Normalmente 1em è uguale al corpo del font in uso, ma ci sono casi diversi in cui è decisamente maggiore; lo si può sapere facendosi stampare quanto vale una certa dimensione del font, ma più semplicemente con:
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\dimen@=1em
\showthe\dimen@
`
quando esegui pdflatex si ferma per mostrarti il valore della lunghezza 1em assegnata alla dimensione scratch \dimen@.
Con l’impostazione di default di classicthesis e il Palatino, ho misurato una margine esterno di quasi 70mm; se usi 2em di separazione fra griglia interna e nota marginale, togli a quei 70mm 20 20 a 24pt, cioè circa da 7 a 8 mm; te ne restano più di 60 per farci stare la nota marginale, mentre i 7e, specificati dalla classe corrispondono da una settantina a circa 85mm , da 23mm a 28 mm, un pollice mal contato; dunque la nota può essere decisamente più larga. UNa idea sarebbe quella di farla pari al margine esterno diminuito di due (o tre) volte il \marginparsep.
Per regolarti meglio con la giustezza e il numero di caratteri usa quel piccolo pezzo di codice che c’è nella guidaGuIT; cerca nnel paragrafo 19.2.4 e adatta il codice per scegliere la collezione di font, e il corpo che ti interessa. Volendo tolgli “CM a 10\,pt” in modo che non possano essserci confusioni se controlli la lunghezza di un altro alfabeto.
I Minion, ho scoperto, ce li abbiamo tutti di default perché sono distribuiti fra le risorse del Adobe Reader X, solo che non sono riconosciuti come font presenti, in quanto non sono nella cartella degli OpenType di sistema. Per usarli come font da parte di pdfLaTeX bisogna probabilmente usare otf2t1 per creare i file metrici e i file virtuali. Io non l’ho ancora fatto, anche perché, pur essendo un detentore legale di Adobe Reader, non so se quei font sono per uso esclusivo di quel programma, o, disponendone legalmente, non si possano usare anche con altri programmi.
Non ti preoccupare le l’A5; quello secondo me è un problema di ultima approssimazione; non è possibile usare il double square che stia in una altezza di 210mm lasciando posto anche ai margini superiore e inferiore, alla testatina, e al suo separatore e alla discesa del piedino. La giustezza e l’altezza vanno scelte separatamente, ma probabilmente se si sceglie la giustezza ottimale, le note marginali non ci stanno. Col B5 invece vale la pena di provarci; ormai sai che conti fare e non è difficile farli fare alla classe, proprio usando quelle macro del § 19.2.4 citato sopra; anzi ponendo
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\textwidth= \dimexpr\alfabeto*66/26\relax
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e mettendo \textheight pari a \textwidth moltiplicato per un opportuno rapporto e aumentato dei famosi 75pt per testatine e piedini; l’opportuno rapporto potrebbe essere 2 (per il double square) o 1.618 (per il rettangolo aureo), probabilmente più adatto ai formati minori di carta. Nonostante la carta di supporto abbia il rapporto 1,414, una gabbia con il rapporto 1,6 o 1,7 per i formati più piccoli potrebbe andare bene, la gabbia sarebbe meno snella ma starebbe nell’altezza della pagina. nel documento da leggere con texdoc memdesign nella figura 3.1 ci sono i vari rettangoli sovrapposti con le diverse proporzioni indicate sotto alla figura; puoi avere un’ottima idea della snellezza di ciascuno. Nella tabella 31. ci sono indicate el proporzioni della carta e della gabbia per una quarantina di disegni della pagina che sono presentati e descritti nelle pagine successive, dalla figura 3.2 alla figura 3.19.
Aggiungo ancora un dato con Minion Pro:
Corpo 10pt riga di 110mm contiene 69 caratteri
11pt 110mm 62
12pt 130mm 68
Ciao
Claudio