Spike” post=72548Ti invito a riflettere anche sul fatto che, nel mondo, nulla è davvero farina del nostro sacco. Quelle righe di codice del pacchetto ArsClassica non le hai certo inventate, le hai prese da qualche esempio, da qualche suggerimento, leggendo un libro. L’unica vera “invenzione” (forse) è stata metterle insieme. Quindi, se qualcuno ci aggiunge qualcosa di utile (per di più, mi pare di capire, in ottima fede), ben venga. Qualcuno che lo trova più utile lo userà, qualcun’altro no!
Non sono d’accordo. Vero, nulla nasce dal nulla: ma diresti che i “Promessi Sposi” non sono proprio di Manzoni perché anche lui si è ispirato a libri e a esperienza altrui?
ArsClassica è frutto di tanti contributi, che ho messo insieme in anni di lavoro.
Qui non vedo nulla di tutto questo. Confronta tu stesso i codici. L’autore ha preso il codice del pacchetto (di centinaia di righe), commenti compresi, ne ha cambiate tre (forse) e ha ripubblicato il tutto a suo nome, dicendo che l’ha fatto per risolvere problemi di “incompatibilità” (quali?) e per personalizzarlo (dove?). Non vedo alcun senso in questa operazione.
Spike” post=72548Detto questo, credo che dovresti riflettere sui principi alla base del software libero, che sono i principi di LaTeX stesso. Da quello che dici a te non piace LaTeX, a te piace Word.
No, LaTeX mi piace. È la licenza LPPL che non mi piace, perché garantisce a sufficienza il lavoro (vero) degli autori.
In ogni caso, alle richiesta di pubblicare i sorgenti dell’Arte continuerò a rispondere picche: il lavoro è “copyright Gordini-Pantieri”: e guarda che non sono contrario, in linea di prrincipio, all’ingresso di altre persone. Tommaso ha fatto un lavoro enorme, ed è giusto che sia co-autore. Ma all’idea che Pinco Pallo possa prendere l’Arte, cambiarle una riga e pubblicarla a proprio nome, dico “no, grazie”. ❗