Re: Lettere accentate èéòàùì

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Esatto, si tratta proprio di fare questo. La casistica non è affatto vasta, anzi:

1.
Ho letto una guida e so come fare: imposto il mio editor con la codifica A, scrivo il mio sorgente con la stessa opzione A a inputenc, lo blindo con i commenti speciali e sono a posto, così anche quando riapro questo file e per caso ho dovuto modificare le impostazioni dell’editor per aprire un file codificato altrimenti, non faccio casini.

2.
Ho letto una guida e so come fare: il mio editor è impostato con A, e devo lavorare con un file di cui non so nulla. Lo apro e guardo l’opzione a inputenc; se è A, sono a posto, se è B (e allora dovrei vedere, con una rapida occhiata, anche cose strane), chiudo senza salvare, imposto l’editor a B, riapro il file, metto le righe magiche di B, chiudo, riporto l’editor ad A e riapro il file, che ora può essere compilato tranquillamente (tutto questo si può evitare se l’editor che uso permette di aprire al volo un file in un’altra codifica da quella con cui è impostato: TeXShop lo permette, e anche TeXworks, da quello che ha scritto Antonio prima. Dunque, in questo caso apro il file al volo con B e ci metto le righe magiche di B senza toccare le preferenze dell’editor).

Mi sembra che questo sia tutto, no? Non si dà il caso che io apra un file e non veda caricato inputenc con la sua opzione, altrimenti come avrebbe fatto l’autore dei file a compilarlo?

Esiste un caso 3? Esiste un caso in cui apro il file e non vedo nemmeno inputenc? Non lo so, non so se sarebbe un file di LaTeX. Con TeXShop, per esempio, posso aprire anche un semplice file di testo scritto, poniamo in latin1. Allora sì vedrei cose strane.

Io direi che la faccenda dei caratteri bizzarri è un tantino pericolosa: se apro un file e vedo cose strane, naturalmente è stato scritto e salvato con una codifica diversa da quella con cui è impostato il mio editor, no? Ma, parlandone ieri in automobile con un noto autore 🙂 , non è affatto detto che compilandolo vedrò nel PDF le stesse cose strane. Potrebbe anche darsi il caso che tutto vada a buon fine. Ci possono essere due codifiche che differiscono per pochissimi numeri, e fortuna vuole che il file sconosciuto che apro non contenga quei numeri: vedrò cose strane per altri motivi. Cioè: una cosa strana che vedo nel mio editor potrebbe corrispondere per LaTeX al carattere accentato (per esempio) che deve essere prodotto nel documento finito proprio al posto di quella cosa strana.

Io direi come ho scritto nel punto 2.: si guardi sempre inputenc, e se la codifica non corrisponde, ci si adegui.

Naturalmente, esistono anche i programmi di conversione, se uno vuole convertire il file senza reimpostare l’editor. Ma si possono usare solo se si conosce la codifica di partenza. Altrimenti, si tira a caso. Ma ho appena scritto che un file LaTeX deve avere una codifica di partenza dichiarata, altrimenti non si compila. Non vi sembra un cane che si morde la coda? 🙂

Una cosa va da sé, secondo me: il problema sorge quando chi deve scrivere la tesi (che nervi, sembra che TeX serva solo a questo) apre un sorgente preconfezionato consegnatogli chissà da chi, che nella più rosea delle ipotesi non sa nulla di LaTeX. È un caso non troppo raro, anche perché la raccomandazione: “guarda, è facile, devi solo scrivere e poi schiacchiare il pulsante” fa gola a molti. A tutti quelli che non intendono imparare un nuovo programma per una sola occasione. O sbaglio?

Ciao
Tommaso

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