Il problema è costituito da una serie di testi, noti malissimo ed attraverso edizioni spesso parziali.
Per farti un esempio, l’Etymologicum Gudianum è noto tramite una pessima edizione del 1818, ma anche tramite un’eccellente edizione pubblicata fra 1909 e 1920, ma rimasta, ahimé!, incompiuta.
La sigla sarà sempre la stessa (EGud), ma la differenziazione la faccio aggiungendo in fondo ai numeri di pagina e di righe la sigla dell’editore (Sturz o De Stefani).
Cirillo invece è noto…. lasciamo perdere! Diciamo pure che NON è noto! 😉
Questo è un caso. L’altro caso possibile è di edizioni uscite in questi ultimi anni, che magari hanno sostituito, in tutto o in parte, le precedenti edizioni, che però non ho voluto togliere dalla bibliografia, poiché pur sempre usate per il primo volume (almeno, per ora: poi…. si vedrà!).
Tuttavia, chiarisco: NON ho mai usato comandi di biblatex per le (migliaia e migliaia e migliaia e migliaia) di citazioni di queste fonti nell’apparato critico! Le citazioni le ho sempre trascritte semplicemente, per ovvi motivi di (mia) comodità. In breve, i comandi di citazione li ho utilizzati SOLO per gli autori moderni, che sono finiti in un diverso gruppo della bibliografia finale.
Pertanto, il mio problema è solo generare una bibliografia finale razionale e leggibile degli autori antichi.
In una situazione del genere è pressoché impossibile (forse) trovare una soluzione automatizzata.
Ciao
Domenico