Re: Libri tradotti: nell’originale ci vanno tutti i campi?

#68806
dianoia
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    Io Aristotele preferisco citarlo così (è solo un’opinione!):

    `@Book{ MOVIA_B_DA,
    title = {Aristotele, L'anima},
    author = {G. Movia},
    publisher = {Bompiani},
    address = {Milano},
    year = {2005},
    series = {Introduzione, traduzione, note e apparati di G. Movia}}`

    In altri termini, il libro della Bompiani l’ha scritto Movia, l’unico De anima che per approssimazione si può dire di Aristotele è quello di Bekker, se si segue la sua edizione.
    Nel corpo del testo quando cito il testo lo faccio quindi in modo doppio: con la notazione classica “De anima II 4, 414a15 ss.” e se serve con riferimento alla traduzione “trad. it. \cite[p.114]{MOVIA_B_DA}”
    Ciò non solo per non avere orrori del tipo “Aristotele 2010, p. 200” ma anche per far nascere ad eventuali lettori non specialistici qualche sano dubbio sui problemi della testualità greca. Inoltre se non si usa la notazione classica – vale a dire quella di Bekker – chi legge il De anima in un’altra traduzione non può arrivare con il solo riferimento al numero di pagina di Movia a trovare il passo corrispondente.
    In bibliografia si ha l’effetto un pò straniante di non avere testi di Aristotele, ma solo edizioni critiche e traduzioni dei vari signori. D’altra parte è la verità. Probabilmente il caso del recente Galileo è diverso, dato che il suo libro sì è stato pubblicato!

    Saluti
    Pietro

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