Ha un nome per conto suo perché chi usava la sigma lunata non faceva distinzione tra sigma iniziale/mediale e finale.
«…perché…»? Mi scusi, lei dice che c’è una correlazione logica? «Sigma lunato» è un nome convenzionale, la cui utilità sta nel distinguere due varianti grafiche parecchio dissimili. Ciò che lei dice essere la ragione del nome diversificato è invero solo la proprietà della particolare variante. E infatti, sopprimendo il «quindi» —che suggerirebbe un’insussistente continuità logica coll’asserzione precedente—, lei correttamente aggiunge:
occorre distinguere perché la presenza di quel carattere può dare indicazioni precise sulla provenienza del manoscritto.
Piú avanti lei scrive:
La stessa pagina chiarisce come la forma lunata sia stata per lungo tempo il modo di scrivere la sigma maiuscola (e minuscola). Basta questo a capire che la storia di questi caratteri non ha nulla a che fare con quella della “s” e della “i” latine.
A dire il vero, si potrebbe dire parimenti che l’esse tonda «S»/«s» è stata da sempre l’unico modo per scrivere l’esse maiuscola, mentre l’esse lunga «ſ» è di piú recente introduzione (quindi tutto sommato analoga a sigma «σ»): la differenza sarebbe semmai nel fatto che la variante principale è oggi sopravvissuta in modo esclusivo. (Lo stesso, si badi, si potrebbe dire di «I»/«ı» [→ «i»], con l’interessante peculiarità evolutiva della specializzazione della variante lunga «j», che trova un riscontro preciso nell’opposizione normalizzata «v» ~ «u», e ancora —piú lontanamente— nella specializzazione fonetica del vu doppio «vv» → «w».)
I nomi delle lettere sono maschili o femminili?
Non esiste una legge univoca: dipende dalla lettera, e molto dall’uso personale. Si può dire che di norma le lettere greche sono maschili, ma in diversi casi ci sono delle oscillazioni (per quanto ne so, non per «sigma», che i dizionari da me controllati danno unanimamente maschile; tuttavia, sarà bene verificare nel GRADIT, dizionario dell’uso, non appena potrò).