- Questo topic ha 104 risposte, 7 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 9 anni, 9 mesi fa da
Giovanni.
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CreatoreTopic
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26 Ottobre 2008 alle 23:17 #28053::
Ciao a tutti.Ultimamente sto cercando di realizzare una classe per le tesi del dottorato di ricerca in Fisica dell’Università la “Sapienza” di Roma. Vorrei dedicare il topic allo sviluppo di questa classe. Ringrazio fin da subito chiunque mi aiuti nella risoluzione dei problemi che via via si presenteranno.
Primo problema: memoria esaurita se uso contemporaneamente babel e il comando \tableofcontents.
Esempio minimale:
`
\documentclass{sapthesis}
\usepackage[italian,english]{babel}
\begin{document}
\tableofcontentsciao ciao
\end{document}
`Errore restituito:
`
! TeX capacity exceeded, sorry [input stack size=5000].
\protect ->\noexpand \protect
\noexpand
l.6 \tableofcontents
`Credo si tratti di una ridefinizione di qualche comando, ma non riesco a capire quale.
Ed infine ecco il codice della classe. Per farlo funzionare si ha bisogno di una immagine dal nome marchiologo_rosso_positivo nella directory del documento principale. Molte parti sono copiate e/o rielaborate da altri pacchetti ed altre sono frutto di alcuni topic di questo forum.
`
\NeedsTeXFormat{LaTeX2e}
\ProvidesClass{sapthesis}[2009/01/01 Sapienza University of Rome Ph.D. thesis class]\RequirePackage{xkeyval}
\RequirePackage[a4paper]{geometry}\newlength{\SAP@binding}
\newlength{\SAP@leftmargin}
\newif\ifSAP@tpc \SAP@tpcfalse\define@key[sap]{}{tpc}[]{\SAP@tpctrue}
\define@key[sap]{}{binding}[0pt]{\setlength{\SAP@binding}{#1}}
\define@key[sap]{}{draft}[]{\PassOptionsToClass{draft}{book}}
\define@key[sap]{}{oneside}[]{\PassOptionsToClass{oneside}{book}}
\DeclareOptionX*{\ClassError{sapthesis}{Option '\CurrentOption' is not valid}{}}
\ProcessOptionsX[sap]<>
\LoadClass[a4paper,11pt]{book}\if@twoside
\setlength{\SAP@leftmargin}{76.97061pt}
\else
\setlength{\SAP@leftmargin}{100.75394pt}
\fi\geometry{
ignoremp,
bindingoffset=\SAP@binding,
textwidth=396.0pt,
textheight=640.73859pt,
lmargin=\SAP@leftmargin,
tmargin=84.62756pt
}\RequirePackage[T1]{fontenc}
\RequirePackage{lmodern}
\RequirePackage{textcomp}
\RequirePackage[font=small,labelfont={sf,bf}]{caption}
\RequirePackage{graphicx}
\RequirePackage{booktabs}\ifSAP@tpc
\RequirePackage{changepage}
\RequirePackage{calc}
\newlength{\SAP@addmargin}
\setlength{\SAP@addmargin}{((\paperwidth -\textwidth) / 2 ) -\oddsidemargin -\hoffset -1in}
\fi% correzione delle testatine nelle pagine vuote
\let\origdoublepage\cleardoublepage
\newcommand{\clearemptydoublepage}{%
\clearpage
{\pagestyle{empty}\origdoublepage}%
}
\let\cleardoublepage\clearemptydoublepage% ridefinisco \chapter* per generare le correte testatine
% quasi sempre non si ha bisogno di \chapter* ma di \chapter e \frontmatter
\let\SAP@orig@schapter\@schapter
\def\@schapter#1{\SAP@orig@schapter{#1}\markboth{#1}{#1}}%% ridefinisco \maketitle per generare la pagina del titolo
\renewcommand{\title}[1]{\ifx\@empty#1\@empty\else\def\@title{#1}\fi}
\renewcommand{\author}[1]{\ifx\@empty#1\@empty\else\def\@author{#1}\fi}
\newcommand{\cycle}[1]{\ifx\@empty#1\@empty\else\def\@cycle{#1}\fi}
\newcommand{\submitdate}[1]{\ifx\@empty#1\@empty\else\def\@submitdate{#1}\fi}
\newcommand{\coordinator}[1]{\ifx\@empty#1\@empty\else\def\@coordinator{#1}\fi}
\newcommand{\firstadvisor}[1]{\ifx\@empty#1\@empty\else\def\@firstadvisor{#1}\fi}
\newcommand{\secondadvisor}[1]{\ifx\@empty#1\@empty\else\def\@secondadvisor{#1}\fi}
\newcommand{\thirdadvisor}[1]{\ifx\@empty#1\@empty\else\def\@thirdadvisor{#1}\fi}
\newcommand{\fourthadvisor}[1]{\ifx\@empty#1\@empty\else\def\@fourthadvisor{#1}\fi}\renewcommand{\maketitle}{
\@ifundefined{@cycle}{\ClassError{sapthesis}{You need to specify the Ph.D. cycle}{}}
\@ifundefined{@submitdate}{\ClassError{sapthesis}{You need to specify the thesis submission date in the form Month(name) Year(number)}{}}
\@ifundefined{@coordinator}{\ClassError{sapthesis}{You need to specify the Ph.D. coordinator}{}}
\@ifundefined{@firstadvisor}{\ClassError{sapthesis}{You need to specify the advisor/s of the thesis}{}}\begin{titlepage}
\newlength{\logolength}
\settowidth{\logolength}{\textsc{Scuola di Dottorato “Vito Volterra''}}
\newlength{\advisorlength}
\settowidth{\advisorlength}{\textbf{Program Coordinator}}\ifSAP@tpc%
\begin{adjustwidth*}{\SAP@addmargin}{-\SAP@addmargin}%
\fi\begin{center}
\includegraphics[width=\logolength]{marchiologo_rosso_positivo}\\
\vspace{0.4cm}
{\textsc{Scuola di Dottorato “Vito Volterra''}}\\
{\textsc{Dottorato di Ricerca in Fisica — \@cycle\ ciclo}}\\
\vspace{\stretch{1}}
\begin{huge}
\textbf{\@title}\par
\end{huge}
\vspace{\stretch{1}}
{\textsc{Thesis submitted to obtain the degree of}}\\
{\textit{“Dottore di Ricerca'' — Philosophi}\ae{} \textit{Doctor}}\\
{\textsc{PhD in Physics — \@submitdate}}\\
\vspace{1.3cm}
{\textsc{by}}\\
\vspace{0.4cm}
{\Large \textbf{\@author}}\\
\vfill
\makebox[\linewidth][c]{ % artificio per allargare la tabella in maniera simmetrica
\large
\begin{tabular}{cp{5cm}c}
\@ifundefined{@secondadvisor}{
\textbf{Program Coordinator} & & \textbf{Thesis Advisor}\\
\rule{0pt}{0.5cm}\@coordinator & & \@firstadvisor \\
}{
\textbf{Program Coordinator} & & \textbf{Thesis Advisors}\\
\rule{0pt}{0.5cm}\@coordinator & & \@firstadvisor \\
\rule{0pt}{0.5cm} & & \@secondadvisor \\
}
\@ifundefined{@thirdadvisor}{\relax}{\rule{0pt}{0.5cm} & & \@thirdadvisor\\ }
\@ifundefined{@fourthadvisor}{\relax}{\rule{0pt}{0.5cm} & & \@fourthadvisor }
\rule{\advisorlength}{0pt}& & \rule{\advisorlength}{0pt}
\end{tabular}
}
\end{center}
\ifSAP@tpc%
\end{adjustwidth*}
\fi
\end{titlepage}
}
`
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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26 Ottobre 2008 alle 23:58 #28054::
Ciao a tutti.
Ultimamente sto cercando di realizzare una classe per le tesi del dottorato di ricerca in Fisica dell’Università la “Sapienza” di Roma. Vorrei dedicare il topic allo sviluppo di questa classe. Ringrazio fin da subito chiunque mi aiuti nella risoluzione dei problemi che via via si presenteranno.
Primo problema: memoria esaurita se uso contemporaneamente babel e il comando \tableofcontents.
Esempio minimale:
`
\documentclass{sapthesis}
\usepackage[italian,english]{babel}
\begin{document}
\tableofcontentsciao ciao
\end{document}
`Errore restituito:
`
! TeX capacity exceeded, sorry [input stack size=5000].
\protect ->\noexpand \protect
\noexpand
l.6 \tableofcontents
`Credo si tratti di una ridefinizione di qualche comando, ma non riesco a capire quale.
Il comando \tableofcontents nella classe book si preoccupa da sé di definire i marcatori; quella ridefinizione di \chapter* non va affatto bene. Se ti serve solo per mettere nell’indice la bibliografia, carica il pacchetto tocbibind. Se poi vuoi anche l’introduzione non numerata nell’indice, definisciti un comando \introduzione che usi \chapter* e \markboth.
Non capisco molto bene che cosa vuoi ottenere con le definizioni del tipo
`\renewcommand{\title}[1]{\ifx\@empty#1\@empty\else\def\@title{#1}\fi}`
Se infatti dai \title{}, il risultato è di non ridefinire \@title. Infatti al posto di #1 non viene messo niente; dunque TeX confronta \@empty con \@empty e il test \ifx è vero, quindi TeX non fa assolutamente nulla, perché prima di \else non c’è altro.La definizione iniziale di \@title è di dare un errore se non si dichiara un titolo; \@author invece dà un avviso. Questi due dovrebbero rimanere come sono (titolo e autore sono richiesti, immagino). Per gli altri puoi fare come nel seguente schema:
`\newcommand\@cycle{\ClassWarningNoLine{sapthesis}{You need to specify the Ph.D. cycle}}
\newcommand{\cycle}[1]{\renewcommand\@cycle{#1}}`
Così non c’è bisogno di quei test con \@ifundefined. O, se vuoi essere più cattivo, userai \ClassError, ma non mi sembra il caso.Ciao
Enrico
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27 Ottobre 2008 alle 10:55 #28055::
Grazie Enrico,visto i problemi che crea ho deciso di eliminare la ridefinizione di \chapter*
perché non credo sia così utile.
Volevo semplicemente far sì che non ci fosse bisogno di \markboth quando si usa \chapter*.
Ma in realtà quello che di solito serve nelle tesi per fare un capitolo introduzione è un \chapter normale all’interno del \frontmatter.La soluzione l’avevo presa da questo topic: http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=5022.
Non capisco molto bene che cosa vuoi ottenere con le definizioni del tipo
`
\renewcommand{\title}[1]{\ifx\@empty#1\@empty\else\def\@title{#1}\fi}
`Non lo capisco neanche io… l’avevo copiato da gatech-thesis. 😀
Seguirò il tuo consiglio!Ciao ciao.
Fra
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19 Novembre 2008 alle 23:40 #28056::
Ciao a tutti,sto continuando a sviluppare sapthesis e nello scrivere la parte di codice relativa ai margini mi è sorto un dubbio.
Vorrei usare sostanzialmente i valori usati dal pacchetto layaureo nel caso di corpo 11pt (11pt è l’unico corpo disponibile in sapthesis e a4 l’unica dimensione per il foglio).
Premesso che so impostare questi margini sia usando geometry sia con i comandi a basso livello, mi chiedo: è necessario usare geometry?
In fondo non usarlo comporterebbe una dipendenza in meno della mia classe e forse un tempo di compilazione leggermente inferiore.Praticamente ovunque (forum e guide) si consiglia di usare geometry. È solo un discorso di comodità? Se fosse così, sarebbe importante per l’utente finale ma meno per lo sviluppatore di classi e/o pacchetti. Oppure c’entra il fatto che geometry inserisce nel file di output le informazioni relative alla dimensione della pagina (a4 in questo caso)?
Grazie.
Fra
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3 Aprile 2009 alle 21:06 #28057::
Ciao a tutti,è già da qualche mese che i miei compagni di dottorato stanno usando sapthesis.
Più o meno sembra funzionare 🙂Mi piacerebbe pubblicare questa classe su CTAN.
Prima però vi sarei infinitamente grato se voleste dargli un’occhiata. . .
e sono sicuro che troverete mille errori e inesattezze!Sono ben accetti suggerimenti di qualsiasi tipo, codice, documentazioni, stile, ecc. . .
Ecco il link da dove scaricarla: http://biccari.altervista.org/c/informatica/latex/sapthesis.php.
Grazie mille.
Ciao ciao.
Fra
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3 Aprile 2009 alle 21:46 #28058::
Ciao a tutti,
è già da qualche mese che i miei compagni di dottorato stanno usando sapthesis.
Più o meno sembra funzionare 🙂Mi piacerebbe pubblicare questa classe su CTAN.
Prima però vi sarei infinitamente grato se voleste dargli un’occhiata. . .
e sono sicuro che troverete mille errori e inesattezze!Sono ben accetti suggerimenti di qualsiasi tipo, codice, documentazioni, stile, ecc. . .
Ecco il link da dove scaricarla: http://biccari.altervista.org/c/informatica/latex/sapthesis.php.
Non sono d’accordo su alcune decine di aspetti stilistici :), ma comprendo che ci siano “ordini superiori”.
(1) Manca un documento di esempio; preparalo.
(2) Nel file di classe non superare le 70 colonne; non usare tabulazioni: meglio rientrare di due spazi alla volta.
(3) Non capisco definizioni come
`\let\origfrontmatter\frontmatter
\newcommand{\newfrontmatter}{\origfrontmatter\pagestyle{plain}}%
\let\frontmatter\newfrontmatter`
quando
`\g@addto@macro\frontmatter{\pagestyle{plain}}`
è sufficiente.(4) Allochi un registro dimensionale \SAP@temp; usa \@tempdima che è già definito per quello; mi rimane la curiosità del perché “0.381966\SAP@totmargin” invece che “0.4\SAP@totmargin”. 🙂
(5) Usa \MessageBreak nei messaggi di errore, in modo che siano leggibili.
Altre osservazioni, quando ci sarà un vero documento di esempio. Il cognome scozzese (non inglese, gli scozzesi si potrebbero offendere) di Nepero è “Napier”: John Napier, 8th Laird of Merchiston.
Ciao
Enrico
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3 Aprile 2009 alle 22:46 #28059::
Non sono d’accordo su alcune decine di aspetti stilistici :), ma comprendo che ci siano “ordini superiori”.
Ciao Enrico,
ordini superiori a dir la verità non ce ne sono, fortunatamente non badiamo troppo alle formalità nel nostro dipartimento. Ho semplicemente cercato di non discostarmi troppo dallo stile medio delle tesi fatte finora per non sconvolgere le cose. In ogni caso sono pronto a cambiare in ogni momento, quindi accetto suggerimenti!
(1) Manca un documento di esempio; preparalo.
Ok, preparo codice sorgente e relativo pdf.
(2) Nel file di classe non superare le 70 colonne; non usare tabulazioni: meglio rientrare di due spazi alla volta.
Ok, mando a capo dove necessario con dei % e sostituisco i tab con due spazi.
(3) Non capisco definizioni come
`\let\origfrontmatter\frontmatter
\newcommand{\newfrontmatter}{\origfrontmatter\pagestyle{plain}}%
\let\frontmatter\newfrontmatter`
quando
`\g@addto@macro\frontmatter{\pagestyle{plain}}`
è sufficiente.Cambio subito!
(4) Allochi un registro dimensionale \SAP@temp; usa \@tempdima che è già definito per quello; mi rimane la curiosità del perché “0.381966\SAP@totmargin” invece che “0.4\SAP@totmargin”. 🙂
Ah ottimo, in effetti dovrei studiare qualcosa in merito. . . Per il 0.4 è eccesso di zelo!
Vedrò di approssimare un po’ di più alcuni numeri.(5) Usa \MessageBreak nei messaggi di errore, in modo che siano leggibili.
Questo comando non lo conoscevo. Guardando in giro mi pare di capire che vada
messo nel sorgente ogni qual volta si va a capo in un messaggio di errore.Altre osservazioni, quando ci sarà un vero documento di esempio. Il cognome scozzese (non inglese, gli scozzesi si potrebbero offendere) di Nepero è “Napier”: John Napier, 8th Laird of Merchiston.
Ciao
Enrico[edit]
Ok correggo immediatamente il bruttissimo Neper! 😳
[/edit]Ora mi metto all’opera.
Grazie mille per la disponibilità!
Ciao ciao.
Fra
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3 Aprile 2009 alle 23:14 #28060::
Non sono d’accordo su alcune decine di aspetti stilistici :), ma comprendo che ci siano “ordini superiori”.
Ciao Enrico,
ordini superiori a dir la verità non ce ne sono, fortunatamente non badiamo troppo alle formalità nel nostro dipartimento. Ho semplicemente cercato di non discostarmi troppo dallo stile medio delle tesi fatte finora per non sconvolgere le cose. In ogni caso sono pronto a cambiare in ogni momento, quindi accetto suggerimenti!
Quando ci sarà un documento che presenti gli aspetti principali della classe.
(5) Usa \MessageBreak nei messaggi di errore, in modo che siano leggibili.
Questo comando non lo conoscevo. Guardando in giro mi pare di capire che vada
messo nel sorgente ogni qual volta si va a capo in un messaggio di errore.Noto altri errori. Il comando \ClassError ha tre argomenti. Il primo è il nome della classe, il secondo il messaggio di errore, il terzo il messaggio di aiuto. Nei tuoi manca il terzo argomento. Per esempio
`\newcommand\@submitdate{%
\ClassError{sapthesis}{You must specify the thesis submission date
(submitdate) in the form Month(name) Year(number)}}`
dovrebbe diventare qualcosa come
`\newcommand\@submitdate{%
\ClassError{sapthesis}{You must specify the thesis submission date}
{The date must be in the form Month(name) Year(number)}}`
Se non metti quel terzo argomento lasci chi non ha inserito la data in pasticci seri. Usa \MessageBreak in posti opportuni in modo che il messaggio non occupi più di 70 caratteri circa (compreso “! Class sapthesis Error”).Altre osservazioni, quando ci sarà un vero documento di esempio. Il cognome scozzese (non inglese, gli scozzesi si potrebbero offendere) di Nepero è “Napier”: John Napier, 8th Laird of Merchiston.
Questa non l’ho capita! Devo scrivere il cognome originale al posto dell’italianizzato
Nepero?Scrivere nella documentazione “Neper number” mi sembra alquanto sbagliatuccio. 🙂 Nel commento alla riga 253 della classe potrebbe anche passare inosservato, ma non lo lascerei nemmeno là.
Ciao
Enrico
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3 Aprile 2009 alle 23:18 #28061::
Allora, continuo le correzioni!Scrivere nella documentazione “Neper number” mi sembra alquanto sbagliatuccio. Smile Nel commento alla riga 253 della classe potrebbe anche passare inosservato, ma non lo lascerei nemmeno là.
Sì, avevo capito solo in un secondo momento! L’ora tarda fa brutti scherzi!
Avevo corretto il messaggio precedente, ma non in tempo utile per la tua risposta 🙂Grazie ancora.
Ciao ciao (e forse fra poco buonanotte!).
Fra
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4 Aprile 2009 alle 11:26 #28062::
Buongiorno,ho aggiornato l’archivio inserendo anche un esempio minimo come suggerito da Enrico.
È molto scarno e fatto un po’ male, comunque dovrebbe mostrare tutte le caratteristiche della classe.Ho ripulito anche un po’ il codice, sempre in base ai suggerimenti di Enrico.
Attendo fiducioso suggerimenti e. . . rimproveri! 🙂
Ciao ciao.
Fra
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6 Aprile 2009 alle 22:18 #28063::
Piccole correzioni: http://biccari.altervista.org/c/informatica/latex/sapthesis.php.Ciao ciao.
Fra
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6 Aprile 2009 alle 23:02 #28064::
Piccole correzioni: http://biccari.altervista.org/c/informatica/latex/sapthesis.php.
Sinceramente, invece di tutti quei calcoli che fai, userei il pacchetto geometry: la sintassi è molto più intuitiva: specifichi altezza, larghezza, separazione della testatina, rapporto alto/basso e destra/sinistra e sei a posto. C’è anche l’opzione heightrounded che produce un numero intero di righe di stampa, cambiando di quel che serve l’altezza della gabbia; così TeX ricorre meno a \parskip che, se la differenza è di qualche punto, può diventare evidente. Per fare le prove, ti consiglio di usare il pacchetto layout (lo trovi sulla Breve guida): fai qualche tentativo con geometry e confronti, dovresti arrivare alla forma richiesta in breve tempo e con meno fatica (a ricordarti tutte le operazioni che fai).
Per \marginparwidth ti suggerirei comunque una via leggermente più veloce:
`\setlength{\marginparwidth}{96pt}
\addtolength{\marginparwidth}{-\SAP@binding}`
Infatti il valore di \marginparwidth, quando la rilegatura è azzerata, viene 96pt (meno qualche decimo, per la verità, direi che è trascurabile).Farei anche rientrare, almeno di un po’, le didascalie: così come sono confondono un pochino il lettore, secondo me. Con “margin=2pc” mi pare migliore, oppure 34pt, il doppio del rientro. Oppure uguale al rientro, vedi tu.
Ciao
Enrico
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25 Ottobre 2009 alle 23:55 #28065::
Ciao a tutti,ora che ho consegnato al referee la versione semi-definitiva della tesi di dottorato, posso finalmente continuare lo sviluppo di sapthesis.
Putroppo, Enrico, non ho avuto tempo di mettere in opera quanto mi hai suggerito nell’ultimo post. Provvederò in tempo relativamente breve (correzioni del referee permettendo!)
Per ora le tesi di quest’anno sono state tutte composte con l’ultima versione di sapthesis presente sul mio sito: http://biccari.altervista.org/c/informatica/latex/sapthesis.php.Pongo invece un’altra questione.
Il frontespizio lo avevo semplicemente fatto ricalcando la moda imperante tra le tesi del dipartimento (e infatti nessuno ha protestato).
Le recenti linee guida della Sapienza impongono però un layout allineato a sinistra.
Ecco i riferimenti:
Identità visiva della Sapienza: http://www.uniroma1.it/ufficiostampa/identita.php
Fontespizio A4 preso dall’area riservata agli studenti: [del]http://biccari.altervista.org/c/informatica/latex/TemplateA4_tesi.doc[/del]Ecco qua un primo tentativo (l’immagine la potete scaricare in formato pdf dal mio sito: [del]http://biccari.altervista.org/c/informatica/latex/marchiologo_rosso_positivo.pdf[/del]).
`\documentclass[a4paper,11pt,twoside]{book}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern}
\usepackage{textcomp}
\usepackage{graphicx}\begin{document}
\frontmatter
\begin{titlepage}
\newlength{\logolength}
\settowidth{\logolength}{\textsc{Scuola di Dottorato “Vito Volterra''}}\vspace*{-2cm}
\begin{tabular}{|p{2.2cm}|p{10cm}|}
\hline
\multicolumn{2}{l}{\includegraphics[width=\logolength]{marchiologo_rosso_positivo}} \\
\hline
\rule{0cm}{0.6cm} & \textsc{Scuola di Dottorato “Vito Volterra''} \\
\rule{0cm}{0cm} & \textsc{Dottorato di Ricerca in Fisica — XXII Ciclo} \\
\hline
\rule{0cm}{3cm} & \begin{huge}\textbf{Titolo tesi}\end{huge} \\
\hline
\rule{0cm}{2cm} & \Large \textbf{Autore} \\
\hline
\rule{0cm}{4cm} & \textsc{A thesis submitted in partial fulfillment} \\
& \textsc{of the requirements for the degree of} \\
& \textit{Doctor of Philosophy (“Dottore di Ricerca'') in Physics}\\
& \textsc{October 2008}\\
\rule{0cm}{2cm} & \textbf{Program Coordinator}\\
\rule{0cm}{0.6cm} & Prof. Enzo Marinari\qquad\dotfill\\
\rule{0cm}{2cm} & \textbf{Thesis Advisors}\\
\rule{0cm}{0.6cm} & Prof. advisor 1\qquad\dotfill \\
\rule{0cm}{0.6cm} & Dr. advisor 2\qquad\dotfill \\
\hline
\end{tabular}\end{titlepage}
\end{document}`
Il codice è molto brutto, ho lasciato inoltre i vari hline per vedere i margini.
Ecco le domande:
1. usare una tabella mi sembrava la soluzione più semplice e precisa, però in questo modo non so più come fare una spaziatura “dinamica” con \vspace{\stretch{1}} e simili.
Se al posto dei puntelli metto i vari \vspace non accade nulla. Credo di non poter fare a meno di questi comandi dato che non posso sapere in anticipo quanto spazio (righe) occuperà il titolo di una tesi.2. Un utente potrebbe usare un a capo automatico nel titolo della tesi e questo manderebbe in errore la tabella che invece vorrebbe un \newline. So che potrei scrivere nella documentazione di non usare \\ ma solo \newline, però più le cose sono trasparenti meglio è.
3. Secondo voi è gradevole una linea verticale di colore “rosso sapienza” che guidi l’occhio nella lettura degli elementi della pagina? In pratica è come se nell’esempiaccio proposto la linea verticale centrale fosse rossa e bella spessa e le altre righe non ci fossero.
Dopo questo interminabile post,
buonanotte 🙂Ciao ciao.
Fra
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26 Ottobre 2009 alle 8:59 #28066::
Ciao a tutti,
ora che ho consegnato al referee la versione semi-definitiva della tesi di dottorato, posso finalmente continuare lo sviluppo di sapthesis.
Putroppo, Enrico, non ho avuto tempo di mettere in opera quanto mi hai suggerito nell’ultimo post. Provvederò in tempo relativamente breve (correzioni del referee permettendo!)
Per ora le tesi di quest’anno sono state tutte composte con l’ultima versione di sapthesis presente sul mio sito: http://biccari.altervista.org/c/informatica/latex/sapthesis.php.Pongo invece un’altra questione.
Il frontespizio lo avevo semplicemente fatto ricalcando la moda imperante tra le tesi del dipartimento (e infatti nessuno ha protestato).
Le recenti linee guida della Sapienza impongono però un layout allineato a sinistra.
Ecco i riferimenti:
Identità visiva della Sapienza: http://www.uniroma1.it/ufficiostampa/identita.php
Fontespizio A4 preso dall’area riservata agli studenti: http://biccari.altervista.org/c/informatica/latex/TemplateA4_tesi.docEcco qua un primo tentativo (l’immagine la potete scaricare in formato pdf dal mio sito: http://biccari.altervista.org/c/informatica/latex/marchiologo_rosso_positivo.pdf).
`\documentclass[a4paper,11pt,twoside]{book}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern}
\usepackage{textcomp}
\usepackage{graphicx}\begin{document}
\frontmatter
\begin{titlepage}
\newlength{\logolength}
\settowidth{\logolength}{\textsc{Scuola di Dottorato “Vito Volterra''}}\vspace*{-2cm}
\begin{tabular}{|p{2.2cm}|p{10cm}|}
\hline
\multicolumn{2}{l}{\includegraphics[width=\logolength]{marchiologo_rosso_positivo}} \\
\hline
\rule{0cm}{0.6cm} & \textsc{Scuola di Dottorato “Vito Volterra''} \\
\rule{0cm}{0cm} & \textsc{Dottorato di Ricerca in Fisica — XXII Ciclo} \\
\hline
\rule{0cm}{3cm} & \begin{huge}\textbf{Titolo tesi}\end{huge} \\
\hline
\rule{0cm}{2cm} & \Large \textbf{Autore} \\
\hline
\rule{0cm}{4cm} & \textsc{A thesis submitted in partial fulfillment} \\
& \textsc{of the requirements for the degree of} \\
& \textit{Doctor of Philosophy (“Dottore di Ricerca'') in Physics}\\
& \textsc{October 2008}\\
\rule{0cm}{2cm} & \textbf{Program Coordinator}\\
\rule{0cm}{0.6cm} & Prof. Enzo Marinari\qquad\dotfill\\
\rule{0cm}{2cm} & \textbf{Thesis Advisors}\\
\rule{0cm}{0.6cm} & Prof. advisor 1\qquad\dotfill \\
\rule{0cm}{0.6cm} & Dr. advisor 2\qquad\dotfill \\
\hline
\end{tabular}\end{titlepage}
\end{document}`
Il codice è molto brutto, ho lasciato inoltre i vari hline per vedere i margini.
Ecco le domande:
1. usare una tabella mi sembrava la soluzione più semplice e precisa, però in questo modo non so più come fare una spaziatura “dinamica” con \vspace{\stretch{1}} e simili.
Se al posto dei puntelli metto i vari \vspace non accade nulla. Credo di non poter fare a meno di questi comandi dato che non posso sapere in anticipo quanto spazio (righe) occuperà il titolo di una tesi.2. Un utente potrebbe usare un a capo automatico nel titolo della tesi e questo manderebbe in errore la tabella che invece vorrebbe un \newline. So che potrei scrivere nella documentazione di non usare \\ ma solo \newline, però più le cose sono trasparenti meglio è.
3. Secondo voi è gradevole una linea verticale di colore “rosso sapienza” che guidi l’occhio nella lettura degli elementi della pagina? In pratica è come se nell’esempiaccio proposto la linea verticale centrale fosse rossa e bella spessa e le altre righe non ci fossero.
Dopo questo interminabile post,
buonanotte 🙂Ciao ciao.
FraNon vedo perché usare una tabella. Ricordati che devi impostare \parindent a 0pt, comunque.
Se vuoi impostare qualcosa a blocchi di altezza fissa, puoi usare \vbox to
:
`\begin{titlepage}
\setlength{\parindent}{0pt}
\vspace*{-2cm} % quanto serve per portare il logo al posto giusto
\vbox{\hbox{\includegraphics[width=…]{logo}}} % il logo
\nointerlineskip
\vbox to <1>{\vss
Scuola di dottorato ecc.\par
\vss}
…`
Ho messo i \vss per centrare le scritte nello spazio riservato, probabilmente ne vuoi uno solo.Così hai il perfido allineamento a sinistra che sembrano chiedere.
Domanda pure se non capisci.
Ciao
Enrico
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26 Ottobre 2009 alle 9:39 #28067::
In effetti è fuori dalla mia portata 🙂
Perché racchiudere l’immagine in due box? Il vbox tonon lo conoscevo. \vss cos’è? uno spazio verticale? Funziona tutto perfettamente ma forse ho trascurato un particolare:
ho usato una tabella perché le scritte devono essere allineate sotto la scritta sapienza
che compare nel logo e non all’inizio del logo. Ecco perché ho usato un multicolumn e i vari dichiaratori di tipo p.Per la cronaca stanotte mi è venuto in mente un metodo alternativo! Posso restringere il margine sinistro del solo frontespizio con changepage e poi spostare a sinistra il logo di quanto serve. E per non avere warning metto tutto in una scatola di larghezza zero.
Che ne pensi Enrico?Ciao ciao.
Fra
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26 Ottobre 2009 alle 10:51 #28068::
In effetti è fuori dalla mia portata 🙂
Perché racchiudere l’immagine in due box? Il vbox tonon lo conoscevo. \vss cos’è? uno spazio verticale? Funziona tutto perfettamente ma forse ho trascurato un particolare:
ho usato una tabella perché le scritte devono essere allineate sotto la scritta sapienza
che compare nel logo e non all’inizio del logo. Ecco perché ho usato un multicolumn e i vari dichiaratori di tipo p.Per la cronaca stanotte mi è venuto in mente un metodo alternativo! Posso restringere il margine sinistro del solo frontespizio con changepage e poi spostare a sinistra il logo di quanto serve. E per non avere warning metto tutto in una scatola di larghezza zero.
Che ne pensi Enrico?`\documentclass[a4paper,11pt,twoside]{book}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern}
\usepackage{textcomp}
\usepackage{graphicx}\begin{document}
\frontmatter
\begin{titlepage}
\long\def\mybox#1#2{\vbox to#1{\hangindent2.3cm \hangafter0 #2\vss}\nointerlineskip}
\parindent=0pt \hsize=2\hsize
\vspace*{-3cm}
\hbox to 0pt{\hskip-1.2cm\includegraphics{marchiologo_rosso_positivo}\hss}
\nointerlineskip\mybox{3cm}{\scshape
Scuola di Dottorato “Vito Volterra''\\
Dottorato di Ricerca in Fisica — XXII Ciclo}\mybox{5cm}{\huge\bfseries Titolo tesi}
\mybox{2cm}{\Large\bfseries Autore}
\mybox{4cm}{\textsc{A thesis submitted in partial fulfillment} \\
\textsc{of the requirements for the degree of} \\
\textit{Doctor of Philosophy (“Dottore di Ricerca'') in Physics}\\
\textsc{October 2008}}\mybox{6cm}{\textbf{Program Coordinator}\\
Prof. Enzo Marinari\qquad\hbox to 5cm{\dotfill}\\[\baselineskip]
\textbf{Thesis Advisors}\\
Prof. advisor 1\qquad\hbox to 5cm{\dotfill}\\[.5\baselineskip]
Dr. advisor 2\qquad\hbox to 5cm{\dotfill}}\mybox{0cm}{Anno accademico 2009–2010}
\vspace{\stretch{-1}}\end{titlepage}
\end{document}`
C’è il difetto che i puntini non sono allineati; io li toglierei senz’altro. Se in una copia ci va la firma, che ce la mettano! Se non ci va la firma i puntini sono un obbrobrio.Fra il bordo superiore di “Scuola di dottorato” e il bordo superiore di “Titolo tesi” ci sono esattamente 3 cm; fra il bordo superiore di “Titolo tesi” e quello di “Autore” ci sono esattamente 5 cm. Eccetera.
Non dovresti così avere bisogno di spazi flessibili: in ogni tesi i vari elementi compaiono sempre nello stesso posto. Non è nemmeno difficile inserire il tutto come macro da riempire con comandi come \author, \title, eccetera.
Ciao
Enrico
-
26 Ottobre 2009 alle 11:45 #28069::
Wow, grazie mille Enrico.
Il dotfill è stato tolto.Credo di aver capito. Anziché spostare il margine come suggerivo io, hai creato una box personalizzata che è sempre rientrata di 2.3 cm dal margine sinistro (\hangindent).
Ora ci gioco un po’, mi consulto con gli altri dottorandi e sostituirò l’attuale frontespizio con questo nuovo.
Un’ultima domanda.
Il logo è di quel colore rossiccio che viene chiamato nelle guide “rosso sapienza”
(in realtà ho dei problemi sull’esatta rappresentazione di quel colore ma sorvoliamo).Quali elementi della pagina faresti di quel colore? Le guide sembrano suggerire di colorare gli “elementi istituzionali” cioè per esempio il nome della facoltà/scuola di dottorato.
In realtà nel template word è colorato anche il titolo della tesi. Io tenderei a non colorarlo. Tu che ne pensi?Ciao ciao.
Fra
-
26 Ottobre 2009 alle 13:15 #28070::
Wow, grazie mille Enrico.
Il dotfill è stato tolto.Credo di aver capito. Anziché spostare il margine come suggerivo io, hai creato una box personalizzata che è sempre rientrata di 2.3 cm dal margine sinistro (\hangindent).
Ora ci gioco un po’, mi consulto con gli altri dottorandi e sostituirò l’attuale frontespizio con questo nuovo.
Un’ultima domanda.
Il logo è di quel colore rossiccio che viene chiamato nelle guide “rosso sapienza”
(in realtà ho dei problemi sull’esatta rappresentazione di quel colore ma sorvoliamo).Quali elementi della pagina faresti di quel colore? Le guide sembrano suggerire di colorare gli “elementi istituzionali” cioè per esempio il nome della facoltà/scuola di dottorato.
In realtà nel template word è colorato anche il titolo della tesi. Io tenderei a non colorarlo. Tu che ne pensi?Potresti colorare l’intestazione (“Scuola di dottorato…XXII Ciclo”) che però dovrebbe andare nello stesso font del logo (quale sarà mai?).
Analogamente si potrebbero colorare “Program coordinator”, “Thesis advisor” e la parte dell’anno accademico.
`\definecolor{sapienzared}{rgb}{.435,.039,.098}`
Sul mio schermo appaiono identici. Nel file eps del logo trovi infatti
`0.43529412 0.039215688 0.098039217 setrgbcolor`
Ciao
Enrico
-
26 Ottobre 2009 alle 13:35 #28071::
Grazie dei consigli, ora proverò a fare un po’ di esperimenti.quale sarà mai?
A questa pagina: http://www.uniroma1.it/ufficiostampa/minimanuale.php
c’è il primo link che dà svariate indicazioni. Il font credo sia stato fatto appositamente per la Sapienza e si chiama Sapienza font.Inoltre se non ho capito male consigliano di usare il palatino per le tesi ma di questo me ne occuperò in futuro.
Per quanto riguarda il colore invece, ho usato gli stessi tuoi valori ed effettivamente il colore è identico. Il problema che lamentavo era dovuto al fatto che il “rosso sapienza” dovrebbe essere in realtà (130,36,51) (opportunamente scalato tra 0 e 1, basta dividere per 255 giusto?).
Il logo della sapienza viene distribuito in formato adobe illustrator. L’ho aperto con ghostview e l’ho trasformato in eps se non ricordo male (è passato molto tempo).
Il file adobe illustrator è [del]qui[/del].
Forse nella conversione i colori mi sono leggermente cambiati 🙁Ciao ciao.
Fra
-
26 Ottobre 2009 alle 13:47 #28072::
Grazie dei consigli, ora proverò a fare un po’ di esperimenti.
quale sarà mai?
A questa pagina: http://www.uniroma1.it/ufficiostampa/minimanuale.php
c’è il primo link che dà svariate indicazioni. Il font credo sia stato fatto appositamente per la Sapienza e si chiama Sapienza font.Inoltre se non ho capito male consigliano di usare il palatino per le tesi ma di questo me ne occuperò in futuro.
Per quanto riguarda il colore invece, ho usato gli stessi tuoi valori ed effettivamente il colore è identico. Il problema che lamentavo era dovuto al fatto che il “rosso sapienza” dovrebbe essere in realtà (130,36,51) (opportunamente scalato tra 0 e 1, basta dividere per 255 giusto?).
Il logo della sapienza viene distribuito in formato adobe illustrator. L’ho aperto con ghostview e l’ho trasformato in eps se non ricordo male (è passato molto tempo).
Il file adobe illustrator è qui.
Forse nella conversione i colori mi sono leggermente cambiati 🙁No, non sono cambiati: nel file Illustrator c’è
`%%RGBCustomColor: 0.4353 0.0392 0.098 (PANTONE 202 EC)`
Ciao
Enrico
-
26 Ottobre 2009 alle 16:13 #28073
-
26 Ottobre 2009 alle 18:04 #28074::
No, non sono cambiati
Odio la società che si è occupata della nuova grafica!
Avranno sbagliato…? Boh.Vabbe’ per ora ignoro questa incongruenza e uso il colore presente nel logo.
Grazie Enrico.
Puoi modificare il file .eps, sostituendo tutte le occorrenze di
`0.43529412 0.039215688 0.098039217 setrgbcolor`
con
`0.5098039 0.1411765 0.2 setrgbcolor`
In questo modo i colori, visti sul mio schermo diventano proprio RGB 130, 36, 51. Poi ricrei il pdf con epstopdf.Ciao
Enrico
-
21 Febbraio 2010 alle 23:07 #28075::
Ciao a tutti,mente cercavo di ottimizzare il codice di sapthesis, scopiazzando il pacchetto
frontespizio di Enrico mi sono imbattuto nel seguente problema.Enrico in frontespizio definisce la macro \Relatore che io ho semplicemente
rinominato in \advisor.`\newcommand{\advisor}[1]{\advance\SAP@advisorcount\@ne
\SAP@advisortoks=\expandafter{\the\SAP@advisortoks\\[0.75mm]#1}}`\SAP@advisortoks conterrà una lista fatta più o meno così:
`\\[0.75mm]Prof. Pippo\\[0.75mm]Prof. Pluto\\[0.75mm]Dr. Pinco Pallino`Quindi se scrivo:
`Relatori
\the\SAP@advisortoks`
il risultato non mostra alcun problema.Avrei però bisogno di regolare in maniera diversa la distanza tra “Relatori” e il primo
relatore.
Vorrei poter scrivere:
`Relatori\\[2mm]
\the\SAP@advisortoks`Così facendo però compare uno spazio corrispondente, credo, a una riga vuota.
Non riesco a capire perché, qualcuno 😉 può aiutarmi?
[edit]
Ho corretti gli esempi di codice aggiungendo la macro \the
[/edit]Grazie mille.
Ciao ciao.
Fra
-
22 Febbraio 2010 alle 0:15 #28076::
Ciao a tutti,
mente cercavo di ottimizzare il codice di sapthesis, scopiazzando il pacchetto
frontespizio di Enrico mi sono imbattuto nel seguente problema.Enrico in frontespizio definisce la macro \Relatore che io ho semplicemente
rinominato in \advisor.`\newcommand{\advisor}[1]{\advance\SAP@advisorcount\@ne
\SAP@advisortoks=\expandafter{\the\SAP@advisortoks\\[0.75mm]#1}}`\SAP@advisortoks conterrà una lista fatta più o meno così:
`\\[0.75mm]Prof. Pippo\\[0.75mm]Prof. Pluto\\[0.75mm]Dr. Pinco Pallino`Quindi se scrivo:
`Relatori
\the\SAP@advisortoks`
il risultato non mostra alcun problema.Avrei però bisogno di regolare in maniera diversa la distanza tra “Relatori” e il primo
relatore.
Vorrei poter scrivere:
`Relatori\\[2mm]
\the\SAP@advisortoks`Così facendo però compare uno spazio corrispondente, credo, a una riga vuota.
Non riesco a capire perché, qualcuno 😉 può aiutarmi?
Eccolo qui quel qualcuno. 🙂 Ma poi voglio la percentuale sulle royalties per l’uso della classe. 🙂
`\newcount\SAP@advisorcount
\newtoks\SAP@advisortoks
\newcommand{\advisor}[1]{%
\ifnum\SAP@advisorcount=\z@
\SAP@advisortoks={\\[2mm]#1}%
\else
\SAP@advisortoks=\expandafter{\the\SAP@advisortoks\\[0.75mm]#1}%
\fi
\advance\SAP@advisorcount\@ne}`
Penso sia chiaro come funziona: alla prima chiamata di \advisor il contatore vale 0. Basta poi farlo scattare alla fine, invece che all’inizio.Ciao
Enrico
-
22 Febbraio 2010 alle 10:03 #28077::
Grazie mille Enrico!Ti darò il 100% delle royalties*!
Ieri sera, sulla scia di un vecchio post dove mi spiegavi l’uso di \if, avevo trovato una soluzione simile:
`\newcommand{\advisor}[1]{\advance\SAP@advisorcount\@ne
\if?\the\SAP@advisortoks?
\SAP@advisortoks=\expandafter{#1}%
\else
\SAP@advisortoks=\expandafter{\the\SAP@advisortoks\\[0.75mm]#1}%
\fi}
`
Dato che rinuncio alle royalties, ne approfitto per chiederti due cose che immagino
siano correlate:1. Perché il mio \if non funziona usando solo \SAP@advisortoks e invece funziona
con \the\SAP@advisortoks?2. Come vedi ho messo gli \expandafter a caso 😀 Nella prima riga è inutile.
Cosa fa invece l’\expandafter nella seconda riga? È necessario perché c’è il \the?Ciao ciao.
Fra* Che però sono pari a zero 😛 A proposito, royalties è un’altra parola da aggiungere
alla questione singolare-plurale dei termini stranieri!
-
22 Febbraio 2010 alle 10:45 #28078::
Grazie mille Enrico!
Ti darò il 100% delle royalties*!
Ieri sera, sulla scia di un vecchio post dove mi spiegavi l’uso di \if, avevo trovato una soluzione simile:
`\newcommand{\advisor}[1]{\advance\SAP@advisorcount\@ne
\if?\the\SAP@advisortoks?
\SAP@advisortoks=\expandafter{#1}%
\else
\SAP@advisortoks=\expandafter{\the\SAP@advisortoks\\[0.75mm]#1}%
\fi}
`
Dato che rinuncio alle royalties, ne approfitto per chiederti due cose che immagino
siano correlate:1. Perché il mio \if non funziona usando solo \SAP@advisortoks e invece funziona
con \the\SAP@advisortoks?Perché \if espande ciò che segue fino a quando trova due token non espandibili; “?” non è espandibile e nemmeno \SAP@advisortoks. Invece \the è espandibile e la sua espansione consiste, in questo caso, nella lista di token contenuta nel registro \SAP@advisortoks.
Tutti i token definiti con \chardef, \mathchardef, \countdef, \dimendef, \skipdef, \toksdef \font (e qualche altro che mi dimentico e non ho voglia di cercare) sono non espandibili, a differenza di quelli definiti con \def, \gdef, \edef e \xdef.
Il test (con \the, naturalmente) dà “vero” quando il registro toks è vuoto (oppure quando il contenuto del registro comincia con “?” che è, in questo contesto, improbabile). Ma non vale la pena di rischiare quando abbiamo il test numerico che evita le sottigliezze di \if.
2. Come vedi ho messo gli \expandafter a caso 😀 Nella prima riga è inutile.
Cosa fa invece l’\expandafter nella seconda riga? È necessario perché c’è il \the?La sintassi di un’assegnazione al registro toks \pippo è
`\pippo={}`
e, secondo le regole generali, TeX espande tutto ciò che segue = fino a trovare una graffa (esplicita o implicita). Perciò il codice
`\def\pluto{\bgroup abc}
\pippo=\pluto def}`
è lecito ed equivale all’assegnazione
`\pippo={abcdef}`
Più utilmente,
`\pippo=\expandafter{\the\pippo xyz}`
fa in modo che \expandafter faccia il suo lavoro prima che TeX veda la graffa di apertura; e il lavoro è di espandere il token dopo la graffa, quindi liberando il contenuto del registro \pippo. L’assegnazione
`\pippo={\the\pippo xyz}`
darebbe un disastro quando si scriva “\the\pippo” per usare il contenuto del registro: otterremmo
`\the\pippo xyz`
che espanderebbe \the dando
`\the\pippo xyzxyz`
che espanderebbe \the …Dovrebbe esserti chiaro perché \expandafter nel primo caso è inutile.
* Che però sono pari a zero 😛 A proposito, royalties è un’altra parola da aggiungere alla questione singolare-plurale dei termini stranieri!
Infatti ho messo la parola in corsivo. 🙂 E mi dai proprio una cattiva notizia, pensavo di diventare ricco con le copiose royalties versate dai numerosissimi dottorandi che useranno la classe. 🙂
Ciao
Enrico
-
22 Febbraio 2010 alle 12:48 #28079::
Scusami se sono un po’ duro di comprendonio . . . 😳Se ho ben capito, tutto deriva quindi dal fatto che \SAP@advisortoks non è espandibile.
Tu lo hai definito con \newtoks che associa un registro a un nome (leggo dai tuoi Appunti).
Devo concludere che \newtoks è uno dei comandi che non ricordi?
Oppure richiama uno dei comandi che hai citato? (\toksdef?)
Oppure i registri di token non sono mai espandibili?Aiuto ❓
Grazie infinite Enrico.
Ciao ciao.
Fra
-
22 Febbraio 2010 alle 13:14 #28080::
Scusami se sono un po’ duro di comprendonio . . . 😳
Se ho ben capito, tutto deriva quindi dal fatto che \SAP@advisortoks non è espandibile.
Tu lo hai definito con \newtoks che associa un registro a un nome (leggo dai tuoi Appunti).
Devo concludere che \newtoks è uno dei comandi che non ricordi?
Oppure richiama uno dei comandi che hai citato? (\toksdef?)
Oppure i registri di token non sono mai espandibili?Aiuto ❓
\newtoks è un involucro per gestire un bel po’ di cose; il suo argomento è un token simbolico (\newtoks\pippo). Trovato l’argomento, TeX guarda qual è l’ultimo registro token allocato, diciamo il numero 42 (c’è un contatore dedicato a questo preciso scopo); a questo punto TeX esegue l’equivalente di
`\toksdef\pippo=43`
Dunque sì, \pippo è definito tramite \toksdef; in questo caso e con questi numeri, \show\pippo darebbe
`\pippo=\toks43`
Tutti i nomi simbolici di registri sono token non espandibili, perché definiti tramite uno di quei comandi particolari.Ciao
Enrico
-
22 Febbraio 2010 alle 13:19 #28081
-
4 Giugno 2010 alle 10:24 #28082
-
4 Giugno 2010 alle 11:52 #28083::
Ciao e benvenuto!Ecco il link della Sapienza relativo alla nuova identità visiva: http://www.uniroma1.it/ufficiostampa/identita.php.
Il rosso sapienza e gli altri colori sono descritti nel file Elementi_base.pdf
Per sapere come usarli prova a guardare la documentazione del pacchetto
color o xcolor (se usi LaTeX per fare la presentazione, ovviamente).Il logo della Sapienza preso dall’area riservata del loro sito,
ha il rosso sapienza leggermente diverso da quello ufficiale (come spiegato sopra).
Forse per motivi di copyright.Se hai problemi, dicci cosa vuoi fare in pratica così capiamo come aiutarti.
Ciao ciao.
Fra
-
4 Giugno 2010 alle 12:20 #28084::
Ciao e benvenuto!
Ecco il link della Sapienza relativo alla nuova identità visiva: http://www.uniroma1.it/ufficiostampa/identita.php.
Il rosso sapienza e gli altri colori sono descritti nel file Elementi_base.pdf
Per sapere come usarli prova a guardare la documentazione del pacchetto
color o xcolor (se usi LaTeX per fare la presentazione, ovviamente).Il logo della Sapienza preso dall’area riservata del loro sito,
ha il rosso sapienza leggermente diverso da quello ufficiale (come spiegato sopra).
Forse per motivi di copyright.Se hai problemi, dicci cosa vuoi fare in pratica così capiamo come aiutarti.
Ciao ciao.
FraÈ molto bizzarra la specifica data nel file Elementi_base.pdf; dicono che il rosso è RGB(130, 36, 51), ma il rosso di sfondo è RGB(129. 0, 46). La versione per HTML dovrebbe essere 822433, ma la pagina iniziale dell’università ha il rosso che è inequivocabilmente 981E32 (se guardi il codice della pagina lo precisa esplicitamente).
Come mai tanta precisione nello stabilire norme che l’università stessa non rispetta? ❓
Con xcolor è facile definirsi il colore:
`\usepackage{xcolor}
\definecolor{sapienzared}{RGB}{130,36,51} % o {129,0,46}???`
Ciao
Enrico
-
4 Giugno 2010 alle 16:10 #28085::
Come mai tanta precisione nello stabilire norme che l’università stessa non rispetta? ❓
Tra l’altro i template messi a disposizione sono solo in formato .doc e .ppt (che non si aprono). Difficile pensare che si possa arrivare all’uniformità con questo tipo di template, che chiunque po’ modificare nella maniera più barbare che crede. Mi pare che non ci sia nessun modello .tex; almeno nelle pagine dell’Identità visiva 🙄
Ciao
Ivan
-
4 Giugno 2010 alle 17:19 #28086::
Tra l’altro i template messi a disposizione sono solo in formato .doc e .ppt (che non si aprono). Difficile pensare che si possa arrivare all’uniformità con questo tipo di template, che chiunque po’ modificare nella maniera più barbare che crede. Mi pare che non ci sia nessun modello .tex; almeno nelle pagine dell’Identità visiva 🙄
No, infatti non c’è. Ho discusso diverse volte durante la preparazione di sapthesis
con quelli della nuova identità visiva della Sapienza.
Mi hanno detto che se voglio posso mandargli la “cosa” che sto preparando
(ovviamente non sanno cosa sia LaTeX).
Gli ho accennato anche il problema dei colori “sbagliati” tra logo e specifiche e mi
hanno ignorato.Attualmente sapthesis è adatto solo alle tesi di dottorato di Fisica e Matematica
in cui viene usato praticamente da tutti. Se ho tempo potrei provare a
renderlo più flessibile, magari scopiazzando un po’ da toptesi.Questa settimana avrò finalmente un po’ di tempo libero. Studierò come è fatta
toptesi.Ciao ciao.
Fra
-
4 Giugno 2010 alle 20:15 #28087::
Tra l’altro i template messi a disposizione sono solo in formato .doc e .ppt (che non si aprono). Difficile pensare che si possa arrivare all’uniformità con questo tipo di template, che chiunque po’ modificare nella maniera più barbare che crede. Mi pare che non ci sia nessun modello .tex; almeno nelle pagine dell’Identità visiva 🙄
No, infatti non c’è. Ho discusso diverse volte durante la preparazione di sapthesis
con quelli della nuova identità visiva della Sapienza.
Mi hanno detto che se voglio posso mandargli la “cosa” che sto preparando
(ovviamente non sanno cosa sia LaTeX).
Gli ho accennato anche il problema dei colori “sbagliati” tra logo e specifiche e mi
hanno ignorato.Attualmente sapthesis è adatto solo alle tesi di dottorato di Fisica e Matematica
in cui viene usato praticamente da tutti. Se ho tempo potrei provare a
renderlo più flessibile, magari scopiazzando un po’ da toptesi.Questa settimana avrò finalmente un po’ di tempo libero. Studierò come è fatta
toptesi.Ciao ciao.
FraMolto bello il frontespizio della tua classe 😉
Non sapevo che esistesse “Identità visiva”. Da quello che si vede tutti quei modelli e quelle norme sono fatti da grafici professionisti, sicuramente con qualche impaginatore tipo XPress o InDesign. Sone belli, per carità; fin troppo. Non credo che “Identità visiva” esista per realizzare quello che propone. Esiste perché esiste, e basta. D’altra parte molti di noi saprebbero come fare realmente quello che è negli intenti di “Identità visiva”; solo che le università, evidentemente, preferiscono spendere (sperperare) milioni in altri modi…Perché fare quelle cose non costa poco! 🙄Ciao
Ivan
-
4 Giugno 2010 alle 21:36 #28088::
Molto bello il frontespizio della tua classe 😉
Non sapevo che esistesse “Identità visiva”. Da quello che si vede tutti quei modelli e quelle norme sono fatti da grafici professionisti, sicuramente con qualche impaginatore tipo XPress o InDesign. Sone belli, per carità; fin troppo. Non credo che “Identità visiva” esista per realizzare quello che propone. Esiste perché esiste, e basta. D’altra parte molti di noi saprebbero come fare realmente quello che è negli intenti di “Identità visiva”; solo che le università, evidentemente, preferiscono spendere (sperperare) milioni in altri modi…Perché fare quelle cose non costa poco! 🙄Più di 200 mila euro il costo dell’operazione. . .
http://www.studenti.it/universita/inchieste/cherubino_lasapienza.php
http://sdz.aiap.it/notizie/6421Tornando a sapthesis, il primo passo sarà quello di differenziare il frontespizio
in base alla tesi: triennale, specialistica, dottorato.Poi c’è il problema della lingua. Secondo voi ha senso/è facile usare dei file di “traduzione”?
Cioè dei file, uno per lingua, da cui vengono estratte le informazioni necessarie a seconda di un’opzione specifica della classe.Per esempio con l’opzione italian si caricherebbe e userebbe opportunamente
il file ita.txt, contentente l’associazione Advisor – Relatore, Candidate – Candidato, ecc. . .Riassumendo, è ragionevole voler leggere ed elaborare file di testo con TeX?
Ciao ciao.
Fra
-
4 Giugno 2010 alle 22:05 #28089::
Molto bello il frontespizio della tua classe 😉
Non sapevo che esistesse “Identità visiva”. Da quello che si vede tutti quei modelli e quelle norme sono fatti da grafici professionisti, sicuramente con qualche impaginatore tipo XPress o InDesign. Sone belli, per carità; fin troppo. Non credo che “Identità visiva” esista per realizzare quello che propone. Esiste perché esiste, e basta. D’altra parte molti di noi saprebbero come fare realmente quello che è negli intenti di “Identità visiva”; solo che le università, evidentemente, preferiscono spendere (sperperare) milioni in altri modi…Perché fare quelle cose non costa poco! 🙄Più di 200 mila euro il costo dell’operazione. . .
http://www.studenti.it/universita/inchieste/cherubino_lasapienza.php
http://sdz.aiap.it/notizie/6421Però.
Tornando a sapthesis, il primo passo sarà quello di differenziare il frontespizio in base alla tesi: triennale, specialistica, dottorato.
Poi c’è il problema della lingua. Secondo voi ha senso/è facile usare dei file di “traduzione”? Cioè dei file, uno per lingua, da cui vengono estratte le informazioni necessarie a seconda di un’opzione specifica della classe.
Per esempio con l’opzione italian si caricherebbe e userebbe opportunamente
il file ita.txt, contentente l’associazione Advisor – Relatore, Candidate – Candidato, ecc. . .Caricare automaticamente babel non è il massimo, perché non si sa mai quali possano essere le esigenze del tesista.
Il primo passo è quello di usare macro al posto di “Thesis Advisor” e simili. Se non si usa l’inglese, babel è obbligatorio (o polyglossia per XeLaTeX, ma non cambia la faccenda). Puoi perciò inserire nella classe
`\AtBeginDocument{
\@ifundefined{languagename}{english-sap.clo}{\input{\languagename-sap.clo}}
}`
e nel file corrispondente metterai i nuovi valori delle macro. Se carichi babel con l’italiano come lingua principale, a \begin{document} l’espansione di \languagename è “italian”, così se hai un file di nome italian-sap.clo verrà letto. Altrimenti viene letto english-sap.clo dove avrai le definizioni per l’inglese.Ciao
Enrico
-
5 Giugno 2010 alle 15:02 #28090
-
5 Giugno 2010 alle 15:32 #28091::
Il primo passo è quello di usare macro al posto di “Thesis Advisor” e simili. Se non si usa l’inglese, babel è obbligatorio (o polyglossia per XeLaTeX, ma non cambia la faccenda). Puoi perciò inserire nella classe
`\AtBeginDocument{
\@ifundefined{languagename}{english-sap.clo}{\input{\languagename-sap.clo}}
}`
e nel file corrispondente metterai i nuovi valori delle macro. Se carichi babel con l’italiano come lingua principale, a \begin{document} l’espansione di \languagename è “italian”, così se hai un file di nome italian-sap.clo verrà letto. Altrimenti viene letto english-sap.clo dove avrai le definizioni per l’inglese.Grazie mille Enrico!
Proverò a fare così.Ciao ciao.
Fra
-
5 Giugno 2010 alle 16:11 #28092
-
5 Giugno 2010 alle 16:44 #28093::
Enrico è normale che languagename sia definito anche se babel non è caricato?
Nel mio caso viene espanso a “nohyphenation”.Acc. 🙄 Il comando contiene l’ultima lingua caricata durante la creazione del formato.
`\AtBeginDocument{
\@ifpackageloaded{babel}{\input{\languagename-sap.clo}}{\input{english-sap.clo}}
}`
Ciao
Enrico
-
6 Giugno 2010 alle 0:01 #28094::
Grazie Enrico! Ora è tutto ok!Secondo te se invece di usare dei file esterni usassi questo approccio ci
sarebbe qualcosa di male?
`\newcommand{\SAP@english}{%
\newcommand{\@CandidateLabel}{Candidate}
\newcommand{\@IDnumberLabel}{ID number}
………. }\newcommand{\SAP@italian}{%
\newcommand{\@CandidateLabel}{Candidato}
\newcommand{\@IDnumberLabel}{Matricola}
……….. }\AtBeginDocument{%
\@ifpackageloaded{babel}{\expandafter\csname SAP@\languagename\endcsname}{\SAP@english}
}`Grazie mille.
Ciao ciao.
Fra
-
6 Giugno 2010 alle 10:36 #28095::
Grazie Enrico! Ora è tutto ok!
Secondo te se invece di usare dei file esterni usassi questo approccio ci
sarebbe qualcosa di male?
`\newcommand{\SAP@english}{%
\newcommand{\@CandidateLabel}{Candidate}
\newcommand{\@IDnumberLabel}{ID number}
………. }\newcommand{\SAP@italian}{%
\newcommand{\@CandidateLabel}{Candidato}
\newcommand{\@IDnumberLabel}{Matricola}
……….. }\AtBeginDocument{%
\@ifpackageloaded{babel}{\expandafter\csname SAP@\languagename\endcsname}{\SAP@english}
}`Dipende dal numero di oggetti che devi nominare. Se ci sono più di una decina di righe, il file esterno è più maneggevole, ma dà il problema dell’installazione. A te la scelta.
Per favore, tira via quel bizzarro \expandafter: chiedere di espandere “S” mi sembra abbastanza inutile. 🙂
Ciao
Enrico
-
6 Giugno 2010 alle 14:35 #28096
-
15 Giugno 2010 alle 22:36 #28097::
Ciao a tutti,Enrico, qualche post fa, mi ha consigliato di mettere un margine alle didascalie
perché così come sono si possono confondere con il testo.`\documentclass[a4paper,11pt]{book}
\usepackage{caption}
\captionsetup{format=plain,font=small,labelfont=bf,labelsep=period,tableposition=top}
\usepackage{lipsum}
\begin{document}
\lipsum
\begin{figure}
\centering
\rule{\textwidth}{4cm}
\caption{This is a simple figure. Remember to typeset
always the table caption above the table. Do not use vertical lines.}
\label{pippo}
\end{figure}
\end{document}`Se però introduco un margine alla didascalia (margin del pacchetto caption), avrei, secondo me, un brutto
effetto nei casi in cui una figura o soprattutto una tabella occupino tutta la
larghezza del testo. Rimarrei infatti con un spazio bianco non proprio accattivante.
Certo, potrei ridimensionare le immagini e le tabelle per far
sì che si limitino a \textwidth – 2\margin, definendo magari una nuova lunghezza,
ma non credo sia una cosa buona dato che la classe sarà usata dalle persone più
disparate e sarà molto difficile obbligarli a usare queste finezze per quanto automatizzate
possano essere.Escluso il footnotesize, che ne pensate invece dell’opzione hang oppure indentation=\parindent, lasciando tutto com’è ora? Purtroppo anche così le didascalie
di una sola riga si confonderebbero lo stesso. Può andare bene comunque secondo voi?
Vi siete mai posti il problema?Altra domanda. Vi piace quando lo stile della didascalia delle
tabelle è diverso da quello delle figure? In particolare una combinazione secondo me
gradevole è: figure con small caps, hang e immagine centrata mentre tabelle
con small caps, plain e newline con tabella allineata a sinistra.Grazie in anticipo.
Ciao ciao.
FraP.S.: è pronta la nuova versione di sapthesis che è ora adatta alla composizione di
tutte le tesi della sapienza, non solo quelle di dottorato di fisica e matematica.
Per qualche giorno voglio controllare ancora alcune cose e poi la metterò online.
-
16 Giugno 2010 alle 9:07 #28098::
Ciao a tutti,
Enrico, qualche post fa, mi ha consigliato di mettere un margine alle didascalie
perché così come sono si possono confondere con il testo.`\documentclass[a4paper,11pt]{book}
\usepackage{caption}
\captionsetup{format=plain,font=small,labelfont=bf,labelsep=period,tableposition=top}
\usepackage{lipsum}
\begin{document}
\lipsum
\begin{figure}
\centering
\rule{\textwidth}{4cm}
\caption{This is a simple figure. Remember to typeset
always the table caption above the table. Do not use vertical lines.}
\label{pippo}
\end{figure}
\end{document}`Se però introduco un margine alla didascalia (margin del pacchetto caption), avrei, secondo me, un brutto effetto nei casi in cui una figura o soprattutto una tabella occupino tutta la larghezza del testo. Rimarrei infatti con un spazio bianco non proprio accattivante.
Perché? Serve proprio a distinguere.
Certo, potrei ridimensionare le immagini e le tabelle per far sì che si limitino a \textwidth – 2\margin, definendo magari una nuova lunghezza, ma non credo sia una cosa buona dato che la classe sarà usata dalle persone più disparate e sarà molto difficile obbligarli a usare queste finezze per quanto automatizzate possano essere.
Escluso il footnotesize, che ne pensate invece dell’opzione hang oppure indentation=\parindent, lasciando tutto com’è ora? Purtroppo anche così le didascalie di una sola riga si confonderebbero lo stesso. Può andare bene comunque secondo voi? Vi siete mai posti il problema?
Puoi usare \small. Occhio che la parola chiave è “indention”. 🙁 Con “hang” potrebbe essere, lo usa anche Bringhurst.
Altra domanda. Vi piace quando lo stile della didascalia delle tabelle è diverso da quello delle figure?
No.
Ciao
Enrico
-
16 Giugno 2010 alle 20:43 #28099::
Perché? Serve proprio a distinguere.
In effetti. . . ci penserò.
Puoi usare \small.
Già uso small.
Occhio che la parola chiave è “indention”. 🙁
È vero! Che scelta infelice!
Con “hang” potrebbe essere, lo usa anche Bringhurst.
Sì, infatti mi era venuto in mente guardando l’Arte. Penso che alla fine propenderò
per questa scelta.Grazie!
Ciao ciao.
Fra
-
19 Luglio 2010 alle 15:48 #28100::
Ho messo sul mio sito la versione 2.2 di sapthesis.
Ecco il link diretto per il download:
http://biccari.altervista.org/c/informatica/latex/sapthesis_2.2.zip.Ora è adatta alla composizione di tutte le tesi della Sapienza
(Laurea, Laurea Magistrale e Dottorato).Ringrazio in anticipo chiunque volesse dargli un’occhiata!
Ogni commento è ben accetto.Ciao ciao.
Fra
-
19 Luglio 2010 alle 16:13 #28101::
Ho messo sul mio sito la versione 2.2 di sapthesis.
Ecco il link diretto per il download:
http://biccari.altervista.org/c/informatica/latex/sapthesis_2.2.zip.Ora è adatta alla composizione di tutte le tesi della Sapienza
(Laurea, Laurea Magistrale e Dottorato).Ringrazio in anticipo chiunque volesse dargli un’occhiata!
Ogni commento è ben accetto.Una magagnetta l’ho già trovata. Riguarda la definizione di \C che non funziona con xelatex e hyperref:
`\ifxetex
\DeclareTextCommand{\C}{EU1}{\celsius}
\else
\newcommand{\C}{\celsius}
\fi`
Non userei \providecommand in nessuno dei tuoi casi. Né capisco perché mettere tutta quella roba \AtBeginDocument; l’unico motivo è permettere ai tuoi utenti di definirsi \C, \A eccetera come vogliono loro. Non mi pare sensatissimo.Ciao
Enrico
-
19 Luglio 2010 alle 16:44 #28102::
Una magagnetta l’ho già trovata. Riguarda la definizione di \C che non funziona con xelatex e hyperref:
`\ifxetex
\DeclareTextCommand{\C}{EU1}{\celsius}
\else
\newcommand{\C}{\celsius}
\fi`Cominciamo bene! 🙂 Grazie della correzione.
Non userei \providecommand in nessuno dei tuoi casi. Né capisco perché mettere tutta quella roba \AtBeginDocument; l’unico motivo è permettere ai tuoi utenti di definirsi \C, \A eccetera come vogliono loro. Non mi pare sensatissimo.
Sì, esatto. Il motivo è proprio quello. In fondo quei comandi sono solo scorciatoie comode.
Non volevo limitare la libertà di azione a causa di comandi che uno potrebbe anche non
usare mai o, peggio, che magari potrebbero avere degli omonimi in altri pacchetti.Ah! Dimenticavo. I nomi di alcuni comandi non mi convincono molto.
Per esempio \course o \courseorganizer non so se significano ciò che dovrebbero!Ciao ciao.
Fra
-
19 Luglio 2010 alle 18:16 #28103
-
19 Luglio 2010 alle 18:29 #28104::
Una magagnetta l’ho già trovata. Riguarda la definizione di \C che non funziona con xelatex e hyperref:
`\ifxetex
\DeclareTextCommand{\C}{EU1}{\celsius}
\else
\newcommand{\C}{\celsius}
\fi`Cominciamo bene! 🙂 Grazie della correzione.
Non userei \providecommand in nessuno dei tuoi casi. Né capisco perché mettere tutta quella roba \AtBeginDocument; l’unico motivo è permettere ai tuoi utenti di definirsi \C, \A eccetera come vogliono loro. Non mi pare sensatissimo.
Sì, esatto. Il motivo è proprio quello. In fondo quei comandi sono solo scorciatoie comode.
Non volevo limitare la libertà di azione a causa di comandi che uno potrebbe anche non
usare mai o, peggio, che magari potrebbero avere degli omonimi in altri pacchetti.E allora lascia perdere: una classe non dovrebbe andare a quel livello di dettaglio. Un conto sono \eu e \iu (o come diavolo le chiami) che per i soliti motivi devono, contro ogni logica, andare in tondo,* un altro abbreviazioni di comandi già esistenti.
Dovresti anche aggiungere, per i tuoi colleghi matematici, un’opzione per la “d” del differenziale in corsivo. Vedi la “signature”. 🙂
Ah! Dimenticavo. I nomi di alcuni comandi non mi convincono molto.
Per esempio \course o \courseorganizer non so se significano ciò che dovrebbero!Se non lo sai tu!
Ciao
Enrico* E non mi dire che le costanti vanno diritte e le variabili in corsivo. Perché se così è, anche la carica dell’elettrone e la velocità della luce vanno diritte. Né vale l’obiezione che quelle sono grandezze con la loro unità di misura: la fisica si può fare benissimo senza unità di misura, che sono numeri sotto mentite spoglie. I casi sono due: o la velocità della luce nel vuoto è una costante universale oppure no. Se non lo è, che cosa significa “c”? 😉
-
19 Luglio 2010 alle 21:24 #28105::
E allora lascia perdere: una classe non dovrebbe andare a quel livello di dettaglio. Un conto sono \eu e \iu (o come diavolo le chiami) che per i soliti motivi devono, contro ogni logica, andare in tondo,* un altro abbreviazioni di comandi già esistenti.
Dovresti anche aggiungere, per i tuoi colleghi matematici, un’opzione per la “d” del differenziale in corsivo. Vedi la “signature”. 🙂
* E non mi dire che le costanti vanno diritte e le variabili in corsivo. Perché se così è, anche la carica dell’elettrone e la velocità della luce vanno diritte. Né vale l’obiezione che quelle sono grandezze con la loro unità di misura: la fisica si può fare benissimo senza unità di misura, che sono numeri sotto mentite spoglie. I casi sono due: o la velocità della luce nel vuoto è una costante universale oppure no. Se non lo è, che cosa significa “c”? 😉
L’opzione per il simbolo di differenziale non la aggiunsi proprio perché ero contro, però
in effetti dovrei farlo in modo che ognuno possa scegliere.Per quanto riguarda “e” ed “i”, aggiunsi fin da subito i comandi per scriverli in tondo
perché su questo aspetto la mia posizione era più morbida. In fondo è comodo poter
distinguere la e di Nepero dalla carica elettrica dell’elettrone, ecc. . .
E poi perché ho una visione della faccenda tutta mia, cioè se è vero che per tradizione
i numeri vanno scritti in tondo, allora è “naturale” che anche gli altri numeri, intesi come
costanti matematiche adimensionali vadano scritti in tondo (pi greco, il numero di Nepero,
l’unità immaginaria, la costante di Eulero, ecc…).Ovviamente non mi sognerei mai di scrivere in tondo la velocità della luce, G o la
costante di Planck perché appunto sono quantità fisiche a cui ci è piaciuto attribuire un
numero, o direttamente o in base al sistema di unità di misura usato.Se non lo sai tu!
Ahahah è vero! 😀
Course si usa in inglese per designare in maniera generica
un Corso di Laura, un Corso di Dottorato, ecc. . .?
Poi, per esempio, per avere un comando unico per il dottorato e per le lauree ho usato
courseorganizer che l’utente deve usare rispettivamente per indicare la Scuola di
Dottorato o la Facoltà. Come nome mi sembra piuttosto bruttino!Grazie Enrico!
Ciao ciao.
Fra
-
19 Luglio 2010 alle 22:17 #28106::
E allora lascia perdere: una classe non dovrebbe andare a quel livello di dettaglio. Un conto sono \eu e \iu (o come diavolo le chiami) che per i soliti motivi devono, contro ogni logica, andare in tondo,* un altro abbreviazioni di comandi già esistenti.
Dovresti anche aggiungere, per i tuoi colleghi matematici, un’opzione per la “d” del differenziale in corsivo. Vedi la “signature”. 🙂
* E non mi dire che le costanti vanno diritte e le variabili in corsivo. Perché se così è, anche la carica dell’elettrone e la velocità della luce vanno diritte. Né vale l’obiezione che quelle sono grandezze con la loro unità di misura: la fisica si può fare benissimo senza unità di misura, che sono numeri sotto mentite spoglie. I casi sono due: o la velocità della luce nel vuoto è una costante universale oppure no. Se non lo è, che cosa significa “c”? 😉
L’opzione per il simbolo di differenziale non la aggiunsi proprio perché ero contro, però
in effetti dovrei farlo in modo che ognuno possa scegliere.Possiedo parecchi libri dove la “d” è regolarmente in corsivo. Settori diversi hanno tradizioni diverse che vanno rispettate. Per fortuna i matematici non hanno normative UNI da rispettare. 🙂
Per quanto riguarda “e” ed “i”, aggiunsi fin da subito i comandi per scriverli in tondo perché su questo aspetto la mia posizione era più morbida. In fondo è comodo poter distinguere la e di Nepero dalla carica elettrica dell’elettrone, ecc… E poi perché ho una visione della faccenda tutta mia, cioè se è vero che per tradizione i numeri vanno scritti in tondo, allora è “naturale” che anche gli altri numeri, intesi come costanti matematiche adimensionali vadano scritti in tondo (pi greco, il numero di Nepero, l’unità immaginaria, la costante di Eulero, ecc…).
Ovviamente non mi sognerei mai di scrivere in tondo la velocità della luce, G o la costante di Planck perché appunto sono quantità fisiche a cui ci è piaciuto attribuire un numero, o direttamente o in base al sistema di unità di misura usato.
L’unica scusa decente è infatti che ci sono lettere che indicano cose diverse. Quella delle cifre diritte non regge.
Se non lo sai tu!
Ahahah è vero! 😀
Course si usa in inglese per designare in maniera generica un Corso di Laura, un Corso di Dottorato, ecc. . .? Poi, per esempio, per avere un comando unico per il dottorato e per le lauree ho usato courseorganizer che l’utente deve usare rispettivamente per indicare la Scuola di Dottorato o la Facoltà. Come nome mi sembra piuttosto bruttino!Direi forse “degree” che è propriamente il titolo accademico che si consegue al termine di un “course of study”. Per l’organizzatore potrebbe essere “institution”.
Bello il refuso sulla “Laura”, mi ricorda la scenetta di Totò e Peppino che scrivono la famosa lettera alla Malafemmina:
[…] perché il giovanotto è studente che studia che si deve prendere una laura che deve tenere la testa al solito posto cioè sul collo.;
Salutandovi indistintamente i fratelli Caponi (che siamo noi)Ciao
Enrico
-
19 Luglio 2010 alle 22:36 #28107
-
24 Luglio 2010 alle 14:59 #28108::
Ecco la nuova versione:
http://biccari.altervista.org/c/informatica/latex/sapthesis_2.3.zip.Per ora ho lasciato course perché forse degree si riferisce appunto al titolo,
non a cosa si è studiato (Un esempio: http://www.cam.ac.uk/admissions/undergraduate/courses/).institution invece ho paura si confonda con il nome dell’università 🙁
Ho fatto alcune migliorie, tra cui l’opzione per la d di differenziale tonda
(non proprio una miglioria. . . :)), la possibilità di scegliere la lingua del frontespizio
indipendentemente da quella del documento e altro.
Ho aggiornato anche la documentazione relegando in un’appendice i comandi
definiti per chi scrive tesi scientifiche.Attualmente sapthesis carica il pacchetto tocbibind per risparmiare le solite una
o due righe di codice all’utente. Però stavo pensando di toglierlo.
Mi sembra esagerato un pacchetto del genere solo per inserire l’indice analitico e la
bibliografia nell’indice. Inoltre può anche creare problemi se qualcuno vuole fare cose
particolarmente complicate con la bibliografia o l’indice analitico. Che ne pensate?Ciao ciao.
Fra
-
24 Luglio 2010 alle 15:37 #28109::
Ecco la nuova versione:
http://biccari.altervista.org/c/informatica/latex/sapthesis_2.3.zip.Per ora ho lasciato course perché forse degree si riferisce appunto al titolo,
non a cosa si è studiato (Un esempio: http://www.cam.ac.uk/admissions/undergraduate/courses/).institution invece ho paura si confonda con il nome dell’università 🙁
Ho fatto alcune migliorie, tra cui l’opzione per la d di differenziale tonda
(non proprio una miglioria. . . :)), la possibilità di scegliere la lingua del frontespizio
indipendentemente da quella del documento e altro.
Ho aggiornato anche la documentazione relegando in un’appendice i comandi
definiti per chi scrive tesi scientifiche.Attualmente sapthesis carica il pacchetto tocbibind per risparmiare le solite una
o due righe di codice all’utente. Però stavo pensando di toglierlo.
Mi sembra esagerato un pacchetto del genere solo per inserire l’indice analitico e la
bibliografia nell’indice. Inoltre può anche creare problemi se qualcuno vuole fare cose
particolarmente complicate con la bibliografia o l’indice analitico. Che ne pensate?Lascerei perdere tocbibind che è incompatibile con tutti i pacchetti per indici multipli e agisce ridefinendo i vari comandi. Per la bibliografia si può fare in modo abbastanza innocuo:
`\AtBeginDocument{\@ifpackageloaded{biblatex}{}{\SAP@correctbib}}
\def\SAP@correctbib{\let\SAP@thebibliography\thebibliography
\def\thebibliography{\cleardoublepage\@nameuse{phantomsection}%
\addcontentsline{toc}{chapter}{\bibname}\SAP@thebibliography}}`
Con biblatex ci sono i meccanismi per far comparire la bibliografia nell’indice. Altrimenti dai la solita sequenza di comandi. Con \@nameuse{phantomsection} sei tranquillo: se hyperref non è caricato è innocuo perché equivale a \relax.Per avere l’indice analitico nell’indice generale basta usare imakeidx. 🙂 Ma quante tesi avranno l’indice analitico? In ogni caso direi che gli elenchi di tabelle e figure nell’indice ci vanno.
Non caricherei color né tanto meno passerei l’opzione nodvipsnames: se poi il tuo utente ha bisogno dell’opzione dvipsnames, che fa? Userei xcolor; nel codice dell’opzione per il bianco e nero aggiungerei
`\PassOptionsToPackage{monochrome}{xcolor}`
Ciao
Enrico
-
24 Luglio 2010 alle 16:02 #28110::
Lascerei perdere tocbibind
Perfetto!
Per la bibliografia si può fare in modo abbastanza innocuo:
`\AtBeginDocument{\@ifpackageloaded{biblatex}{}{\SAP@correctbib}}
\def\SAP@correctbib{\let\SAP@thebibliography\thebibliography
\def\thebibliography{\cleardoublepage\@nameuse{phantomsection}%
\addcontentsline{toc}{chapter}{\bibname}\SAP@thebibliography}}`
Con biblatex ci sono i meccanismi per far comparire la bibliografia nell’indice. Altrimenti dai la solita sequenza di comandi. Con \@nameuse{phantomsection} sei tranquillo: se hyperref non è caricato è innocuo perché equivale a \relax.Grazie mille Enrico! Ora vedrò se usarlo o lasciare il tutto all’utente.
Per avere l’indice analitico nell’indice generale basta usare imakeidx. 🙂 Ma quante tesi avranno l’indice analitico? In ogni caso direi che gli elenchi di tabelle e figure nell’indice ci vanno.
Addirittura due noti autori! 🙂 Comunque hai ragione. Meglio semplificare, probabilmente
lascerò tutto nelle mani di chi scrive la tesi. In fondo come aggiungere una voce all’indice
c’è scritto in qualsiasi guida.Non caricherei color né tanto meno passerei l’opzione nodvipsnames: se poi il tuo utente ha bisogno dell’opzione dvipsnames, che fa? Userei xcolor; nel codice dell’opzione per il bianco e nero aggiungerei
`\PassOptionsToPackage{monochrome}{xcolor}`Seguirò il tuo consiglio. Comunque avevo pensato di usare color anziché xcolor
per non appesantire la classe. xcolor credo sia notevolmente più pesante di color, giusto?
Altrimenti si potrebbe verificare dentro AtBeginDocument se l’utente ha caricato xcolor o
color. Se non ha caricato nessuno dei due possiamo caricare color che è più leggero.
Che ne pensi?Ciao ciao.
Fra
-
24 Luglio 2010 alle 16:15 #28111::
Comunque avevo pensato di usare color anziché xcolor
per non appesantire la classe. xcolor credo sia notevolmente più pesante di color, giusto?
Altrimenti si potrebbe verificare dentro AtBeginDocument se l’utente ha caricato xcolor o
color. Se non ha caricato nessuno dei due possiamo caricare color che è più leggero.
Che ne pensi?Fa’ così: carica color senza opzioni e consiglia agli utenti di usare xcolor se hanno bisogno di gestire i colori. Per la questione del bianco e nero, passa l’opzione a tutti e due: un comando \PassOptionsToPackage{foo,baz}{bar} è ignorato se il pacchetto bar non è effettivamente caricato.
Ciao
Enrico
-
24 Luglio 2010 alle 16:57 #28112::
Comunque avevo pensato di usare color anziché xcolor
per non appesantire la classe. xcolor credo sia notevolmente più pesante di color, giusto?
Altrimenti si potrebbe verificare dentro AtBeginDocument se l’utente ha caricato xcolor o
color. Se non ha caricato nessuno dei due possiamo caricare color che è più leggero.
Che ne pensi?Fa’ così: carica color senza opzioni e consiglia agli utenti di usare xcolor se hanno bisogno di gestire i colori. Per la questione del bianco e nero, passa l’opzione a tutti e due: un comando \PassOptionsToPackage{foo,baz}{bar} è ignorato se il pacchetto bar non è effettivamente caricato.
Benissimo per il PassOptionsToPackage.
Così facendo posso togliere l’if alla fine della classe, giusto? sapred si trasformerà
automaticamente in nero con l’opzione monochrome.
`\ifSAP@bn
\definecolor{sapred}{rgb}{0,0,0}
\else
\definecolor{sapred}{rgb}{0.5098039,0.1411765,0.2}
\fi
`Veniamo ora al problema color/xcolor. Se carico color e poi l’utente carica xcolor
non si presenta qualche conflitto?
Considera che la classe definisce e usa il colore sapred. Se l’utente carica
anche xcolor comparirà “Incompatible color definition…”
Infatti era uno dei problemi che dovevo correggere in sapthesis.Ciao ciao.
Fra
-
24 Luglio 2010 alle 17:11 #28113::
`\AtBeginDocument{
\newcommand{\SAP@sapred}{\definecolor{sapred}{rgb}{0.5098039,0.1411765,0.2}}
\@ifpackageloaded{color}{\SAP@sapred}{\@ifpackageloaded{xcolor}{\SAP@sapred}{%
\RequirePackage[nodvipsnames]{color}\SAP@sapred}}
…}`Ho risolto così, come ti dicevo sopra.
Spero non ci siano inconvenienti.Ciao ciao.
Fra
-
24 Luglio 2010 alle 18:03 #28114::
`\AtBeginDocument{
\newcommand{\SAP@sapred}{\definecolor{sapred}{rgb}{0.5098039,0.1411765,0.2}}
\@ifpackageloaded{color}{\SAP@sapred}{\@ifpackageloaded{xcolor}{\SAP@sapred}{%
\RequirePackage[nodvipsnames]{color}\SAP@sapred}}
…}`Ho risolto così, come ti dicevo sopra.
Spero non ci siano inconvenienti.Ritorno alla domanda già fatta: perché escludere l’opzione dvipsnames? Che ti ha fatto di male?
`\RequirePackage{color}
\definecolor{sapred}{rgb}{0.5098039,0.1411765,0.2}`
Non c’è alcun bisogno di \AtBeginDocument. Se poi l’utente carica xcolor con le sue varie opzioni (fra cui, per esempio, dvipsnames) tutto va bene ugualmente. Ricordati solo di consigliare xcolor e non color se si avesse bisogno di gestire meglio i colori.Ciao
Enrico
-
24 Luglio 2010 alle 18:37 #28115::
Mi sembrava di ricordare che usare color con dvipsnames creasse
qualche problema con qualche driver. Comunque la ragione principale
per cui usai nodvipsnames era che definendo meno colori nello spazio
named, speravo che l’esecuzione del codice fosse più veloce.A maggior ragione con il codice proposto sopra. Se l’utente non ha caricato
né color né xcolor significa che i colori non gli servono e pertanto mi
conviene caricare color nella maniera più leggera possibile, appunto
con nodvipsnames.Tornando a quello che mi proponi, ecco un codice minimale che simula
ciò che accadrebbe:
`\documentclass[a4paper]{book}\usepackage{color}
\definecolor{sapred}{rgb}{0.5098039,0.1411765,0.2}
\usepackage{xcolor}\begin{document}
\textcolor{sapred}{ciao}
\end{document}`
È vero, il pdf presenta i colori corretti senza problemi, ma perché tenersi quel warning?
`Package xcolor Warning: Incompatible color definition on input line 8.`Ciao ciao.
Fra
-
24 Luglio 2010 alle 19:41 #28116::
Mi sembrava di ricordare che usare color con dvipsnames creasse
qualche problema con qualche driver. Comunque la ragione principale
per cui usai nodvipsnames era che definendo meno colori nello spazio
named, speravo che l’esecuzione del codice fosse più veloce.A maggior ragione con il codice proposto sopra. Se l’utente non ha caricato
né color né xcolor significa che i colori non gli servono e pertanto mi
conviene caricare color nella maniera più leggera possibile, appunto
con nodvipsnames.Tornando a quello che mi proponi, ecco un codice minimale che simula
ciò che accadrebbe:
`\documentclass[a4paper]{book}\usepackage{color}
\definecolor{sapred}{rgb}{0.5098039,0.1411765,0.2}
\usepackage{xcolor}\begin{document}
\textcolor{sapred}{ciao}
\end{document}`
È vero, il pdf presenta i colori corretti senza problemi, ma perché tenersi quel warning?
`Package xcolor Warning: Incompatible color definition on input line 8.`Ciao ciao.
FraLa differenza può essere di qualche millisecondo. Il problema di cui sopra si risolve mettendo \definecolor in \AtBeginDocument. Per motivi alquanto misteriosi, xcolor dà quel messaggio invece di correggere la definizione.
Ciao
Enrico
-
24 Luglio 2010 alle 20:53 #28117
-
25 Luglio 2010 alle 14:21 #28118::
Ecco qua:
http://biccari.altervista.org/c/informatica/latex/sapthesis_2.5.zipIn attesa di altri commenti o migliorie, vi chiedo: se volessi pubblicare sapthesis su
CTAN, ovviamente chiedendo prima il permesso alla Sapienza, quali sono i tempi?
È complicato? Posso pubblicarla così com’è o devo passare per il dtx?
Se non sbaglio il dtx non è obbligatorio.Ciao ciao.
Fra
-
28 Luglio 2010 alle 22:25 #28119::
Versione 2.6 di sapthesis.Ho corretto altri bug e fatto qualche semplificazione:
http://biccari.altervista.org/c/informatica/latex/sapthesis_2.6.zip.Ciao ciao.
Fra
-
30 Settembre 2010 alle 22:14 #28120::
Versione 2.7 di sapthesis.Ho corretto due bug e introdotto l’opzione noexaminfo per eliminare le informazioni
sull’esame finale dal retro del frontespizio:
http://biccari.altervista.org/c/informatica/latex/sapthesis.php.Ciao ciao.
Fra
-
4 Luglio 2011 alle 20:40 #28121::
Ciao a tutti,mi sono deciso a mettere sapthesis sul CTAN.
Siccome non ho mai messo un pacchetto su CTAN prima d’ora volevo avere qualche informazione.
Io non ho usato DocStrip (cioè il file .dtx) ma ho un file .cls e altri file accessori.Ho letto questa pagina, http://dante.ctan.org/upload, e vi chiedo:
1. “Summary description” è la descrizione che compare quando si va sul
TeX Catalogue online?2. Che “CTAN directory” devo scegliere?
3. Come organizzo i file nell’archivio sapthesis.zip? Tutti allo stesso livello oppure così:
/tex/latex/sapthesis/sapthesis.cls
/tex/latex/sapthesis/marchiologo_rosso_positivo.pdf
/tex/latex/sapthesis/marchiologo_nero_positivo.pdf
/doc/latex/sapthesis/sapthesis-doc.pdf
/doc/latex/sapthesis/sapthesis-doc.tex
/doc/latex/sapthesis/sapthesis-example.tex
/doc/latex/sapthesis/sapthesis-example.tex
/doc/latex/sapthesis/README
/bibtex/bst/sapthesis/sapthesis.bst4. È giusto mettere i loghi della Sapienza in quelle directory mostrate sopra?
Grazie mille.
Ciao ciao.
Fra
-
4 Luglio 2011 alle 21:04 #28122::
Ciao a tutti,
mi sono deciso a mettere sapthesis sul CTAN.
Siccome non ho mai messo un pacchetto su CTAN prima d’ora volevo avere qualche informazione.
Io non ho usato DocStrip (cioè il file .dtx) ma ho un file .cls e altri file accessori.Ho letto questa pagina, http://dante.ctan.org/upload, e vi chiedo:
1. “Summary description” è la descrizione che compare quando si va sul
TeX Catalogue online?2. Che “CTAN directory” devo scegliere?
3. Come organizzo i file nell’archivio sapthesis.zip? Tutti allo stesso livello oppure così:
/tex/latex/sapthesis/sapthesis.cls
/tex/latex/sapthesis/marchiologo_rosso_positivo.pdf
/tex/latex/sapthesis/marchiologo_nero_positivo.pdf
/doc/latex/sapthesis/sapthesis-doc.pdf
/doc/latex/sapthesis/sapthesis-doc.tex
/doc/latex/sapthesis/sapthesis-example.tex
/doc/latex/sapthesis/sapthesis-example.tex
/doc/latex/sapthesis/README
/bibtex/bst/sapthesis/sapthesis.bst4. È giusto mettere i loghi della Sapienza in quelle directory mostrate sopra?
Grazie mille.
Ciao ciao.
Fra1. Sì.
2. macros/latex/contrib
3. Credo che questa organizzazione vada bene (ma un file ce l’hai due volte).
4. Meglio se ti informi presso chi di dovere (alla Sapienza). Se non puoi, inventati due oggetti che occupino lo stesso spazio e avvisa nella documentazione.
Nel README ci devono essere la licenza (LPPL, suppongo) e la lista dei file. Non è importante che il pacchetto sia in formato dtx, purché ci sia la documentazione con il sorgente della documentazione.
Ciao
Enrico
-
4 Luglio 2011 alle 21:16 #28123::
Ciao a tutti,
mi sono deciso a mettere sapthesis sul CTAN.
Siccome non ho mai messo un pacchetto su CTAN prima d’ora volevo avere qualche informazione.
Io non ho usato DocStrip (cioè il file .dtx) ma ho un file .cls e altri file accessori.Ho letto questa pagina, http://dante.ctan.org/upload, e vi chiedo:
1. “Summary description” è la descrizione che compare quando si va sul
TeX Catalogue online?2. Che “CTAN directory” devo scegliere?
3. Come organizzo i file nell’archivio sapthesis.zip? Tutti allo stesso livello oppure così:
/tex/latex/sapthesis/sapthesis.cls
/tex/latex/sapthesis/marchiologo_rosso_positivo.pdf
/tex/latex/sapthesis/marchiologo_nero_positivo.pdf
/doc/latex/sapthesis/sapthesis-doc.pdf
/doc/latex/sapthesis/sapthesis-doc.tex
/doc/latex/sapthesis/sapthesis-example.tex
/doc/latex/sapthesis/sapthesis-example.tex
/doc/latex/sapthesis/README
/bibtex/bst/sapthesis/sapthesis.bst4. È giusto mettere i loghi della Sapienza in quelle directory mostrate sopra?
Grazie mille.
Ciao ciao.
Fra1. Sì.
2. macros/latex/contrib
3. Credo che questa organizzazione vada bene (ma un file ce l’hai due volte).
4. Meglio se ti informi presso chi di dovere (alla Sapienza). Se non puoi, inventati due oggetti che occupino lo stesso spazio e avvisa nella documentazione.
Nel README ci devono essere la licenza (LPPL, suppongo) e la lista dei file. Non è importante che il pacchetto sia in formato dtx, purché ci sia la documentazione con il sorgente della documentazione.
Ciao
EnricoGrazie mille Enrico!
Il doppio file era un refuso, in realtà è un pdf e un tex.
Cerco di inviarlo stasera al CTAN.Ciao ciao.
Fra
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5 Luglio 2011 alle 20:03 #28124
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5 Luglio 2011 alle 20:17 #28125::
Sapthesis è ufficialmente su CTAN! 🙂
Fra circa 24 ore, il tempo che i vari mirror vengano sincronizzati,
sarà possibile installarla dal package manager della vostra
distribuzione TeX senza doverla più scaricare dal mio sito.Ciao ciao.
FraEhm, no: bisogna aspettare la 2011: la 2010 è chiusa. Congratulazioni lo stesso.
Ciao
Enrico
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5 Luglio 2011 alle 20:22 #28126::
Sapthesis è ufficialmente su CTAN! 🙂
Fra circa 24 ore, il tempo che i vari mirror vengano sincronizzati,
sarà possibile installarla dal package manager della vostra
distribuzione TeX senza doverla più scaricare dal mio sito.Ciao ciao.
FraEhm, no: bisogna aspettare la 2011: la 2010 è chiusa. Congratulazioni lo stesso.
Ciao
EnricoOps! 😳
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13 Settembre 2011 alle 10:10 #28127::
Comunico che è uscita la versione 2.8 di sapthesis.
Potete trovarla sul mio sito e sul CTAN.È stato corretto un piccolo bug nella composizione del colophon ed
è stato aggiunto il supporto per la composizione delle tesi per i
master di primo e secondo livello. Infine la documentazione è ora
scritta usando i txfonts (Times) così da occupare molto meno spazio._______________________________________________________
Una domanda per i più esperti del forum. Mi è arrivata questa email
dal CTAN:`Thanks for the update, I installed it.
I wonder if we can ask you to supply future versions in a standard directory
layout. As it is explained onhttp://tug.org/texlive/pkgcontrib.html
a TDS/texmf tree layout should be uploaded as a separate package.tds.zip file.
The main CTAN tree is best servedwith a straight directory layout, unclobbered
by all the additional directories that are needed for the management of a TeX
system. CTAN is an archive, for people to browse, not a TeX distribution.Thanks,
RainerFor the CTAN Team
Rainer Schöpf`Io ho inviato un archivio zip con la struttura TDS (corretta).
Pensavo fosse la procedura giusta. A quanto pare sembra di no.
In pratica se non ho capito male devo mettere tutto nella directory
radice dello zip. E poi, se voglio, posso inviare anche
un file con estensione .tds.zip dove i file sono organizzati
secondo la TDS. Questo secondo file zip però come faccio
a inviarglielo se sul form per l’invio dei pacchetti si può selezionare
un singolo file?! Lo metto dentro l’altro zip?! 🙁
Perché non fanno delle istruzioni veramente chiare…?!Grazie a tutti!
Ciao ciao.
Fra
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13 Settembre 2011 alle 12:14 #28128
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13 Settembre 2011 alle 13:53 #28129
-
1 Marzo 2012 alle 20:06 #28130::
Ciao a tutti,mi hanno segnalato che i loghi della Sapienza che distribuisco insieme a sapthesis non vengono trovati durante la compilazione, sia con MiKTeX che con TeXlive.
In effetti ho verificato ed è così. I loghi vengono inseriti nella directory
`/doc/latex/sapthesis/`
mentre io nel file README ho specificato che si trovino in
`/tex/latex/sapthesis/`
perché, se inseriti lì, possono essere trovati durante la compilazione.Siccome sia TeX Live che MiKTeX si sono comportati allo stesso modo non vorrei che fosse proibito mettere dei pdf nella directory che voglio io. Cosa devo fare? 🙁
Se invece fosse stata solo una svista (perché nel file README c’è scritto chiaramente dove mettere quei file) a chi devo scrivere? Al CTAN (ctan@dante.de) o direttamente ai gestori di TeXlive e MiKTeX?
Grazie mille!
Ciao ciao.
Fra
-
1 Marzo 2012 alle 20:12 #28131::
francesco.biccari” post=69822Ciao a tutti,
mi hanno segnalato che i loghi della Sapienza che distribuisco insieme a sapthesis non vengono trovati durante la compilazione, sia con MiKTeX che con TeXlive.
In effetti ho verificato ed è così. I loghi vengono inseriti nella directory
`/doc/latex/sapthesis/`
mentre io nel file README ho specificato che si trovino in
`/tex/latex/sapthesis/`
perché, se inseriti lì, possono essere trovati durante la compilazione.Siccome sia TeX Live che MiKTeX si sono comportati allo stesso modo non vorrei che fosse proibito mettere dei pdf nella directory che voglio io. Cosa devo fare? 🙁
Se invece fosse stata solo una svista (perché nel file README c’è scritto chiaramente dove mettere quei file) a chi devo scrivere? Al CTAN (ctan@dante.de) o direttamente ai gestori di TeXlive e MiKTeX?
Direi che sarebbe meglio creare una sottodirectory [tt]
/tex/latex/sapthesis/logos[/tt] o qualcosa del genere. La cosa migliore da fare è mandare un aggiornamento; se riesci a produrre un archivio adatto a TDS è anche meglio. Ciao
Enrico
-
1 Marzo 2012 alle 20:23 #28132::
egreg9″ post=69823
Ciao a tutti,
mi hanno segnalato che i loghi della Sapienza che distribuisco insieme a sapthesis non vengono trovati durante la compilazione, sia con MiKTeX che con TeXlive.
In effetti ho verificato ed è così. I loghi vengono inseriti nella directory
`/doc/latex/sapthesis/`
mentre io nel file README ho specificato che si trovino in
`/tex/latex/sapthesis/`
perché, se inseriti lì, possono essere trovati durante la compilazione.Siccome sia TeX Live che MiKTeX si sono comportati allo stesso modo non vorrei che fosse proibito mettere dei pdf nella directory che voglio io. Cosa devo fare? 🙁
Se invece fosse stata solo una svista (perché nel file README c’è scritto chiaramente dove mettere quei file) a chi devo scrivere? Al CTAN (ctan@dante.de) o direttamente ai gestori di TeXlive e MiKTeX?
Direi che sarebbe meglio creare una sottodirectory [tt]
/tex/latex/sapthesis/logos[/tt] o qualcosa del genere. La cosa migliore da fare è mandare un aggiornamento; se riesci a produrre un archivio adatto a TDS è anche meglio. Ciao
EnricoCiao Enrico,
credo che opterò per la sottodirectory. Le prime due volte ho mandato uno zip con dentro
i file organizzati secondo la TDS, ma quelli di CTAN mi hanno detto che loro non sono una distribuzione
e che i file glieli devo mandare non organizzati in cartelle (se ne parla anche qualche messaggio più su
in questo filone). E così ho fatto da quel momento in poi. 🙁Che faccio? Procedo con la directory logos?
Ciao ciao.
Fra
-
1 Marzo 2012 alle 21:10 #28133::
francesco.biccari” post=69824
credo che opterò per la sottodirectory. Le prime due volte ho mandato uno zip con dentro
i file organizzati secondo la TDS, ma quelli di CTAN mi hanno detto che loro non sono una distribuzione
e che i file glieli devo mandare non organizzati in cartelle (se ne parla anche qualche messaggio più su
in questo filone). E così ho fatto da quel momento in poi. 🙁Che faccio? Procedo con la directory logos?
È successa la stessa cosa anche a me con suftesi. Stessa identica risposta. Al terzo upload rifiutato ho rinunciato 🙁
Poi Enrico mi ha spiegato, con carta e matita, tutti i passaggi da fare ed è andata 🙂
Con ctanify, che conoscerai, puoi rendere automatica la procedura, ma devi crearti uno script, perché
il programma non funziona con pacchetti strutturati con sottocartelle di esempio e simili.Ciao
Ivan
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1 Marzo 2012 alle 21:43 #28134::
ivan” post=69826
credo che opterò per la sottodirectory. Le prime due volte ho mandato uno zip con dentro
i file organizzati secondo la TDS, ma quelli di CTAN mi hanno detto che loro non sono una distribuzione
e che i file glieli devo mandare non organizzati in cartelle (se ne parla anche qualche messaggio più su
in questo filone). E così ho fatto da quel momento in poi. 🙁Che faccio? Procedo con la directory logos?
È successa la stessa cosa anche a me con suftesi. Stessa identica risposta. Al terzo upload rifiutato ho rinunciato 🙁
Poi Enrico mi ha spiegato, con carta e matita, tutti i passaggi da fare ed è andata 🙂
Con ctanify, che conoscerai, puoi rendere automatica la procedura, ma devi crearti uno script, perché
il programma non funziona con pacchetti strutturati con sottocartelle di esempio e simili.Ciao
IvanCiao Ivan,
in realtà avevo solo sentito nominare ctanify. Ora che ho letto la documentazione mi pare di capire che la maniera
migliore è creare un archivio contenente tutti i file senza usare directory e poi, accanto a questi, un altro archivio,
sempre con i file di prima, ma stavolta organizzati secondo la TDS.Tutta questa cosa però mi pare assurda. Ho fatto tanto per diminuire il “peso” del mio pacchetto e ora devo
copiare i file due volte?! Se è l’unico modo per far digerire correttamente il pacchetto ai signori di TeXlive e MiKTeX,
ok, ne prendo atto e lo farò. Ma che gli costa usare la TDS e basta? Oppure andarsi a guardare il README oppure
obbligare gli autori a creare un file di testo chiamato, che ne so, tds dove si specificano tutti i file dove devono andare,
come peraltro già si fa nel README.In ogni caso, grazie a Enrico e Ivan delle informazioni!
Ciao ciao.
Fra
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1 Marzo 2012 alle 21:56 #28135::
francesco.biccari” post=69828Se è l’unico modo per far digerire correttamente il pacchetto ai signori di TeXlive e MiKTeX,
ok, ne prendo atto e lo farò. Ma che gli costa usare la TDS e basta? Oppure andarsi a guardare il README oppure
obbligare gli autori a creare un file di testo chiamato, che ne so, tds dove si specificano tutti i file dove devono andare,
come peraltro già si fa nel README.Sai quanti pacchetti sono presenti in TeX Live? Karl Berry e compagnia fanno già un grande lavoro per TeX Live; Reiner Schöpf e Robin Fairbairns si occupano di CTAN e anche per loro non è affatto un lavoretto da niente. Se li aiutiamo un pochino tutti ne guadagnano.
Ciao
Enrico
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1 Marzo 2012 alle 22:18 #28136::
egreg9″ post=69829
Se è l’unico modo per far digerire correttamente il pacchetto ai signori di TeXlive e MiKTeX,
ok, ne prendo atto e lo farò. Ma che gli costa usare la TDS e basta? Oppure andarsi a guardare il README oppure
obbligare gli autori a creare un file di testo chiamato, che ne so, tds dove si specificano tutti i file dove devono andare,
come peraltro già si fa nel README.Sai quanti pacchetti sono presenti in TeX Live? Karl Berry e compagnia fanno già un grande lavoro per TeX Live; Reiner Schöpf e Robin Fairbairns si occupano di CTAN e anche per loro non è affatto un lavoretto da niente. Se li aiutiamo un pochino tutti ne guadagnano.
Ciao
EnricoForse sono stato capito male, sappiamo tutti come funziona il software libero.
Ci mancherebbe! Volevo dire che mi sembra un po’ inutile questa duplicazione di file,
soprattutto per il CTAN che ha bisogno del doppio di storage! A me non costa nulla
ovviamente creare lo zip.Ripeto che secondo me i modi per gestire la cosa in maniera più elegante ci sono.
Per esempio, appunto, obbligare gli autori a inserire un file di testo “tds”, con regole di sintassi
ben precise in modo da poter essere processato automaticamente dai manutentori delle distribuzioni.
Quelli di CTAN non devono fare nulla di più e non sprecano spazio e i manutentori
delle distro hanno gli stessi vantaggi di prima, anzi forse è molto più facile controllare
un file di testo che una struttura di directory zippata contenuto a sua volta in un tar.gz.Sbaglio?
Vado a preparare l’archivio 🙂
Ciao ciao.
Fra
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1 Marzo 2012 alle 23:29 #28137::
Posso aggiungere un po’ di entropia?A me Karl Berry mi ha chiesto/ordinato di eliminare i loghi (dalla distribuzione di toptesi) perché non soddisfano ai criteri del software libero proprio perché sono loghi, quindi “marchi di fabbrica” dei rispettivi titolari.
Quindi il problema non si pone. Niente Loghi.
Se finora, sia pure nella cartella sbagliata, ci sono, è perché non si sono accorti che si tratta di loghi.
Anche per toptesi sono andati a finire nella cartella sbagliata e quando me ne sono lamentato Karl mi ha detto di toglierli.
E così ho fatto, cambiando ovviamente i vari README, manifest.text, e la documentazione del pacchetto.
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1 Marzo 2012 alle 23:37 #28138::
OldClaudio” post=69831Posso aggiungere un po’ di entropia?
A me Karl Berry mi ha chiesto/ordinato di eliminare i loghi (dalla distribuzione di toptesi) perché non soddisfano ai criteri del software libero proprio perché sono loghi, quindi “marchi di fabbrica” dei rispettivi titolari.
Quindi il problema non si pone. Niente Loghi.
Se finora, sia pure nella cartella sbagliata, ci sono, è perché non si sono accorti che si tratta di loghi.
Anche per toptesi sono andati a finire nella cartella sbagliata e quando me ne sono lamentato Karl mi ha detto di toglierli.
E così ho fatto, cambiando ovviamente i vari README, manifest.text, e la documentazione del pacchetto.
Ciao Claudio.
La faccenda si fa ancora più complicata a questo punto! Poi come hai fatto?
Hai messo un logo fittizio e hai scritto esplicitamente nella documentazione di scaricare
da qualche parte quello vero?Per la prossima versione allora cercherò di rimuovere i loghi.
Ciao ciao.
Fra
-
2 Marzo 2012 alle 7:32 #28139::
Ho tolto tutti i loghi dal pacchetto e ho scritto nelle istruzioni che il laureando deve procurarsi il logo della propria università, accertando con attenzione le modalità d’uso consentite dal suo particolare ateneo. Come sai UniBO ha una mezza dozzina di loghi, (l’unica università in Italia con tanti loghi e l’unica che si attribuisce il titolo di Alma Mater) fra i quali non ne ho trovato nemmeno uno di libero uso da parte di chicchessia diverso da un’autorità riconosciuta in quell’Ateneo.Per mia esperienza sono poche le università che mettono a disposizione i loro logo ai laureandi, a meno che questi non ne facciano esplicita richiesta all’apposito ufficio (che ovviamente in ogni sede ha un nome diverso; al PoliTO si chiama Ufficio Comunicazione e Immagine). Io avevo raccolti una ventina di loghi anche di università straniere, sia in formato eps, sia in jpg o pdf; spesso li avevo estratti da documenti dell’università; ovviamente, a posteriori, ho scoperto che avevo violato la legge, non quella di TeX Live o di CTAN, ma quella della proprietà del logo/marchio registrato. L’unico legale di cui disponevo era quello che avevo chiesto all’U.C.I. del PoliTO.
In realtà non penso che le Università siano così gelose al punto di negare i loro logo ai laureandi; ma sicuramente non facilitano la cosa e non rilasciano loghi “liberi”, di libero uso.
Ciao
Claudio
-
2 Marzo 2012 alle 13:22 #28140::
Grazie delle informazioni Claudio.I loghi della Sapienza in realtà sono a disposizione degli studenti ma
per averli bisogna accedere a un’area riservata del sito istituzionale.La cosa brutta è che questi loghi sono in formato Adobe Illustrator (.ai)
e infatti li ho dovuti convertire in eps e pdf. Cosa che il 90% di chi
li scaricherà non saprà fare.Per completare in bellezza, i loghi non sono distribuibili. Cioè non li
posso mettere in sapthesis a mio piacimento e renderli disponibili a
chiunque. Però si può richiedere un’autorizzazione così come hai fatto tu
con il PoliTO.Grazie a tutti!
Ciao ciao.
Fra
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7 Dicembre 2016 alle 22:15 #28141::
Salve a tutti! A proposito di questo meraviglioso pacchetto (sapthesis), volevo chiedere se per caso sapete come aggiungere al frontespizio la cattedra, ovvero la materia del mio professore relatore.
Sulla guida di sapthesis non ho trovato nulla al riguardo, c’è nessuno che possa aiutarmi? 🙂
Fornisco anche il link al frontespizio previsto dalla facoltà di Economia presso La Sapienza, la cattedra andrebbe specificata proprio sotto il corso di laureafrontespizio economia La Sapienza
Grazie mille a tutti 🙂
-
7 Dicembre 2016 alle 22:33 #28142::
Questa non l’avevo ancora sentita; le cattedre non esistono più da almeno una ventina d’anni; ora i prof universitari non hanno più una cattedra, ma sono inquadrati in gruppi scientifico-disciplinari e possono insegnare le discipline elencate in questi gruppi.Se quella richiesta di inserire al cattedra e un modo di dire per riferirsi al corso di Storia delle lingue antiche, non si chiama cattedra, ma corso.
È sicuro che quella prescrizione della facoltà di Economia (per la verità la stragrande maggioranza delle università oggi non ha nemmeno le facoltà) sia sufficientemente aggiornato?Chi eventualmente può o vuole rispondere al tuo quesito è solo l’autore della classe Sapthesis
-
7 Dicembre 2016 alle 23:04 #28143::
Caro supertrip86,nella pagina ufficiale dell’identità grafica della Sapienza e in particolare nella pagina dedicata all’uso del logo della Sapienza per gli studenti, si possono trovare varie indicazioni sul formato delle tesi, tutte non molto vincolanti e direi anche contraddittorie e raffazzonate. Addirittura si dice “tuttavia le facoltà o i corsi di laurea possono suggerire prassi leggermente diverse”. Considerando quanto hanno pagato la realizzazione della nuova identità visiva della Sapienza (circa 200 mila euro del 2006), si sarebbero potuti impegnare un po’ di più…
Tutto questo per dire: non fidarti troppo di quanto dicono. Quando realizzai Sapthesis fornivano per il frontespizio solamente un file Word (che vedo non è cambiato) ed è su quello che mi sono basato per realizzare Sapthesis.
Ora vedo che hanno inserito altri file di esempio “Esempio frontespizio elaborato” e “Esempio copertina elaborata”. Nonostante loro stessi dicano testualmente
Per il frontespizio la possibilità di personalizzazione è limitata: infatti devono essere mantenuti tutti gli elementi riportati sul formato pronto, si può esclusivamente ingrandire il carattere del titolo e giocare sull’alternanza di rosso e nero per dare maggiore leggibilità alle diverse informazioni. Si consiglia di prendere spunto dal file pdf “Esempio frontespizio elaborato”.
come puoi notare tu stesso, il file Word e il “frontespizio elaborato” sono piuttosto diversi. Questo la dice lunga su quanto gliene importi.
Veniamo alla tua domanda. Come dice giustamente Claudio, la storia delle cattedre non ha senso. L’esempio che riporti è proprio il file di cui parlavo sopra, “Esempio frontespizio elaborato”, su cui immagino i responsabili della comunicazione della Sapienza abbiano inserito a caso tutte le informazioni che sono venute in mente loro, cattedra compresa. Ti posso assicurare che quella riga non serve a nulla e infatti in Sapthesis non c’è.
Ciao ciao.
Fra
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8 Dicembre 2016 alle 7:45 #28144::
Cari oldClaudio e Francesco, in effetti le informazioni sono abbastanza contraddittorie. Chiedevo semplicemente se l’opzione fosse prevista, ma giacché non lo è, mi fido del vostro consiglio e lascio il frontespizio com’è. Un’ultima domanda (che non vorrei suonasse di bestemmia): sarebbe possibile utilizzare il frontespizio di sapthesis all’interno di una classe “book”? E se si, come?Grazie mille 😉
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8 Dicembre 2016 alle 9:31 #28145::
Suona come na bestemmia.
Ma con LaTeX tutto è possibile (quasi tutto), solo che bisogna saper maneggiare bene il codice di basso livello; Se tu aprissi il file sapthesis.cls, vedresti che il codice del frontespizio è molto elaborato e metterci le mani sarebbe difficilissimo.
Se desideri usare la classe book, sei padronissimo di farlo e maneggiando codice di medio livello ti potresti costruire il frontespizio che ti pare, mettendo quel che ti pare dove ti pare, con i font che preferisci, i colori che preferisci, i copri che preferisci, eccetera. Non avresti bisogno di scomodare la classe sapthesis che è eccellente ed è costruita su misura per il tuo ateneo. D’altra parte la documentazione di sapthesis dice espressamente che è assolutamente vietato non solo modificare la classe ma anche usare pacchetti con i quali sia possibile modificare l’aspetto grafico del documento che si produce con sapthesis; se non ti piace questa classe, ne scegli un’altra o te ne crei una personale. Usare il frontespizio di sapthesis con la classe book sarebbe la stessa cosa che modificare la classe sapthesis, ed è vietato.Ora è vero che la classe book è generica ed è fatta apposta perché la si possa configurare in modo quasi illimitato mediante altri pacchetti. Bisogna lavoraci sopra non poco per ottenere quello che si vuole,ma si può fare.
Tuttavia con una classe come sapthesis, cucita su misura per i requisiti della Sapienza, tenendo conto delle indicazioni dei più noti artisti del disegno grafico editoriale, cercare di adattare il frontespizio di sapthesis alla classe book è un po come adattare il frontale di una Rolls Royce ad una 500. Questa sì che è una bestemmia tipografica 😆
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8 Dicembre 2016 alle 14:05 #28146
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8 Dicembre 2016 alle 14:33 #28147::
Va bene oldClaudio, ho capito 😆Lorenzo, si, stavo giusto provando la classe suftesi del pacchetto frontespizio ed è venuto una meraviglia, eccetto una cosa: avrei bisogno di rimpicciolire il font del campo \Corso. Non me ne vogliate, si tratta di una piccolissima modifica, vorrei lo stesso font size del campo \Universita, se possibile 🙂
Perdonatemi, ma lavorare a tempo pieno e laurearsi rendono la vita stressante e complicata 😀
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8 Dicembre 2016 alle 16:38 #28148::
Non si tratta di una piccolissima modifica.
Bisognerebbe mettere le mani dentro il codice di frontespizio, cosa che è ovviamente vietata.Si potrebbe usare il pacchetto etoolbox e usare il suo comando \patchcmd, ma questo significa sapere quale sia il comando da modificare e che cosa modificare.
Credo che solo l’autore del pacchetto possa dirti come fare.Io posso solo suggerirti non non farlo; se il professore universitario che ha scritto il pacchetto e che è riconosciuto come il Grand TeX Wizard italiano (non solo per la sua perfetta conoscenza dei codici, ma anche per la cultura tipografica che ha) ha fatto quelle scelte, vuol dire che vanno bene così.
Vedi, usando un word processor qualsiasi (MS Word, OpenOffice Writer, LibreOffice Writer, Pages, eccetera) ci si abitua a evidenziare una qualunque stringa, andare nel menù dei caratteri e scegliere il corpo che si vuole, del font che si vuole, del colore che si vuole, eccetera, facendo in genere cose che in tipografia non si fanno, ma sono considerate dei grossolani errori; è vero che la tipografia è un’arte, ed è vero che in arte è bello ciò che piace, quando non se ne conosce niente (storia, stile, corrente artistica, epoca, mezzi tecnici, eccetera); quando ci si è fatti una certa cultura si capisce l’arte molto meglio e il metro per decidere se una cosa sia bella cambia abbastanza radicalmente. Lo stesso succede in tipografia.
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8 Dicembre 2016 alle 16:52 #28149::
Caro oldClaudio, generalmente sono d’accordo con te, ma purtroppo il nome del mio corso di Laurea non ci sta tutto in una riga, e me lo ritroverei che va a capo spezzandosi in due. Ho provato andando a capo dopo la dicitura “Laurea Magistrale in”, ma ti assicuro che è anche peggio questa soluzione. Per cui mi restano due scelte: o rimpicciolire un pochino quel font, oppure generare il frontespizio con sapthesis e includerlo come pdf esterno. La terza opzione, e cioè crearmi un frontespizio da zero, è esclusa visto che devo a brevissimo consegnare la tesi. Io sono d’accordo con questo amore quasi sacrale per ciò che è e non deve essere cambiato, ma spesso questo amore va a scontrarsi con gli aspetti pratici e profani della vita quotidiana 😉Detto questo, proverò a cercare informazioni su etoolbox (se la cosa richiede poco tempo), altrimenti includerò semplicemente il pdf generato da sapthesis 🙂
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8 Dicembre 2016 alle 17:57 #28150::
supertrip86″ post=108866Cari oldClaudio e Francesco, in effetti le informazioni sono abbastanza contraddittorie. Chiedevo semplicemente se l’opzione fosse prevista, ma giacché non lo è, mi fido del vostro consiglio e lascio il frontespizio com’è. Un’ultima domanda (che non vorrei suonasse di bestemmia): sarebbe possibile utilizzare il frontespizio di sapthesis all’interno di una classe “book”? E se si, come?
Grazie mille 😉
Caro supertrip86,
OldClaudio sta esagerando con i complimenti a sapthesis 🙂 comunque, se proprio
vuoi modificare sapthesis, puoi farlo. In fondo è una classe book leggermente
personalizzata. Ma non ho capito cosa vuoi cambiare o cosa ti serve.
In ogni caso puoi sempre fare quello che dici, cioè l’unione dei pdf.
Per esempio conosco molti che hanno scritto la tesi in Word e che hanno generato il frontespizio
con Sapthesis includendolo nel pdf della tesi (consiglio l’ottimo PDF split and merge).Facci sapere, forse possiamo darti una mano.
Ciao ciao.
Fra
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8 Dicembre 2016 alle 19:07 #28151::
Ciao Francesco! Sapthesis va benissimo com’è, quando parlavo di modificare il font size mi riferivo ad una prova che stavo facendo con la classe suftesi di “frontespizio”.
Diciamo che per non utilizzare la tecnica di includere un pdf esterno, volevo provare suftesi come alternativa al tuo frontespizio. Ero quasi riuscito ad ottenere il risultato voluto, ad eccezione del campo \Corso, che ha un font troppo grande per permettere di far entrare il nome del corso di laurea in una riga. Per questo avevo chiesto se esistesse una soluzione per rimpicciolire tale font. In alternativa includerò il tuo frontespizio come mi hai suggerito 🙂P.S.: ci tengo a precisare che questo è successo per via di aver scoperto sapthesis solo adesso, a un passo dalla consegna. Purtroppo ho già scritto tutta la tesi con la classe book, a saperlo prima avrei utilizzato il tuo pacchetto e mi sarei semplificato la vita non poco, anziché utilizzarlo “solo” per il frontespizio 😉
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8 Dicembre 2016 alle 21:28 #28152
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9 Dicembre 2016 alle 12:32 #28153
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9 Dicembre 2016 alle 14:37 #28154
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9 Dicembre 2016 alle 14:39 #28155
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9 Dicembre 2016 alle 14:49 #28156::
supertrip86″ post=108875Ciao Francesco! Sapthesis va benissimo com’è, quando parlavo di modificare il font size mi riferivo ad una prova che stavo facendo con la classe suftesi di “frontespizio”.
Diciamo che per non utilizzare la tecnica di includere un pdf esterno, volevo provare suftesi come alternativa al tuo frontespizio. Ero quasi riuscito ad ottenere il risultato voluto, ad eccezione del campo \Corso, che ha un font troppo grande per permettere di far entrare il nome del corso di laurea in una riga. Per questo avevo chiesto se esistesse una soluzione per rimpicciolire tale font. In alternativa includerò il tuo frontespizio come mi hai suggerito 🙂P.S.: ci tengo a precisare che questo è successo per via di aver scoperto sapthesis solo adesso, a un passo dalla consegna. Purtroppo ho già scritto tutta la tesi con la classe book, a saperlo prima avrei utilizzato il tuo pacchetto e mi sarei semplificato la vita non poco, anziché utilizzarlo “solo” per il frontespizio 😉
Aaaa ho capito ora!
Sì be’, la soluzione più semplice credo sia generare una “tesi” minimale con Sapthesis, in pratica col solo frontespizio, estrarre il frontespizio, e unire questo pdf al pdf della tua tesi. Se ti serve una o più pagine bianche da mettere in mezzo le puoi generare con Word o LaTeX e unire anch’esse al pdf. L’ultimo problema che si potrebbe presentare, a seconda di come hai fatto le cose, è un’inconsistenza della numerazione delle pagine della tesi. Ma con appositi comandi (chiedi qua o cerca su internet) puoi far partire la tesi dal numero di pagina che più ti è utile.Ciao ciao.
Fra
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9 Dicembre 2016 alle 15:41 #28157
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