@Liverpoll, conosco il problema. Quando succede a me che mi chiedano di rimettere il tutot in /word,avendogli mandato un PDF, spiego loro cortesemente ma perentoriamente che il formato PDF è universale, mentre il formato DOC o DOCX è proprietario e non tutti dispongono del software necessario per leggere o scrivere documenti composti con Word. D’altra parte, se si deve usare il mio testo per rielaborarlo, a parte il fatto che il testo è mio e solo io ho i titoli per rielaborare i miei testi, se proprio fosse necessario, qualunque visualizzatore di file PDF consente di selezionare il testo, di copiarlo e di inserirlo dentro qualunque word processor, per esempio Word, per farci le modifiche lecite e necessarie.
Però è evidente che se vengo retribuito per produrre una relazione, tocca a me fare il lavoro di copia e incolla. ma se non vengo retribuito, per favore ci pensino coloro che ricevono il mio contributo. Mi domando, per altro, se il committente non specifica in anticipo che formato vuole, se non sia sempre il caso di inviare file in formato TXT, ancora più universali del PDF, anche se possono contenere solo testo, niente matematica, niente figure, niente inserti di nessun genere. Oppure in formato RTF, anche questo abbastanza universale e apribile con Word. Col formato RTF, almeno si può dire al ricevente che se lo apre con Word, lo può salvare in formato DOC.
Scusate l’OT, ma queste sono cose legate anche al titolo iniziale di questo filone; spiegano benissimo l’arretratezza della maggior parte delle nostre istituzioni, che non sono nemmeno capaci di dire in anticipo a chi affidano certi lavori il formato che vogliono per le loro relazioni.
E questo la dice lunga anche sul risultato fantastico di Agostino De Marco, che è riuscito a far entrare LaTeX nell’amministrazione pubblica di Napoli.