Mi sono preso una papera, scusami.
La cosa è particolarmente grave perché stavo mettendo i puntini sulle i del tuo discorso che in realtà era completamente esatto.
Vorrei sottolineare che, anche correggendo la mia correzione sbagliata, io volevo mettere in evidenza che le varie frazioni sono quelle che regolano il deflusso degli elementi in coda e che mettere tbp come opzioni di posizione (per altro sono i codici di default) può non essere efficace.
Allora mi spiego meglio: se un float è più alto di 0,7 sicuramente il codice di posizionamento b non serve a niente, ma funziona il codice p perché 0,7 > 0,5.
Tuttavia la coda può restare bloccata lo stesso se prima del grosso float ce ne è un altro già in coda con parametri specificati che non consentono a Latex di sputarlo fuori.
Invece con il \clearpage dilazionato a fine pagina si sblocca la coda e si emette anche il grande float rimasto in coda.
Come ho specificato questi giochetti con \clearpage e \afterpage vanno fatti solo a bocce ferme, alla fine della lavorazione del documento, quando si è sicuri che il testo non debba essere più modificato.
In certe mie classi ho messo \topraction al valore unitario e \textfraction al valore nullo; nonostante tutto i documenti composti con queste classi non sono tipograficamente osceni perché quando gestisco le figure faccio sempre in modo che non siano troppo grandi, quindi sulla pagina resa sempre abbastanza testo.
memoir dà 0,85? Benissimo, e memoir va bene per chi ha tante figure grandine; ma memoir è una classe splendida, ma difficile da usare; tanto vale che chi ha tante figure grandine imposti nel preambolo un comando del tipo:
`
\renewcommand\topfraction{0.85}
`
e mantenga la sua classe preferita.