Bacchettata sulle dita e in ginocchio sui ceci! 😀 Se scrivo “non si prenda paura” non mi sto rivolgendo ad alcuno in particolare (“si” impersonale); se mi fossi rivolto a te con il “lei” avrei scritto “non prenda paura”.
Ma la forma base del verbo non è “prendersi paura”? Da cui si coniuga: “io mi prendo paura”, “tu ti prendi paura”. .. “(Lei) non si prenda paura”.
Non mi pare che esista un “mi” o un “ti” impersonale.
Non è piuttosto un riflessivo, e la forma che lei ha usato era quella di cortesia?
Io ho sempre sentito dire, per l’impersonale: “non ci si prenda paura”.
Mentre non ho mai sentito dire: “non prenda paura”.Forse è meglio non esagerare con il panettone 😀
Buone feste e grazie ancora per l’aiuto!
Non mi pare proprio. “Prendere paura” oppure “prendersi una bella paura”. La seconda non è un vero riflessivo ma una forma intensiva del genere di “mangiarsi una mela”.
La locuzione “mi sono preso uno spavento” da sola non ha molto senso se non accompagnata da un aggettivo (bello spavento) o da una proposizione consecutiva (che mi si sono rizzati i capelli). Altrimenti è “ho preso spavento”.
“Non ci si prenda paura” è analogo: il “ci” è l’aggiunta che serve per poter usare la forma intensiva. Nella frase originale ciò che segue “non si prenda paura” è un complemento di specificazione di “paura”.
Obiezioni?
Ciao
Enrico