Ci sarebbero diversi motivi ma quello più pertinente è che analizzando il testo durante la battitura mi sono accorto che tra i punti numerati e le voci dell’elenco non c’è nessuna corrispondenza.
La numerazione procede per conto suo con un criterio che al momento non è dato a sapersi.

Come puoi vedere il capitolo 2 comincia con il numero 11, ma nel capitolo 1 le voci segnate nell’indice sono ben 14!
Quindi siamo stati entrambi ingannati da queste singolari scelte editoriali di cui prima o poi spero di capirne la ratio.
Di conseguenza ho proceduto in maniera grezza coi miei mezzi in questo modo:
`\chapter{Nozioni Preliminari.}
\pagestyle{fancy}
\section*{}
\addcontentsline{toc}{section}{Dispersione della luce. — Rifrazione e sue leggi. — Decomposizione e ricomposizione della luce solare. — Spettro. — Luci artificiali. Energia luminosa. — Sua propagazione. — Azione della luce sull'apparecchio nervoso visuale. — Punto cieco. — Teoria di Jung. — Porpora visiva. — Teoria della percezione luminosa. — Evoluzione di questa percezione.}
\conta Che ogni raggio luminoso si propaga in linea retta e che incontrando una superficie levigata si riflette, facendo un angolo di incidenza uguale a quello di riflessione, ecco quanto sapevasi anticamente a proposito della luce. La legge della rifrazione non fu trovata da Snell che circa l'anno 1621, e benché tosto Descartes (1637) riuscisse a spiegare con essa il fenomeno dell'arcobaleno, intuendo quasi una decomposizione della luce solare nei suoi elementi colorati, siffatta decomposizione non venne dimostrata in modo assoluto e per la prima volta che da Newton nel 1660, e da lui contraddistinta col nome di \textit{dispersione.}`
Magari posso valutare se sono in grado di semplificare il preambolo che mi hai gentilmente preparato per riadattarlo al nuovo contesto.
Per me è tutto molto nuovo ma soprattutto molto difficile da capire.