Re: Mathbf in ClassicThesis

#42482
lorenzo.pantieri
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    ::

    non mi piace questionare su cavilli ma quello che sostieni, per me, non regge molto…

    Sei liberissimo, naturalmente. 🙂

    Fai l’esempio di \varphi e \vartheta, che non sono comandi personalizzati (e che fra l’altro sarebbe meglio non usare: vedi l’Arte). In base alla mia esperienza, più comandi personalizzati ci sono in un documento, peggio è. Quando vedo un documento con cose del tipo:
    `Proviamo \gb. Dal momento che
    \[
    \a=\b+\c,
    \]
    allora, per \kk, segue \ll.
    `
    mi metto le mani nei capelli! 😉

    Quei comandi non sono mnemonici. Che cosa significano \bg, \kk, \a, \b, \ll? Davvero si può ricordarli a distanza di tempo?

    Il disastro, poi avviene se si mettono insieme più contributi di autori diversi (a me è successo: ho curato per qualche tempo le pubblicazioni LaTeX di una casa editrice), e magari un autore ha definito \a in un modo, e un altro autore in un altro. A quel punto, va a farsi friggere uno dei punti di forza di LaTeX, che è la portabilità del codice: mettere insieme contributi scritti con “quel” LaTeX è uno strazio, credimi, e il rischio di introdurre errori è alto.

    Insomma, consiglio decisamente i miei venticinque lettori di essere molto parchi con i comandi personalizzati: sono strumenti eccezionali, ma vanno usati solo se servono davvero! Un comando come
    `\newcommand{\a}{\alpha}`
    (definito solo per non scrivere \alpha ogni volta), per me è un orrore.

    Ciao,
    L.

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