Ringrazio tutti per i commenti! 🙂
Cerco in questo messaggio di rispondere a tutti.
@Tommaso: perché togliere l’indice delle figure? È per la diversità rispetto all’indice principale? Se è per questo, la mia intenzione sarebbe quella di realizzare anche per l’indice delle figure, non appena trovo tempo, qualcosa di simile a quanto fatto per l’indice principale (che mi piace veramente tanto).
@Orlando e Marco: non conosco lo stile degli appunti di calcolo numerico che accennavi. Onestamente ammetto di avere creato la classe, basata su memoir, “copiando” alcune cose che ho visto in giro: lo stile dei capitoli in questa discussione, le testatine nell’header sono farina mia (credo che la colorazione parziale si adatti molto bene al resto del documento), il frontespizio è parzialmente ricavato dal document titlepages di Peter Wilson (texdoc titlepages) in cui ho sostituito il semplicemente il simbolo { ed, infine, l’indice è frutto di qualche modifica a questo post.
@Elrond e @Liverpool: vi ringrazio per aver fornito versioni migliori per il codice del circuito. E pensare che io ho cercato di semplificare parte dei codici. 😀 La motivazione principale è che, secondo me, è più facile creare il disegno partendo dalle coordinate assolute (magari mi sbaglio però). Io ho imparato a disegnarli partendo dal cartaceo perciò mi era facile individuare le coordinate, solo successivamente sono passato ai riferimenti relativi (e se prima uno si è sporcato un po’ le mani con le coordinate se ne afferra meglio l’utilità ;)). Pensavo, se siete d’accordo, di riportare nella guida entrambe le vostre versioni: in questo modo si può evidenziare come ci siano molte strade per realizzare un disegno.
@Liverpool (in particolare): grazie per le precise segnalazioni che dimostrano un’attenta lettura della guida. Provo a rispondere ad alcune:
Come mai nei listati [tt]tikz[/t] viene riconosciuto come parola chiave e colorato in rosso, mentre pgfplots no? E perché scrivi TikZ normalmente, mentre pgfplots senza grazie nel testo? Quando carichi pgfplots, tikz non viene caricato automaticamente?
Per i listati, è finito un tikz nelle parole chiave assolutamente non voluto; invece hai ragione ad osservare la discrepanza di font tra TikZ e pgfplots: questa era intenzionale, ma forse è meglio uniformare le cose.
Per quanto riguarda i diagrammi di Bode, l’asse delle pulsazioni dovrebbe essere logaritmico (visto l’andamento dei grafici), perciò al tuo posto aggiusterei la griglia, oppure la eliminerei proprio o userei pgfplots.
È vero che i diagrammi hanno l’asse sbagliato (interessante che me lo abbiate fatto notare voi e non chi mi ha corretto l’homework a suo tempo :D), ma piuttosto cerco di aggiustare la griglia invece di usare pgfplots. Il messaggio è: si possono ottenere grafici qualitativi, approssimati, senza l’ausilio di pgfplots. Credo sia un modo per far capire, di nuovo, che esistono tante strade per arrivare al risultato (inoltre aiuta ad espandere le proprie conoscenze e non a usare pgfplots per qualsiasi cosa).
A voler essere precisi, a pag. 6 \draw serve per tracciare un segmento, non una linea. Sempre nella stessa pagina, a proposito dei nodi, vuoi dire che l’etichetta del nodo può essere usata come un alias della sua posizione. Nel punto successivo ti è sfuggito “un asse”. Sul costrutto \foreach nella pagina successiva, direi che “serve ad automatizzare una sequenza di istruzioni definite una volta per tutte, come l’inserimento di nodi…”
Le tue notazioni sono più rigorose delle mie. 🙂 Mi sono accorto, in quella parte di aver omesso un particolare importante:
La definizione di nuovi oggetti avviene all’apertura dell’ambiente tikzpicture attraverso:
`\begin{tikzpicture}[nomestile/.style={opzioni}] .. \end{tikzpicture}`
mentre nel codice faccio uso anche di \tikzstyle (e si potrebbe usare analogamente \tikzset nonostante una piccola differenza, si veda questo post).
Il metodo proposto nel par. 6.2 è molto interessante, ma sarebbe meglio se il riquadro colorato finisse al di sotto del testo, altrimenti più che evidenziare la formula sembra che la si voglia oscurare (pensa al contrasto di un proiettore per presentazioni). Non si può modificare?
Assolutamente sì, ma il costo non è indifferente. 😀 Ho preso spunto da questo post adattando alla matematica l’esempio praticamente identico per gli algoritmi. In effetti Andrew Stacey propone un metodo per far si che il testo non sia in background, ma mi devo ancora mettere a capirlo. 😀
Concludo dicendo che credo @Marco abbia capito appieno il senso della guida, ovvero essere di ispirazione a chi voglia utilizzare TikZ e far capire che il campo di applicazioni è decisamente vasto. Ho cercato di inserire esempi per diversi ambiti in cui ho avuto esperienza personale (forse ho insistito troppo sulle reti: è il mio campo :D), ma ovviamente con un po’ di astrazione anche un ingegnere civile può realizzare con soddisfazione numerosi disegni. E non solo gli ingegneri civili…
Ciao
Claudio