Re: Libri tradotti: nell’originale ci vanno tutti i campi?

#68816
lorenzo.pantieri
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    dianoia” post=68017A livelli bibliografico si può tradurre un problema del genere 😳 ? Immagino che il mio atteggiamento possa apparire eccessivo o fanatico, quel che cerco di dire è però semplicemente che forse non si dovrebbero allineare tutti i testi che rendono, editano o traducono il de anima su una stessa linea, come se avessero tutti lo stesso rapporto e la stessa distanza con un testo originale, peraltro indisponibile.

    Sei stato chiarissimo. Quello che trovo “estremo” nella tua posizione è considerare il curatore/traduttore di un’opera come se ne fosse l’autore. In questo modo, il De anima curato da Movia e il De anima curato da (poniamo) Giorgiantonio sono viste come due opere diverse, scritte da due autori diversi. È una visione che a me pare un po’ estrema. A me sembra più naturale considerare i due lavori come due edizioni di un’unica opera, scritta dallo steso autore (Aristotele), ma con due curatori/traduttori diversi; e poiché il lavoro di cura/traduzione, per un’opera come quella, è massiccio, ci si potranno attendere differenze significative tra le due edizioni.

    Per cui è importante sapere a quale delle edizioni si fa riferimento. Tu potrai avere in bibliografia il De anima di Aristotele, curato/tradotto da Movia. Io potrò avere in bibliografia il De anima di Aristotele, curato/tradotto da Giorgiantonio.

    P.S.
    Un bel problemino bibliografico si presenta se uno scrive una tesi che vuole studiare le differenze tra le varie edizioni del De anima. In bibliografia si avranno n edizioni di quell’opera, ciascuna con un curatore diverso. Ovviamente nel testo principale le edizioni andranno distinte opportunamente (la soluzione di Pietro permette di farlo facilmente, quella di Ivan non mi pare). Ecco un altro problema che mi piacerebbe Ivan e Tommaso affrontassero nel loro futuro lavoro sulla gestione della bibliografia con LaTeX! 🙂

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