Re: Libri tradotti: nell’originale ci vanno tutti i campi?

#68811
OldClaudio
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    I problemi sollevati da Lorenzo e ampiamente dibattuti da Ivan e Pietro sono interessantissimi, e sono tutt’altro che OT, visto che le citazioni fanno parte delle tipografia e vanno fatto correttamente.

    Allora, aggiungo un altro off topic: se Aristotele ha scritto Il suo testo sull’anima, perché continuiamo a citarne il titolo in latino? Il suo titolo, ammasso che ne avesse uno dovrebbe essere Περί ψυχῆς. Quindi se nella bibliografia mettiamo come autore Aristotele, dovremmo a rigore mettere il titolo in greco; mentre se come autore mettiamo il curatore come indica Pietro, allora possiamo usare il titolo latino che il curatore ha dato alla sua edizione critica.

    Notate che io non so niente di filologia di opere antiche; quindi è ovvio che sto parlando a braccio, ma anche agli scienziati e ai tecnologi capita di citare traduzioni e magari anche pubblicazioni critiche di opere un po’ meno antiche, come per esempio l’opera già citata di Galileo Galilei.

    Ma sempre parlando un po’ off-topic e un po’ in-topic; Jean Michel Hufflen ha presentato ai meeting diversi contributi sulla composizione delle bibliografia e mi pare che abbia anche affrontato il problema delle traduzioni. Ma J.M. Hufflen è la persona meno citata sul forum, benché sia un frequentatore assiduo del GuIT Meeting e abbia contribuito molto al problema bibliografia.

    Per finire sorridendo: se gli italiani sono 60 milioni e i parlanti italiano non cittadini italiano sono 10 milioni, (cifra tonda forse un po’ sovrastimata, ma non lontana dal vero) per un totale di 70 milioni di parlanti, e se la popolazione mondiale è di 7 miliardi di individui, a me risulta che la percentuale di parlanti italiano sia circa dell’1%. non dello 0,01%. La stima di Lorenzo è lontana dal vero di circa due ordini di grandezza. Perché vogliamo sempre buttarci giù? Questo sì che è veramente OT 😉

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