Re: sapthesis: una classe per le tesi di dottorato in Fisica

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E allora lascia perdere: una classe non dovrebbe andare a quel livello di dettaglio. Un conto sono \eu e \iu (o come diavolo le chiami) che per i soliti motivi devono, contro ogni logica, andare in tondo,* un altro abbreviazioni di comandi già esistenti.

Dovresti anche aggiungere, per i tuoi colleghi matematici, un’opzione per la “d” del differenziale in corsivo. Vedi la “signature”. 🙂

* E non mi dire che le costanti vanno diritte e le variabili in corsivo. Perché se così è, anche la carica dell’elettrone e la velocità della luce vanno diritte. Né vale l’obiezione che quelle sono grandezze con la loro unità di misura: la fisica si può fare benissimo senza unità di misura, che sono numeri sotto mentite spoglie. I casi sono due: o la velocità della luce nel vuoto è una costante universale oppure no. Se non lo è, che cosa significa “c”? 😉

L’opzione per il simbolo di differenziale non la aggiunsi proprio perché ero contro, però
in effetti dovrei farlo in modo che ognuno possa scegliere.

Possiedo parecchi libri dove la “d” è regolarmente in corsivo. Settori diversi hanno tradizioni diverse che vanno rispettate. Per fortuna i matematici non hanno normative UNI da rispettare. 🙂

Per quanto riguarda “e” ed “i”, aggiunsi fin da subito i comandi per scriverli in tondo perché su questo aspetto la mia posizione era più morbida. In fondo è comodo poter distinguere la e di Nepero dalla carica elettrica dell’elettrone, ecc… E poi perché ho una visione della faccenda tutta mia, cioè se è vero che per tradizione i numeri vanno scritti in tondo, allora è “naturale” che anche gli altri numeri, intesi come costanti matematiche adimensionali vadano scritti in tondo (pi greco, il numero di Nepero, l’unità immaginaria, la costante di Eulero, ecc…).

Ovviamente non mi sognerei mai di scrivere in tondo la velocità della luce, G o la costante di Planck perché appunto sono quantità fisiche a cui ci è piaciuto attribuire un numero, o direttamente o in base al sistema di unità di misura usato.

L’unica scusa decente è infatti che ci sono lettere che indicano cose diverse. Quella delle cifre diritte non regge.

Se non lo sai tu!

Ahahah è vero! 😀
Course si usa in inglese per designare in maniera generica un Corso di Laura, un Corso di Dottorato, ecc. . .? Poi, per esempio, per avere un comando unico per il dottorato e per le lauree ho usato courseorganizer che l’utente deve usare rispettivamente per indicare la Scuola di Dottorato o la Facoltà. Come nome mi sembra piuttosto bruttino!

Direi forse “degree” che è propriamente il titolo accademico che si consegue al termine di un “course of study”. Per l’organizzatore potrebbe essere “institution”.

Bello il refuso sulla “Laura”, mi ricorda la scenetta di Totò e Peppino che scrivono la famosa lettera alla Malafemmina:

[…] perché il giovanotto è studente che studia che si deve prendere una laura che deve tenere la testa al solito posto cioè sul collo.;
Salutandovi indistintamente i fratelli Caponi (che siamo noi)

Ciao
Enrico

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