In ogni caso quello che ha ottenuto Lorenzo (assolutamente improponibile) non deve essere ottenibile nemmeno “sbagliando” il tipo di citazione.
Nell’esempio che fa Ivan, quelli’ “ivi” può anche starci, lo ammetto. Il probllema è quando l’ “ivi” è lontano dalla prima citazione.
Come noto, un’ottima guida a LaTeX è conosciuta come L’Arte (Pantieri and Gordini 2010).
[segue una pagina di testo]
Con le parole di un noto esperto, l’Arte è forse “lunica che affronta alla radice il problema descritto” (ivi).
Così il lettore deve scorrere all’indietro il testo, alla ricerca della citazione “estesa”.
Si tratta del noto difetto (qualcuno potrebbe anche dire caratteristica) degli stili di citazione “umanistici”. Ora, a me le abbreviazioni “ivi”, “ibidem”, “loc. cit”, “op. cit” eccetera non piacciono proprio per questo motivo. A prescindere, come diceva Totò. Le userei solo se costeretto da un editore inflessibile.
Lo stile authoryear-icomp si comporta così? Un ottimo motivo per non usare quello stile. 😀
C’è di più: con l’ultima modifica, lo stile philopsopohy-modern produce risultati dal passato: per avere quello che si otteneva prima, bisogna caricare lo stiile con un’opzione specifica, ibidtracker=false.
Per queste ragioni, chiedo a Ivan di lasciar stare lo stile authoryear-icomp, e di tornare al comportamento precedente, che era ineccepibile.
Ciao,
L.