione deve saper leggere quelle indicazioni.)
In passato la cosa era diversa e certamente l’adozione del computer per l’impaginazione di testi, ha portato, all’inizio, ad un impoverimento delle tecniche tipografiche. I programmi attuali, però, stanno gradualmente reintroducendo parte di queste tecniche andate perse. Non usare oggi le legature comuni può solo essere o frutto di una scelta consapevole, o, come diceva Enrico, sintomo di sciatteria.
Ciao,
Max.