Re: Futuro di LaTeX

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Provo a dire la mia, da neofita. Vorrei che lo sviluppo di LaTeX assomigliasse di meno quello di Linux, che ci fosse un team di sviluppo più autoritario, in grado di proporre una piattaforma coerente, che assomigliasse di più allo sviluppo dei BSD.

Ora come ora, per quanto la logica di LaTeX sia relativamente semplice, resta comunque un sapere esoterico. Ovvero, più che imparare a fare una cosa, io devo preoccuparmi di sapere quale pacchetto mi serve per ottenere quello specifico risultato. E, cosa più importante, devo preoccuparmi dell’iterazione tra pacchetti, che trovo il punto più critico, da utente base. Devo sapere che per utilizzare un pacchetto mi serve quest’altro, devo conoscere le incompatibilità tra pacchetti, per non parlare delle incompatibilità tra pacchetti e motori vari.

Insomma, trovo che in LaTeX non ci sia la possibilità di usare una versione “stabile“, come si usa dire per le altre piattaforme. Il lavoro di affinamento che c’è dietro alla produzione di un testo, che sia una tesi o un articolo, mi fa dire che il prodotto è più bello “dentro“ che “fuori“. E se questo più andar bene per dei “nerd“, di certo non aiuta ad avvicinare al linguaggio le persone “normali“.

Quello che vorrei sarebbe una maggiore standardizzazione, tra piattaforma e pacchetti. Qualcosa del tipo, usa questi 100 pacchetti e vivi felice, non sono incompatibili tra di loro.
E che tra questi 100 pacchetti ce ne fosse 1 solo per gestire la bibliografia, 1 solo per gestire le immagini (che siano affiancate o meno), 1 per gestire i font, 1 per gestire gli interlinea.

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