la maggior parte dei libri italiani in mio possesso rientra anche il primo capoverso.
Anche i miei 😉 Ma rimane il fatto che il ragionamento di Bringhurst è molto persuasivo, e non si richiama alla tradizione ma al senso delle cose. Va bene, non parliamo di errore. Meglio, parliamone ma in senso ampio: la prima riga è rientrata per un motivo chiarissimo e solo per quello. I capoversi potrebbero essere anche separati da una riga vuota. Soluzione pessima, secondo me. Ma è comunque un criterio, ugualmente chiaro. (Il Manuale di stile di R. Lesina adotta questo criterio)
Se la ragione che determina la scelta di rientrare la prima riga non sussiste, non c’è motivo per rientrarla. Se vogliamo è un “errore” concettuale, in un’ottica pragmatica. Le scelte che spesso si fanno nella tipografia non dipendono solo da consuetudini (concordo con te che la consuetudine italiana è di rientrare la prima riga), ma da una profonda riflessione, e tu ne sai più di me 😉
Sarebbe interessante sapere quando è nata questa consuetudine. Sicuramente è stata consolidata dall’uso di Word, mi pare ovvio. E questo non depone a suo favore. Magari nel Cinquecento era diversa. Non ne ho idea. Quando mi capita tra le mani un testo italiano moderno controllo. Tu hai avuto modo di vederne qualcuno?
@Claudio
Ti rispondo in questo topic, che mi sembra più appropriato.
Ciao
Ivan