egreg9″ post=63976
`\newcommand{\greco}{\foreignlanguage{greek}}`
Grazie, lo faccio appena possibile. Qualche mese fa, in uno scritto di un noto autore lessi appunto che il comando personale per scrivere in un altra lingua poteva avere una definizione “ingenua”
`\newcommand{\greco}[1]{\foreignlanguage{greek}{#1}}`
e una meno ingenua
`\newcommand{\greco}{\foreignlanguage{greek}}`
A parte che mi sfuggono ancora le differenze, mi chiedo se questa seconda definizione può andar bene per tutte le lingue: nella guida, dunque, per il latino e l’inglese. Vale la pena di sostituire le attuali definizioni ingenue?
Già che ci sono, cade a fagiuolo (notate il trittongo) un’altra curiosità: spesso ho visto che, parlando di babel, le lingue (che di fatto si caricano come opzioni del pacchetto) vengono anche chiamate “moduli”. Perciò si trova scritto:
il modulo latin di babel permette di ottenere eccetera eccetera
Posto che a me piace questo “modulo” (che userei soltanto per babel, non certo per altri pacchetti), chiedo: soltanto le opzioni che si esprimono con il nome di una lingua si possono chiamare anche “moduli”? È corretto usare questa parola? Qualcuno saprebbe dare una definizione breve di “modulo” in questo senso?
Grazie
Tommaso