Re: Bibliografia, formato autore-anno, edizione originale

#6366
lorenzo.pantieri
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    ::

    Come già detto nell’altro topic metterò le indicazioni che mi hai consigliato.

    Bene.

    Il lettore potrebbe essere interessato a sapere dove si trova il passo citato nell’opera originale, perché in filosofia, ma non solo, i termini usati nella lingua originale sono pregnanti.

    Io in genere sarei per riportare sempre i passi della traduzione (se disponibile; se non disponibile traducendo di propria mano) perché in questo modo la lettura da parte di un italiano è agevolata, ma mettendo sempre le pagine dell’edizione originale, per i motivi esposti sopra.

    D’accordo su tutto, meno su una cosa: purtroppo, non è detto che chi scrive abbia a disposizione la versione originale del lavoro. Io, per esempio, ho acquistato gli Elementi di Bringhurst in traduzione (è del 2001, mentre l’originale inglese è del 1992). Nei miei lavori ho citato spesso quell’opera, ma, evidentemente, riferendomi sempre alla traduzione, visto che l’originale non lo possiedo. 🙁

    Due conclusioni:

    1. Per i motivi di correttezza filologica che abbiamo visto con ampiezza, mi sembra corretto citare gli Elementi come “BRINGHURST, 1992”: quello che conta è l’anno della prima edizione, non della traduzione.

    2. Per ovvi motivi di praticità, mi sembra irrealistico pretendere che chi scrive controlli tutto in originale (sarebbe auspicabile, siamo d’accordo, ma a volte è semplicemente impossibile). L’importante è che si capisca quale versione ha consultato chi scrive. Ecco perché il riferimento “a chimera” (l’anno è quello dell’edizione originale, la pagina quella della versione consultata) ci può stare.

    Naturalmente, tutto questo in assenza di soluzioni migliori (se qualcuno le ha, è il benvenuto!).

    Ciao,
    L:

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