Se è così (ma non era con la prima versione “testing”), le cose si semplificano. Sto scrivendo una noticina sulla procedura di installazione su Ubuntu.
Ciao
EnricoGuarda questo mio articoletto appena sfornato se ti è utile:
Inoltre sarebbe interessante scrivere una guida anche per l’installazione da torrent sicuramente molto più veloce della procedura classica (ho appena installato una seconda TeX Live 2010 proprio in questo modo).
@Elrond: Grazie per la drittaCiao
Non è tanto diversa da come l’ho impostata; io però ho aggiunto un paio di cose che consiglio caldamente: una è dare
`sudo ln -s /usr/local/texlive/2010/bin/i386-lnux /opt/texbin`
l’altra è il modo di rendere “globale” l’impostazione del PATH (cioè per tutti gli utenti). Ho anche sottolineato come “i386-linux” non sia necessariamente la directory giusta: può essere “x86_64-linux” o “powerpc-linux”.
Perché quel link simbolico? Ci sono vari motivi. Primo: così si deve usare una sola volta quel lungo percorso e in tutti gli altri casi ci si riferisce a /opt/texbin. Secondo: quando ci sarà la 2011, basterà un comando “ln -s” simile e non cambiare nient’altro. Nemmeno occorre un “logout-login” per far capire al sistema la nuova posizione.
Non consiglierei come primo passo la rimozione della 2009. Anzi, con il metodo del link simbolico, puoi andare dall’una all’altra con una procedura semplicissima, cioè cambiando l’indirizzamento del link. Se qualcuno ha un progetto che con la 2009 si compila perfettamente, potrebbe avere problemini con la 2010 per via di nuove versioni di pacchetti: succede nelle migliori famiglie. 🙂 Cambiando il link torna alla 2009, fa quello che deve fare e, con tranquillità, dopo aver consegnato il lavoro, studia come risolvere i problemini sulla 2010. Certo, se si hanno problemi di spazio, tutte e due non ci stanno. Ma è davvero un problema al giorno d’oggi? Sulla macchina “grossa” ho 2007, 2008, 2009, 2010 (doppia architettura, 32 e 64 bit) per Mac OS X, più la 2009/Debian, la 2009 e la 2010 su una macchina virtuale Ubuntu e qualche altra macchina virtuale per fare prove. Di spazio ne avanza parecchio. 🙂
Ciao
Enrico