Soluzione. Senza dover abbandonare lo schema autore-anno, bisogna inserire in bibliografia sempre almeno il titolo e la data dell’edizione originale.
Aggiungerei: “sempre che questa data sia disponibile”. Come ricordi tu stesso, infatti, esistono opere come il Timeo di Platone o le opere di Aristotele che non hanno una data di pubblicazione nota o definita. In questi casi, lo schema autore-anno purtroppo non si può usare, e bisogna ripiegare su un altro schema. Io questo al lettore lo direi.
Per quanto riguarda le pagine, non impazzirei: una breve spiegazione alla fine della prefazione toglie ogni dubbio.
Concordo con te che non sia una questione di vita o di morte! Il fatto è che non ricordo di aver mai letto note del genere, né ricordo di aver visto trattato il problema da qualche parte. Mi sono riletto le parti sullo schema autore-anno del libro di Eco, ma lì il problema non è affrontato. In mancanza di altre precisazioni, terrò buono il sistema “a chimera” -anno dell’edizione originale (quando disponibile), pagina dell’edizione moderna consultata- cui ero giunto in precedenza.
Grazie mille, mi hai aiutato a chiarire notevolmente la faccenda!
Ciao,
L.