Mi scuso se non ho dato seguito subito ai graditissimi (e utilissimi) messaggi di risposta.
Evidentemente ero stato poco chiaro io nell’esporre il problema: in effetti inizialmente intendevo intervenire sui numeri di pagina dell’indice disposti a destra, in corrispondenza della sezione chapter. Ma con i comandi che mi ha indicato ora Ivan (che ringrazio!) ho modificato anche i numeri collocati a sinistra e che indicano il ‘livello’ della sezione. Così tutto adeso è perfetto: i numeri in osf e i titoli della sezione chapter in sans serif. Tutto in Palatino sarebbe stato pesante.
Aveva ragione anche il collega di Bologna (che naturalmente ringrazio) ad ipotizzare che avessi una versione di Koma non aggiornata: in effetti con MikTeX che ho in windows (e che è facile da tenere aggiornato anche da me…) mi funzionava (dopo alcuni faticosi aggiustamenti nel passaggio della cartella con i miei file da linux a windows…) . Ergo ho dovuto aggiornare la vecchia versione di Koma presente in linux, dove utilizzo come editor Kile. Ora guardo con soddisfazione tutti i miei numeri (e ne ho tanti, ché ho utilizzato in pacchetto ledmac per le edizioni critiche) in osf!Per la questione delle modifiche alla classe, accennata dal collega di Bologna, avrei da proporre alcune riflessioni, ma non voglio dilungarmi. Accenno solo al fatto che anche a me gli interventi parevano minimi, e che per un altro lavoro che ho iniziato sono passato, proprio per questo, alla classe Memoir. E non tanto perché mi diletto ad intervenire sui parametri di default, quanto perché se ad un editore presenti un pdf e il tuo volume viene ospitato in una collana, ti devi attenere in linea di massima allo stile seguito da quella stessa collana, anche se molte scelte tipografiche potrebbero essere discutibili.
Purtroppo il limite più grande di LaTeX in questa prospettiva d’uso, almeno per me che non ho nessuna abilità nella programmazione, è la questione dei font. Se una collana ha il Dante, o il Simoncini-Garamond per es., e nel tuo sistema non c’è, l’installazione è oltremodo complicata.
Qualche considerazione a braccio, scusate.
Grazie ancora,
Luca
sono d’accordo che al livello attuale l’introduzione di font diversi e’ limitante per chi e’ digiuno di shell, o perlomeno la cosa piu’ complessa che si debba fare in LaTeX per avere i risultati cercati.
semplificare queste problematiche e’ secondo me una delle priorita’ per lo sviluppo futuro, e per fortuna non sono l’unico a pensarlo… LuaTeX sta diventando sempre piu’ stabile!