illinguista1972″ post=65588Intanto Antonio potrebbe scegliere un gruppo di utenti per testare la classe anthosthesis.cls via via che prende forma, no? 😉
Ciao
Tommaso
Eheh 🙂 non è che il presunto etimo greco del mio nome sia cosa da vantare con piglio fiero e mascolino! 🙂
Ma Sara” post=65613
Io ci sono, se serve aiuto!
Grazie, sta’ sicuro che serve! 🙂
OldClaudio” post=65614…
Nel tuo intervento abbracci molti aspetti, provo a districarmi.
Innanzitutto il frontespizio: non intendo certamente rifare (male) il lavoro che ha già fatto perfettamente Enrico. Non sarei nemmeno propenso a ridefinire \maketitle (cosa che peraltro fanno già le classi KoMa).
Quindi secondo te più che basarla sulle classi standard dovrei appoggiarmi a memoir. Questa scelta però mi richiederebbe considerevole tempo in più, perché non ho mai usato memoir e ora come ora non so dove metter mano. Certo, mi dedicherei a leggere la documentazione e alla fine col vostro aiuto potrei risolvere. Però mi metto anche nei panni di un utente che voglia modificare qualche aspetto della classe: si sentirebbe desolato davanti al manualone di memoir (immagino). Con le classi standard (e più o meno anche con le KOMA), l’utente avrebbe a disposizione l’Arte, che gli fornisce (in italiano!) la soluzione, rimandandolo se serve alla documentazione dello specifico pacchetto.
I modelli che trattano di chimica, filologia, o fatti con ledmac eccetera, non potrei fornirli io, ché son pacchetti che non ho mai usato (servirebbe l’aiuto del forum). La classe che vorrei fare non è destinata alle case editrici, è un ambiente che non conosco e non oserei tanto, e poi questo sì che mi sembrerebbe invadere il campo a suftesi. Io mi concentrerei su utenti più tecnici/scientifici, se è vero che suftesi è molto più umanistica di classicthesis.
Quello che io voglio fare non è nemmeno fornire diversi layout da scegliere con opzioni della classe (ne avrei al massimo un altro da proporre, non so quanto originale), bensì semplicemente fornire quello di CT, ma seguendo alcuni principi. Intanto, chiarezza e semplicità nel codice e nell’invocazione; e già il solo fatto di trasformarlo in classe e semplificarlo mi sembra tanto, non solo dal punto di vista ontologico ma anche pratico: immagino chi vede qualcosa come
`\documentclass[headinclude,footinclude,fleqn,
twoside,cleardoublepage=empty,numbers=noenddot,version=first,
BCOR5mm,captions=tableheading,abstracton,
10pt,a5paper]{scrartcl}
…
\usepackage[…]{classicthesis-preamble}
\usepackage[pdfspacing,beramono,nochapters,sufig,listings]{classicthesis}
…
`e si chiede cosa significhi tutto quell’ambaradan. E poi vorrei che sia compatibile con altri motori e altre classi: per esempio eliminando \tocEntry e la necessità di usare esplicitamente \spacedlowsmallcaps. Cose che non so quanto sia utile proporre a Miede perché romperebbero (ancora una volta) la compatibilità all’indietro.
Concordo sul fatto che non si devono caricare pacchetti come quelli per le lingue: da questo punto di vista sono piuttosto conservativo, ho tolto booktabs che veniva caricato inutilmente e sto ragionando come non caricare hyperref.
Poi, Claudio, ti chiedo: perché non ti piacciono le classi KOMA? Hanno qualche difetto in particolare?
Mi son soffermato un sacco su:
l’importante è non mettere in piedi un duplicato di quello che si può ottenere con il pacchetto classicthesis.sty
Quello che voglio ottenere, dal punto di vista grafico, è ClassicThesis (magari con un’eventuale variante da specificare tra le opzioni, ma non so). Però dietro le quinte mi serve che sia più razionale, fatto con certi criteri, perché voglio facilitare la vita a me stesso scrivendoci e derivandone dei lavori, e anche ad altri se possibile. È una cosa abominevole? È una perdita di tempo? È una cosa che crea solo confusione (non è detto che avrà lo stesso nome, anche se classicthesis.cls mi piace, e soprattutto che voglia metterla su CTAN)? Cos’è?
Grazie sempre e comunque degli interventi