Mi meraviglia molto che un utente esperto di LaTeX, quindi cultore del free- software (che, per definizione. è opensource), non diffonda i suoi codici!
Non capisco le motivazioni didattiche: è didatticamente utile studiare un codice, non tenerlo segreto!
Ciao, innanzitutto vi ringrazio per l’attenzione che riservate ai miei lavori. 😀
Le motivazioni che mi hanno spinto a non diffondere i sorgenti dell’Arte sono queste.
1. Il codice che sta dietro l’Arte è pieno di porcate. 🙁 Queste a volte sono necessarie visto l’argomento (una guida a LaTeX non è un documento “normale”), altre le ho messe io (e non ho trovato ancora il tempo di correggerle). Non vorrei che un utente alle prime armi ripetesse quelle porcate perché “le ha viste scritte nei .tex dell’Arte”. Se mettessi on-line i sorgenti (almeno, così come sono ora), penso che finirei per fare un cattivo servizio alla comunità.
2. Se un lettore vuol fare una cosa (per esempio, scrivere esempi “fianco a fianco” come vuole fare Samiel), non è spulciando i .tex dell’Arte (che assomigliano ormai a un antico palinsesto…) che caverà fuori il ragno dal buco. Meglio partire da un documento minimale.
3. Esistono tanti tipi di licenze. I miei lavori sono liberamente scaricabili (e studiabili!), ma non modificabili: sono distribuiti con © Lorenzo Pantieri (e Tommaso Gordini, quando necessario). Diciamo che è una scelta di prudenza. Di sicuro, quando pubblicherò la nuova edizione dell’Arte discuterò di questo aspetto con Tommaso (capirai presto perché).
Quanto a examplep, gli esempi dell’Arte sono ottenuti con un ambiente confezionato a mano (in realtà gli ambienti sono tre, leggerissimamente diversi uno dall’altro: ecco un altro motivo per non fare come faccio io). Se avessi tempo, passerei a examplep: quando ho iniziato a scrivere l’Arte, non ne conoscevo l’esistenza… 😉
Ciao,
L.