La documentazione è sì completa. Quello che al solito non mi va giù è che personalizzare le varie componenti sia o complicato o possibile a suon di pacchetti.
Secondo me, con beamer si sono due esigenze di personalizzazione.
1. L’esigenza (che chiamerei “di base”), di cambiare l’aspetto generale delle diapositive, perché il tema predefinito non piace, o non basta. Questi cambienti non sono difficili da fare con beamer: si carica il tema della presentazione prescelto. Se neppure così basta, si può correggerlo, caricando un apposito tema interno, o esterno, o di colori. In questo modo si ha a disposizione una scelta molto (anzi, fin troppo) vasta di stili.
2. L’esigenza (che chiamerei “approfondita”), di cambiare un solo, particolare aspetto di un tema (magari cambiare un solo colore, o modificare una voce della footline, …). Queste sì che sono modifiche difficili(ne): bisogna studiare a fondo il manuale, trovare (fra le tante) l’istruzione giusta, e in più il risultato estetico che si ottiene non è detto che sia valido.
(Il discorso vale, mutatis mutandis, anche per LaTeX, non solo per beamer.)
Nel mio articolo, ho deciso di prendere in considerazione solo le esigenze del punto 1.
Ciao,
L.