`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[greek,italian]{babel}
\usepackage{textcomp}
\usepackage[margin=3cm]{geometry}
\usepackage[osf]{mathpazo}
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{\begin{multicols}{2}\sffamily\small\parskip=0pt}
{\end{multicols}}
\usepackage{emptypage}
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\setlength{\headheight}{18.0pt}
\pagestyle{fancy}
\lhead{}
\chead{}
\rhead{Hegel \hfill \thepage}
\lfoot{}
\cfoot{} % {\thepage}
\rfoot{}
\frenchspacing
\usepackage{indentfirst}
\languageattribute{greek}{polutoniko}
\newcommand{\GR}[1]{\foreignlanguage{greek}{#1}}\begin{document}
\begin{mdframed}
\sffamily{
{\bfseries\large Dialettica}
\medskip
\end{mdframed}\end{document}`
E ovviamente in mezzo c’è il testo.
La cosa non succede se mettto la scheda in un file a parte.
Il pezzo incriminato è:\medskip
\textit{La dialettica come regola del pensiero}
Che non fosse sufficiente il confronto delle opinioni, ma che bisognasse
verificarle sulla cosa stessa è la principale obiezione di Platone ai limiti
della dialettica socratica: è allora necessario passare dal sapere dialettico
a quello apodittico. La dialettica diviene allora il metodo della ragione e
consente una comprensione articolata della realtà innanzitutto nelle filosofie
di orientamento platonico. Nel corso dell’età rinascimentale, quando si
moltiplicano i dubbi sul fatto che il sillogismo sia la forma esclusiva del
ragionamento scientifico e quelli sulla possibilità di reperire premesse
davvero certe, la dialettica assurge a metodo della scienza in esplicita
opposizione alla discriminazione aristotelica fra topica e analitica, cioè tra
un sapere solo probabile e uno apodittico. Così in Pietro Ramo la dialettica
non ha per oggetto le particolarità che pertengono alle singole scienze, bensì
lo strumentario concettuale che tutte quelle scienze devono adottare per
ottenere risultati formalmente validi: non si tratta perciò tanto di strumenti
espositivi, retorici o comunque solo linguistici, per il fatto che essi
possiedono per contro chiaro importo contenutistico per la ricerca. È tuttavia
con Kant che la dialettica ottiene una trattazione centrale sotto il profilo
metafisico. Dopo la ripresa neoidealistica, nella contemporaneità il senso
generale di questa posizione, che è possibile allora denominare «dialettica
come regola della ragione» persiste, ma si frantuma in una molteplicità di
attuazioni che ben poco hanno in comune se non una vaga concezione agonale:
così sarà per autori \emph{lato sensu} esistenzialisti (ascendenze hegeliane
sono ravvisabili in Heidegger e nell’ermeneutica teorica di Gadamer) o per
alcuni teologi come Karl Barth.
\medskipe attualmente la cesura sta fra “eesi possiedono per” e “contro”.
Se aggiungo una riga a caso continua a mettere una pagina vuota…Grazie
M.
A parte quella graffa, che non ha alcun impatto sulla faccenda, non vedo nulla di particolarmente strano. Ci sono alcuni errori:
(1) Quando dai una dichiarazione come \large, il capoverso va terminato prima della graffa che annulla la dichiarazione
`{\bfseries\large Dialettica\par}`
(2) Il comando \medskip in LaTeX non chiude un capoverso; il motivo lo sa solo Lamport, ma ormai è così.
`testo finale del capoverso.
\medskip
Inizio di un nuovo capoverso…`
(3) Perché usare i comandi obsoleti di fancyhdr, quando la sintassi “nuova” è molto più efficiente?
`\pagestyle{fancy}
\fancyhf{}
\fancyhead[R]{\thepage}
\fancyhead[L]{Hegel}`
(A parte che \rhead{Hegel\hfill\thepage} è comunque sbagliato). Perché \headheight a 18pt?
Se aggiungo spazio prima del medaglione in modo che vada a nuova pagina dopo la riga che finisce con “possiedono per”, non succede nulla di strano. Correggi le magagne indicate, vediamo che succede.
Ciao
Enrico