Re: calcolare prodotto scalare con l’ausilio di pgfmath

#58494
OldClaudio
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    Come al solito Enrico ti ha dato la soluzione perfetta che realizza la soluzione 2) che ti avevo suggerito.
    La risposta alle prime tre domande è “sì”.
    La risposta alla quarta domande dovrebbe essere più articolata (spiegazione dettagliata nel mio articolo su ArsTeXnica: Le graffe: queste sconosciute): il giochetto di aprire un gruppo, definire una macro che nel suo corpo contiene il comando di chiusura del gruppo, e poi eseguire la macro, serve per non lasciare tracce della macro stessa nela memoria del programma di composizione, pur eseguendo quello che la macro dice di volere fare.

    Quindi la macro \x contiene lo sviluppo del suo argomento, tranne ciò che è prefissato con \noexpand; in particolare vengono sviluppati, se sono sviluppabili, i due argomenti; se hai passato \A e \B come li hai definiti, lo sviluppo consiste nel sostituire quelle due macro con la loro definizione. se passi a \vectorDot solo le terne numeriche di coordinate separate dalle loro virgole, queste non sono macro e non richiedono nessuno sviluppo e vengono usate tali e quali., quando \x va in esecuzione, per prima cosa chiude il gruppo,e quindi viene “dimenticata” la sua definizione, definizione però che è già in esecuzione, quindi viene eseguito il calcolo sulle trene di cooridnate comunque siano state propinate a \vectorDot.

    Enrico può spiegarti meglio il giochetto; lui ha una capacità descrittiva del codice molto migliore, ma la sostanza è quella.

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