lorenzo.pantieri” post=66313
Pertanto Antonio va avanti con la sua nuova classe; gli consiglio di non porsi troppi problemi del tipo “Essere o non essere? Questo è il problema!”. La classe antosthesis sarà, verrà usata, Antonio riceverà del feedback; se la classe piacerà, verrà usata maggiormente a scapito di altre classi, se non piacerà, andrà in disuso. Questo è il bello del software libero.
In generale sono d’accordo. Nello specifico, però, qui si tra parlando di scrivere una classe (nuova, con gli inevitabili difetti di gioventù) che emuli lo stesso layout ottenibile con un altro pacchetto (già in circolazione da anni, e quindi molto limato): perché l’utente dovrebbe abbandonare la strada vecchia per quella nuova? Antonio fa benissimo a continuare, naturalmente. Sto solo ragionando a voce alta, visto che sto pensando di trasformare ArsClassica in classe, e questi sono dei dubbi che ho per il mio lavoro.
Riguardo ai margini, mi ripeto: quelli di Bringhurst (e quindi di ClassicThesis) sono esagerati. Si scrive una riga, li si aumenta di un bel centimetro, si rinuncia alle note a margine (di regola assenti nelle tesi e nei libri), e si è a posto: il look resta buono, l’A4 meglio riempito. La nuova Arte è scritta così, non mi pare che il risultato sia brutto. 😉
Ciao,
L.
No, il risultato è molto buono, ma da quel che ho capito, Antonio non sta solo scrivendo una nuova classe che emula un’altra classe, sarebbe puro masochismo.
Da quel che ho capito Antonio sta scrivendo una nuova classe che non abbia i problemi di retrocompatibilità che ha clasicthesis, e che magari preveda alcune varianti stilistiche preconfigurate e selezionabili mediante opzioni, oltre che ad appoggiarsi su più classi di base a scelta (book, memoir, scrbook,…), giusto per poter disporre di certe possibilità di configurazione che di solito mancano dalla classe book..