illinguista1972″ post=71214a dire il vero, la questione di questi CM-Super, CM, LatinModern e compagni non è ben chiara nemmeno a me 😉
L’idea originale di Knuth era che i font Computer Modern fossero prodotti con Metafont in formato bitmap, permettendo di adattarli con precisione alle caratteristiche del dispositivo di stampa. Per evitare la proliferazione di file bitmap, raccomandava di usare solo grandezze fisse anche per eventuali (piccoli) ingrandimenti. Per esempio, Computer Modern Roman è originariamente disponibile solo in corpo 5, 6, 7, 8, 9, 10, 12 e 17. Ottenere il corpo 11 è facile, basta scalare il corpo 10 di un fattore 1,095.
Perché 1,095? Perché è la radice quadrata (approssimata) di 1,2, è ovvio. 🙂
Ma questa è storia vecchia. La tecnologia PostScript ha fatto passi da gigante e, sebbene l’approccio “bitmap” abbia i suoi vantaggi in certi casi particolari, i font in formato Type1 (con hinting) si adattano bene a quasi tutti i dispositivi di stampa. Parecchi anni fa (direi alla fine degli anni 80) l’azienda BlueSky Research, che produceva Textures (una versione di TeX per Macintosh), creò la prima versione Type1 dei font Computer Modern. Poco tempo dopo la mise a disposizione di tutti, gratis. Nello stesso periodo anche l’AMS pubblicò la versione Type1 dei suoi font matematici (MSAM, MSBM, Euler).
Uscirono anche i font DC, poi European Modern, ma solo in formato bitmap. Lo stesso autore produsse la famiglia FC per le lingue africane e i Text Companion (codifica TS1, simboli vari), altri invece i font cirillici LA compatibili con Computer Modern; un autore ben noto invece pubblicò i CBGreek. Tutto bitmap. Non sto facendo una cronologia, sia chiaro.
Si incontra ancora qualche [tt]\usepackage{ae}[/tt] nei soliti preamboli “ottimi”. A che serviva? A scegliere una famiglia di font virtuali compatibili con i font EC, ma che usavano internamente i Computer Modern per poter poi sfruttare in stampa la versione BlueSky evitando i bitmap.
Alcuni volenterosi intrapresero la trasformazione dei font EC, TC e LA in formato Type1. La versione con maggiore successo fu quella che va sotto il nome di CM-Super: una collezione di font molto grandi che contengono i caratteri per tutte le codifiche T1, T2A, T2B, T2C, X2 e TS1 dei font in tutte le famiglie necessarie (Roman, Sans e Typewriter nelle varie forme e pesi). In questo modo si possono evitare i bitmap e le carenze dei font virtuali AE. Non c’è bisogno di caricare pacchetti particolari, perché nel file pdftex.map e psfonts.map sono presenti le righe che creano la necessaria corrispondenza, per esempio
`ecrm1000 SFRM1000 ” T1Encoding ReEncodeFont ”