Vedo che la dialettica forma/contenuto ha lasciato traccia. È vero, i manuali di ConTeXt sono tipograficamente alquanto appariscenti; sembrano dire: “guarda cosa si può fare con ConTeXt!” ma subito dopo è come se ridessero sotto i baffi…
Si sente la mancanza di un’Arte di scrivere con ConTeXt o di Una (mica tanto) breve introduzione a ConTeXtA me ha fatto la stessa impressione, solo che dopo ho cominciato a studiare ll manuale
ed il codice degli esempi ed a provare per mio conto — un metodo consolidato per chi è nell’ambito dell’informatica. Certo, il linguaggio di tipo macro è inconsueto ma non alieno, ed alla fine per me è fondamentale capire come funziona il tutto (magari non ad un livello di dettaglio estremo), non solamente conoscere qualche centinaio di opzioni.
Non capisco chi se la ride sotto i baffi…
Eh..lo so, come con LaTeX, i manuali bisognerebbe studiarli. È per questo che quando li sfoglio, spesso, se la ridono sotto i baffi. Mi riferivo ai manuali, che sembrano dire: “se non mi studi non riuscirai mai a fare niente”. Forse le difficoltà sono maggiori per gli utenti LaTeX che hanno già un po’ di infarinatura.
Per esempio. Voglio mettere il numero del capitolo a destra, all’altezza del testo, nello stile di questo manuale: http://www.pragma-ade.com/general/manuals/cont-enp.pdf. So come farlo in LaTeX e vorrei poterlo fare anche in ConTeXt, ma senza dedicarci tutto il tempo che ci ho messo per capire come farlo in LaTeX. (nel merito ho trovato un codice in rete, che fa quello che voglio, ma non capisco tutti i comandi.) Insomma, quando voglio utilizzare ConTeXt mi sento un po’ come quando devo fare qualcosa con Tikz/pgf: spero sempre di trovare un esempio che si avvicina alle mie esigenze, altrimenti prevedo dolori…
Ma senza dubbio ConTeXt è invitante…prima o poi lo affronterò seriamente.
Ciao
Ivan