Il problema di classicthesis è proprio che può essere usata per le tesi.
Il fatto che attualmente il codice sia pessimo fa desistere qualche studente dall’usarla.
E per me questo è un bene. Una tesi deve essere sobria. Soprattutto una tesi triennale.
Chi la legge non deve essere distratto da un’eccessiva “presenza estetica”. Il lettore deve trovarsi a suo agio. Non deve quasi accorgersi che c’è qualcosa di diverso, qualcosa che fa la differenza; quel qualcosa che rende la lettura più agevole. Ho letto una riflessione simile riguardo al font (non ricordo più se di Tschichold o Morison o altro): il lettore si deve sentire a casa propria quando legge. E se a casa proprio si usa il garamond meglio usare il garamond o qualcosa di simile…quasi “indistinguibile” a prima vista. Ecco perché in ambito umanistico nessuno (o pochissimi) pubblicano utilizzando il bodoni per il testo (si usa spesso per i titoli di copertina).
@ Lorenzo Non credo che ci sia da perdere tutto questo tempo per creare classicthesis.cls. Qual è la difficoltà?
Lo stile dei capitoli? Non credo proprio. Lo stile delle testatine? Meno che meno. Eventualmente gli ostacoli sono le molte opzioni. Ma questo non crea difficoltà, fa perdere solo del tempo. Tante opzioni significa tante possibilità di sviste, errori e bug.
Nemmeno il frontespizio sarebbe un problema, anche se comunque consiglierei l’approccio con frontespizio.sty.
Permettere di usare uno stile come classicthesis a un giovane laureando
è come dare in mano una Delta S4 a un neo patentato (scusate l’analogia un po’ “tamarra”)
Ciao
Ivan