illinguista1972″ post=65588
Siate fiduciosi! Intanto Antonio potrebbe scegliere un gruppo di utenti per testare la classe anthosthesis.cls via via che prende forma, no? 😉
Be’, il prefisso anthos ricorda il nome di Antonio, ma vuol dire “fiore” in greco. Certo la nuova classe potrebbe essere un “fiore all’occhiello” per Antonio.
Vorrei contribuire con alcune mie idee personalissime.
Stiamo parlando di una classe per scrivere tesi o una classe per scrivere documenti di qualunque genere? È noto a tutti che le varie classi vengono usate anche libri e manuali scrivere, compresa classicthesis, e suftesi.
Alcune di queste classi sono poco configurabili, altra presentano una notevole varietà di impostazioni possibili, tutte permettono in qualche maniera di comporre il frontespizio della tesi che è di gran lunga la cosa più difficile da comporre, perché ogni università detta norme specifiche per il layout del frontespizio; d’altra parte Enrico ha già messo a disposizione il pacchetto frontespizio che, secondo me, risolve elegantemente questo problema. Nello stesso tempo tutto ciò richiede molta programmazione e, suppongo, è inutile per un documento che non sia una tesi.
Allora per comporre documenti generici, libri, manuali, rapporti tecnici, e simili, non c’è bisogno di usare un classe pensata per le tesi; certo si può, ma sarebbe meglio non farlo, nello spirito di LaTeX che è quello di curarsi del significato del testo e di affidare la sua forma alla classe o ai pacchetti.
Ho scritto molte classi, anche per case editrici piccole e grandi; ogni volta ho eliminato ogni possibilità di configurazione; gli autori sono padroni di aggiungere nel preambolo la chiamata ad un pacchetto di macro specifiche/personali in relazione al contenuto del testo, ma non alla sua forma. Eppure ci sono autori che contestano, per esempio: “Ma io preferisco i titoli correnti in san serif medio, invece che in tondo nero”. La risposta della casa editrice è sempre: “Caro Autore, lei può preferire quello che vuole, ma questa Casa Editrice vuole questo aspetto grafico, perché questo è l’aspetto grafico dei testi della collana XYZ nella quale il suo testo verrebbe inserito; pertanto ogni modifica che lei apportasse all’aspetto grafico, non precedentemente concordata nel contratto, implica la decadenza immediata del contratto stesso e ogni risoluzione del nostro rapporto, senza nessuna obbligazione da parte nostra nei suoi confronti”.
Certo per le tesi la cosa è diversa e un certo grado di personalizzazione è perfettamente consentita; non c’è nessun contratto di mezzo; forse c’è un obbligo del laureando nei confronti dell’istituzione, simile ad un contratto, ma nello stesso tempo non è un contratto. Quindi certamente un certo grado di personalizzazione è possibile. In questo caso non mi sembrerebbe una cosa terribilmente complicata basare la classe su memoir; l’ho già detto molte volte che la classe memoir è personalizzabile sotto ogni aspetto e altre personalizzazioni diverse da quelle previste possono essere problematiche; nel tempo ho notato una notevole stabilità della classe e anche il manuale sottolinea le cose che permangono da versioni precedenti e mantenute per backwards compatibility. Allora se Antonio vuol scrivere una classe, sarebbe meglio che la scrivesse appoggiandosi alla classe memoir, non appoggiandosi al pacchetto classichthesis; il compito della classe sarebbe quello di fornire un certo numero di layout predefiniti da scegliere con opzioni alla classe, di caricare frontespizio e di fornire un PDF di documentazione dove spiega con chiarezza e nel dettaglio come si usa la classe e quali ulteriori pacchetti è possibile caricare al fine di comporre una tesi umanistica ricorrendo a certi pacchetti, invece che una tesi tecnica dove è necessaria molta matematica; la documentazione potrebbe contenere la descrizione di un certo numero di template, magari forniti insieme alla classe come file separati, per scrivere te o quattro tipi di tesi con altrettanti stili diversi e con collezioni diverse di pacchetti aggiuntivi, che so, ledmac, oppure il pacchetto per comporre la chimica, certamente amsmath & company per una tesi tecnica, chimica o non chimica, i pacchetti necessari per una tesi in filologia in lingue classiche oppure moderne ma con lingue che non si scrivono con l’alfabeto latino; La classe dovrebbe poter funzionare anche con XeLaTeX, quindi lingue e font non dovrebbero essere definiti nella classe, ma lasciati alla cura dell’utente per impostarle nel preambolo a seconda del motore di composizione che usa; illustrare i problemi degli alfabeti diversi e delle lingue retrograde; la o le bibliograife; il o gli indici analitici; le note in calce, a margine, alla fine; eccetera.
La classe, insomma, deve poter consentire queste cose; ma più che la classe, che comunque non è banale, la documentazione è essenziale.
A me non piacciono le classi KOMA, anche se, nello scrivere la classe dictionary.cls vi ho dovuto ricorrere scartando memoir, non mi ricordo più per quale motivo; forse era l’unico che mi trattiene ancora oggi dall’usare memoir sistematicamente e contro il quale sto combattendo da parecchio tempo, anche con/contro il nuovo curatore della classe memoir: l’impossibilità di usare il pacchetto imakeidx che abbiamo scritto Enrico ed io e che trovo una manna dal cielo e al quale non posso rinunciare più (be’ io ho avuto l’idea ed Enrico l’ha realizzata magistralmente come suo solito, andando al di là di ogni mia immaginazione).
Appoggiarsi alla classe book è possibile se lo scopo della nuova classe è quello di offrire un layout rigido, poco o nulla personalizzabile, perché di solito o si usano decine di pacchetti appositi, oppure bisogna mettere le mani dentro a macro interne della classe book oppure anche in alcune macro interne del nucleo di LaTeX. Non mi sembra una via utile per una classe destinata alle tesi. Può essere una via praticabile per una classe destinata ad una casa editrice.
Procedere in questo modo permette di conservare tutta l’agilità di personalizzazione che la classe memoir mette a disposizione, non si è vincolati né alle rigidezze di classicthesis, né alle “svolte LyXiane” di Miede. Poi se Antonio la vuole chiamare anthosthesis.cls oppure tesiclassica.cls (evitando ogni possibile confusione fra la classe classicthesi.cls e il pacchetto classicthesis.sty) o in qualche altro modo va benissimo; l’importante è non mettere in piedi un duplicato di quello che si può ottenere con il pacchetto classicthesis.sty, né di invadere il campo di suftesi.cls che ha una sua ragion d’essere particolare.