Re: Caratteri speciali di LaTeX

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illinguista1972″ post=64492Ciao a tutti, vorrei un po’ di chiarezza in merito alla questione dei caratteri speciali di LaTeX. Tutti sappiamo quanti (10) e quali sono e a cosa servono quando, appunto, li usiamo nella sintassi di marcatura del programma. Eccoli, insieme a quello che ho trovato.

`\ { } & % $ # ^ _ ~`

Si sa anche che per ottenerli stampati bisogna fare qualche operazione in più.

1.
I caratteri

`{ }`

si chiamano parentesi graffe e si ottengono in stampa così:

`\{ \textbraceleft
\} \textbraceright`

con la differenza che i comandi più lunghi ignorano uno spazio dopo di essi. Corretto?

2.
Il carattere

`\`

si chiama barra inversa (lo preferisco a barra rovescia) e si ottiene come tale scrivendo

`\textbackslash`

Esiste anche

`$\backslash$`

che produce una cosa simile, ma credo che sia confinata all’uso matematico. Corretto?

3.
Il carattere

`&`

si chiama ampersand o e commerciale e si ottiene in stampa con

`\&`

e in nessun altro modo.

4.
Il carattere

#

si chiama in molti modi: octothorp, number sign, hash sign, hash, numero. Si ottiene in stampa così:

`\#`

5.
Il segno

`%`

si chiama per cento o percento (la differenza è sottile, ma c’è: il primo è avverbio, il secondo nome) e si ottiene così

`\%`

6.
Il segno

`$`

si chiama dollaro e si ottiene con

`\$ \textdollar`

con la differenza già vista prima.

7.
Il segno

`_`

ha molti nomi: underscore, trattino basso, barra sottolineatrice (se sulla linea di base del testo), trattino sottoscritto (se ribassato ulteriormente). Si ottiene con

`\_ \textunderscore`

con la stessa differenza.

8.
Il segno

`~`

ha due nomi.

(1) si chiama trattino ondulato se stampato a metà altezza di una lettera senza ascendenti né discendenti (diciamo all’altezza del tratto orizzontale della “e”) e in questo caso si ottiene con

`\textasciitilde`

significa “circa” (in matematica) o “ripetizione” (in linguistica) e non va confuso con la

(b) tilde, che è più piccola del carattere appena visto, di forma diverso e, soprattutto, deve stare sopra una lettera. In questo secondo caso si ottiene con

`\~{}`

dove dentro al gruppo ci va la lettera che porta la tilde.

9.
Il segno

`^`

mi crea un po’ di problemi.

(a) Può chiamarsi cappelletto, e in questo caso si ottiene con

`\textasciicircum`

e potrebbe essere usato in un’espressione come: “La 25\textasciicircum{} ora”. (Il comando ignora gli spazi successivi.)

(b) Può chiamarsi accento circonflesso o circonflesso, e in questo caso si ottiene con

`\^{}`

e non va confuso con il segno precedente, perché è più piccolo, ha una forma diversa e soprattutto deve stare sopra la lettera che lo porta, che va scritta dentro al gruppo.

( c ) Potrebbe assomigliare (ma nemmeno troppo) a un segno che si chiama caret, che indica l’omissione, ma il caret è alto circa come una lettera minuscola senza ascendenti né discendenti ed è appoggiato alla linea di base.

Detto questo, mi sembra di aver capito che i segni

`^ ~`

prodotti con la tastiera non corrispondono a nulla in tipografia. In altri termini: quando scrivo ~, a cosa corrisponde? io mi sono fatto un’idea, a ogni modo. Di sicuro, l’espressione “la tilde produce uno spazio indivisibile” non è corretta, secondo me. Potrebbe esserlo di più l’espressione: “il carattere ~ produce uno spazio indivisibile”, oppure “il trattino ondulato produce uno spazio indivisibile”. Come non è corretto parlare di circonflesso per gli esponenti matematici, ma si dovrebbe dire: “il carattere ^ in modo matematico indica che il testo seguente rappresenta un esponente”.

Dunque:

1.
Se doveste fare una tabella con i caratteri speciali di LaTeX che contiene anche il codice per ottenerli in stampa, quale dei due codici dareste?

2.
Se doveste indicare anche i nomi dei caratteri che hanno più nomi, quale nome scegliereste? Un nome inglese o un corrispettivo italiano?

Perdonate se la questione non è esaltante, ma credo che non sia banalissima.

Fra i caratteri speciali solo $, & e % hanno un uso frequente in tipografia e si inseriscono con \$, \& e \%; negli USA è diffuso # per indicare “numero”, lo si ottiene con \#. Le parentesi graffe e l’ondina si trovano più spesso in matematica, dove si possono ottenere con \{, \} e \sim; più raro l’uso di \ in formule, dove si ottiene con \setminus (operazione) o \backslash (simbolo ordinario). Le graffe sono usate anche nel testo normale in qualche campo specializzato, \{ e \} funzionano anche fuori dalle formule. L’uso di ^ per indicare un ordinale è deprecabile (in dattilografia era comune, ma certamente non gradevole). I caratteri ^ e ~ erano più specificamente usati per ottenere accenti (in francese e spagnolo), ribattendo la lettera sotto di essi. Anche _ è un lascito della dattilografia, dove era adoperato per sottolineare, quasi sempre come sostituto del corsivo; a volte è usato per connettere due parti del nome di una variabile, in TeX è \_. Difficilmente si avrà bisogno dei caratteri ^ e ~, che si possono realizzare con \^{} e \~{} (accenti sopra il niente). Per ~ negli URL si veda il paragrafo…

Nota: ~ non si usa mai in matematica per “approssimato”; che lo facciano idraulici ed elettricisti è un altro discorso. 🙂 La questione dei nomi è del tutto irrilevante; mettili nella tabella. Una lunga lista con nomi e comandi è noiosa e poco informativa.

Ciao
Enrico

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