Re: programmare in Latex

#71321
OldClaudio
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    Non so perché la divisione ti sembri strana, ma onestamente non s perché sia stato fatto così.

    La guida di Enrico del 2009 da scaricare dal suo sito è quella a cui alludevo.

    Non disperare, prima o poi ci riusciamo tutti; poi naturalmente bisogna vedere dove si vuole arrivare. Tuttavia oggi quasi tutto quello che può venire in mente si può fare caricando opportuni pacchetti (e in questo è utilissima la guida di Enrico, qui nella Documentazione, per sapere quali sono i pacchetti più utili). Le poche volte che non si trova il pacchetto giusto si tratta o di una richiesta stravagante da parte di chi ti affida la composizione di un testo, specialmente una richiesta che dipende dalle impostazioni di Word, oppure di una cosa tipograficamente sbagliata; le due cose spessissimo coincidono. Talvolta invece viene in mente qualche personalizzazione che potrebbe essere tipograficamente accettabile, ma che è difficile da fare.
    Le cose utili da programmare sono certe automatizzazioni che permettono di risparmiare tempo da parte del compositore o della persona che deve impaginare. Dopo tutto lavoriamo con un programma di calcolatore, una cosa che richiede di “programmare” la composizione del testo mediante l’opportuno markup; e ognuno di questi comandi è sì descrittivo di quello che il brano di testo coinvolto rappresenta, ma spesso è anche prescrittivo: fai così e non fare cosà, il che implica un minimo di programmazione, nel senso di usare comandi come \if, \open, \write, e altri comandi che si trovano spesso in altri linguaggi di programmazione. Ma questo capita solo quando si deovno fare cose complesse.

    Ricordati le tre regole generali:

    1) se puoi evitarlo, carica i pacchetti che te lo fanno già, leggine la documentazione usando la finestra comandi e dando da tastiera comandi del tipo texdoc usrguide (per leggere al guida utente per l’uso di LaTeX standard); i comandi per richiedere l’uso dei pacchetti vanno inseriti nel preambolo, prima di \begin{document};
    2) nel preambolo, puoi dare tutte le deifinizioni che vuoi di nuovi comandi e nuovi ambienti usando il linguaggio LaTeX;
    3) se vuoi usare dei comandi di basso livello, specialmente quelli il cui nome contiene il segno @, lo puoi fare ancora nel preambolo, ma devi convincere LaTeX che @ è un segno dell’alfabeto; oppure cresi dei pacchetti di estensione personali, con estensione .sty, e li incorpori nel preambolo usando il solito \usepackage; per creare i pacchetti personali leggi la guida con texdoc clsguide e no ti preoccupi più del segno @.

    La maggior parte della documentazione è in inglese “tecnico”, che rifugge dalle forme colte dell’oratoria del periodo elisabettiano, e quindi è facilmente comprensibile anche da chi ha solo una infarinatura di inglese; basta via via predenre dimestichezza con qualche termine tipografico o tecnico.

    Prenditi il tuo tempo; qualunque cosa tu legga, anche semplice, non è divertente come la letteratura di intrattenimento o di svago…

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