Grazie, ragazzi.
Chiedo ancora due cose. Esiste una lista dei comandi italiani che offre babel se impostato con l’opzione italian?E ancora: ho visto che molti problemi si possono risolvere con i comandi \makeatletter e \makeatother. Non ho la minima idea di cosa vogliano dire, né credo che sarei mai capace di usarli per risolvere i problemi. Però, se un noto autore 8) volesse usarmi la cortesia di spiegarmeli succintamente, leggerei il chiarimento con molto piacere.
È un analogo LaTeX dell’usanza alchimistica di fare gli esperimenti all’iinterno di un pentagramma. 🙂
Di per sé i due comandi non risolvono nulla, ciò che fanno è di permettere l’uso del carattere @ come se fosse una lettera che quindi può far parte del nome di un comando. Così si può accedere all’area “privata” dei comandi di LaTeX; nel caso specifico ci occorrono i comandi privati \m@th, \sf@size e \z@.
Si segue poi la pratica LaTeX di definire due versioni di ogni comando: una “esterna” che è \textsubscript, e una “interna”, cioè \@textsubscript. Non sarebbe necessario; è una tradizione che ha però i suoi vantaggi.
Ciao
Enrico