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OldClaudio.
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8 Maggio 2012 alle 14:29 #73457::
Ciao a tutti.Supponiamo che che qualcuno abbia scritto un pacchetto, pippo.sty, di centinaia di righe di codice, e l’abbia pubblicato su CTAN con licenza LPPL. Supponiamo che io prenda pippo.sty, ne cambi una sola riga e lo pubblichi a mio nome col nome di pluto.sty. Posso farlo?
Grazie,
L.
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AutoreRisposte
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8 Maggio 2012 alle 15:47 #73458::
lorenzo.pantieri” post=72527Ciao a tutti.
Supponiamo che che qualcuno abbia scritto un pacchetto, pippo.sty, di centinaia di righe di codice, e l’abbia pubblicato su CTAN con licenza LPPL. Supponiamo che io prenda pippo.sty, ne cambi una sola riga e lo pubblichi a mio nome col nome di pluto.sty. Posso farlo?
Sì.
Ciao
Enrico
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8 Maggio 2012 alle 17:07 #73459::
egreg9″ post=72541Sì.
Se è così, mi pento di aver pubblicato ArsClassica sotto quella licenza.
Allargando il discorso: molti utenti, qui sul forum e anche privatamente, mi hanno chiesto più e più volte di pubblicare i sorgenti delle mie guide. Al mio rifiuto ho ricevuto talvolta reazioni piccate (“ma come? e i principio del software libero?”). Di sicuro, anche alla luce degli ultimi sviluppi, non pubblicherò mai i sorgenti delle guide: non voglio correre il rischio che Pinco Pallo cambi una riga e le ripubblichi a suo nome, prendendosi i meriti di un lavoro di anni.
Ciao,
L.
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8 Maggio 2012 alle 17:31 #73460::
lorenzo.pantieri” post=72543
Sì.
Se è così, mi pento di aver pubblicato ArsClassica sotto quella licenza.
Allargando il discorso: molti utenti, qui sul forum e anche privatamente, mi hanno chiesto più e più volte di pubblicare i sorgenti delle mie guide. Al mio rifiuto ho ricevuto talvolta reazioni piccate (“ma come? e i principio del software libero?”). Di sicuro, anche alla luce degli ultimi sviluppi, non pubblicherò mai i sorgenti delle guide: non voglio correre il rischio che Pinco Pallo cambi una riga e le ripubblichi a suo nome, prendendosi i meriti di un lavoro di anni.
Credo che tu stia equivocando.
6. If you are not the Current Maintainer of the Work, you may
distribute a Derived Work provided the following conditions are met
for every component of the Work unless that component clearly states
in the copyright notice that it is exempt from that condition. Only
the Current Maintainer is allowed to add such statements of exemption
to a component of the Work.a. If a component of this Derived Work can be a direct replacement
for a component of the Work when that component is used with the
Base Interpreter, then, wherever this component of the Work
identifies itself to the user when used interactively with that
Base Interpreter, the replacement component of this Derived Work
clearly and unambiguously identifies itself as a modified version
of this component to the user when used interactively with that
Base Interpreter.b. Every component of the Derived Work contains prominent notices
detailing the nature of the changes to that component, or a
prominent reference to another file that is distributed as part
of the Derived Work and that contains a complete and accurate log
of the changes.c. No information in the Derived Work implies that any persons,
including (but not limited to) the authors of the original version
of the Work, provide any support, including (but not limited to)
the reporting and handling of errors, to recipients of the
Derived Work unless those persons have stated explicitly that
they do provide such support for the Derived Work.d. You distribute at least one of the following with the Derived Work:
1. A complete, unmodified copy of the Work;
if your distribution of a modified component is made by
offering access to copy the modified component from a
designated place, then offering equivalent access to copy
the Work from the same or some similar place meets this
condition, even though third parties are not compelled to
copy the Work along with the modified component;2. Information that is sufficient to obtain a complete,
unmodified copy of the Work.7. If you are not the Current Maintainer of the Work, you may
distribute a Compiled Work generated from a Derived Work, as long as
the Derived Work is distributed to all recipients of the Compiled
Work, and as long as the conditions of Clause 6, above, are met with
regard to the Derived Work.8. The conditions above are not intended to prohibit, and hence do not
apply to, the modification, by any method, of any component so that it
becomes identical to an updated version of that component of the Work as
it is distributed by the Current Maintainer under Clause 4, above.Ciao
Enrico
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8 Maggio 2012 alle 18:46 #73461::
lorenzo.pantieri” post=72543
Sì.
Se è così, mi pento di aver pubblicato ArsClassica sotto quella licenza.
Allargando il discorso: molti utenti, qui sul forum e anche privatamente, mi hanno chiesto più e più volte di pubblicare i sorgenti delle mie guide. Al mio rifiuto ho ricevuto talvolta reazioni piccate (“ma come? e i principio del software libero?”). Di sicuro, anche alla luce degli ultimi sviluppi, non pubblicherò mai i sorgenti delle guide: non voglio correre il rischio che Pinco Pallo cambi una riga e le ripubblichi a suo nome, prendendosi i meriti di un lavoro di anni.
Ciao,
L.Mi sembra giusto, molto meglio fare come fa la Microsoft o la Apple, cioè far pagare fior di quattrini i suoi software e fare in modo che chi li acquista non ne sia neanche proprietario in pieno. Di licenze in giro ce ne sono infinite, ed esistono proprio perché così chiunque può scegliere quella che più preferisce. L’esempio che tu fai, in gergo, si chiama fork ed è un elemento fondamentale (credo) del software libero. Contribuisce al miglioramento del codice in quanto a più persone è permesso lavorarci sopra e quindi per l’utente finale non può che esserci vantaggio. Chi scrive software libero (come gli sviluppatori di LaTeX) non lo fanno per prendersene il merito, ma perché vogliono creare qualcosa di utile (altrimenti Knuth – o Lamport, non ricordo – non sarebbe andato a fare consulenza alla Microsoft per migliorare il _loro_ algoritmo per la scrittura delle formule, facendo fare a _loro_ più soldi).
Ti invito a riflettere anche sul fatto che, nel mondo, nulla è davvero farina del nostro sacco. Quelle righe di codice del pacchetto ArsClassica non le hai certo inventate, le hai prese da qualche esempio, da qualche suggerimento, leggendo un libro. L’unica vera “invenzione” (forse) è stata metterle insieme. Quindi, se qualcuno ci aggiunge qualcosa di utile (per di più, mi pare di capire, in ottima fede), ben venga. Qualcuno che lo trova più utile lo userà, qualcun’altro no!
Detto questo, credo che dovresti riflettere sui principi alla base del software libero, che sono i principi di LaTeX stesso. Da quello che dici a te non piace LaTeX, a te piace Word.http://it.wikipedia.org/wiki/Software_libero
Concludo dicendo che non sono affatto un espero di software libero e faccio pesante uso di software anche proprietario, cerco però di essere consapevole della differenza. Se ho detto qualcosa non corretta, correggetemi.
Ciao
Fra
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8 Maggio 2012 alle 18:58 #73462::
Spike” post=72548Ti invito a riflettere anche sul fatto che, nel mondo, nulla è davvero farina del nostro sacco. Quelle righe di codice del pacchetto ArsClassica non le hai certo inventate, le hai prese da qualche esempio, da qualche suggerimento, leggendo un libro. L’unica vera “invenzione” (forse) è stata metterle insieme. Quindi, se qualcuno ci aggiunge qualcosa di utile (per di più, mi pare di capire, in ottima fede), ben venga. Qualcuno che lo trova più utile lo userà, qualcun’altro no!
Non sono d’accordo. Vero, nulla nasce dal nulla: ma diresti che i “Promessi Sposi” non sono proprio di Manzoni perché anche lui si è ispirato a libri e a esperienza altrui?
ArsClassica è frutto di tanti contributi, che ho messo insieme in anni di lavoro.
Qui non vedo nulla di tutto questo. Confronta tu stesso i codici. L’autore ha preso il codice del pacchetto (di centinaia di righe), commenti compresi, ne ha cambiate tre (forse) e ha ripubblicato il tutto a suo nome, dicendo che l’ha fatto per risolvere problemi di “incompatibilità” (quali?) e per personalizzarlo (dove?). Non vedo alcun senso in questa operazione.
Spike” post=72548Detto questo, credo che dovresti riflettere sui principi alla base del software libero, che sono i principi di LaTeX stesso. Da quello che dici a te non piace LaTeX, a te piace Word.
No, LaTeX mi piace. È la licenza LPPL che non mi piace, perché garantisce a sufficienza il lavoro (vero) degli autori.
In ogni caso, alle richiesta di pubblicare i sorgenti dell’Arte continuerò a rispondere picche: il lavoro è “copyright Gordini-Pantieri”: e guarda che non sono contrario, in linea di prrincipio, all’ingresso di altre persone. Tommaso ha fatto un lavoro enorme, ed è giusto che sia co-autore. Ma all’idea che Pinco Pallo possa prendere l’Arte, cambiarle una riga e pubblicarla a proprio nome, dico “no, grazie”. ❗
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8 Maggio 2012 alle 19:12 #73463::
lorenzo.pantieri” post=72550In ogni caso, alle richiesta di pubblicare i sorgenti dell’Arte continuerò a rispondere picche: il lavoro è “copyright Gordini-Pantieri”: e guarda che non sono contrario, in linea di principio, all’ingresso di altre persone. Tommaso ha fatto un lavoro enorme, ed è giusto che sia co-autore. Ma all’idea che Pinco Pallo possa prendere l’Arte, cambiarle una riga e pubblicarla a proprio nome, dico “no, grazie”. ❗
Questo ovviamente non è possibile. Se non ci credi, consulta le leggi sul diritto d’autore.
Ciao
Enrico
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8 Maggio 2012 alle 19:28 #73464::
Lorenzo, ti ricopio quello che ho scritto come ultimo messaggio al filone iniziato da Kronecker.Lorenzo, confesso che non ho letto la tua licenza, quindi quello che dico si riferisce all’ipotesi che tu abbia usato una licenza del tipo Creatiive Commons oppure GPL oppure LPPL.
Queste licenze di solito consentono la modifica dei file open source coperti da quelle licenze purché siano rispettate tutte le condizioni dlela licenza. Una di queste condizioni è che il file deve cambiare nome, la seconda è che la proprietà letteraria dell’autore originale e dei successi precedenti modificatori siano tutte riconosciute e che rimangano nei file stessi insieme ad altre informazioni relative alla nuova modifica e al nuovo modificatore; terzo la licenza originale non può essere modificata.
In genere è così. Poi ci sono altre clausole differenti da licenza a licenza, ma le licenze pubbliche di solito hanno questi tre capisaldi.
Ora se Kronecker ha modificato anche solo un virgola, non dico una riga nel codice, ma ha rispettato tutte le clausole della licenza, è nel suo diritto di farlo e l’autore originari non ha diritto di lamentarsene.
Non ho letto nemmeno il lavoro di Kronecker, quindi non so nemmeno se abbia citato qualche licenza. perciò non sono in grado di dire se abbia commesso un plagio oppure no.
Una cosa è certa: qui da noi nel nostro beato paesse tutti siamo abituati a fare quello che ci pare, senza badare alla legge; non dico per reati gravissimi, ma per reati piccoli come il plagio, nessuno ci pensa e fa quel che gli pare, anche se ammette che non è tutta farina del suo sacco; Nonè mai farina del sacco di una sola persona qualunque cosa si faccia oggi, ma citare la farina altrui con nome e cognome sembra una operazione difficile.
Ora non voglio spingerti a citare in giudizio Kronecker; nè a ritirarti sull’Avetino, ritirando tutti i tuoi ottimi contriuti dal pubblico dominio.
dico soltanto a tutti che ho fatto parte di una commissione di ateneo per dirimere una questione su un supposto plagio di una tesi di laurea quinquennale; la commissione, valutato l’eventuale plagio, doveva anche valutare se la laurea concessa al plagiario dovesse essere annullata; tutto ciò per richiesta del tribunale. La commissione ha riconosciuto che almeno un terzo iniziale della tesi era copiata da internet col metodo del copia e incolla e senza citare le fonti; che i restanti due terzi circa erano originali, e che quindi nonostante il plagio sulla descrizione dello stato dell’arte, il lavoro svolto per la tesi era originale e ha confermato la validità dell’esame di laurea. Il tribunale, invece, dovendo giudicare un ricorso per plagio, condannò il plagiario sul piano penale; non ho seguito la vicenda nei passi successivi, ma da conversazioni informali ho saputo che la persona la cui parte iniziale della tesi era stata copiata, ha adito le vie legali anche sul piano civile e, forte della precedente vittoria nel processo penale, abbia lasciato il plagiario sul lastrico.
Questa brutta faccenda è stata adeguatamente divulgata fra i laureandi, ma sembra che la pratica del copia e incolla senza citare la fonte sia rimasta immutata.
Ora tu conosci sia quello che tu hai fatto e quello che Kronecker ha fatto e sei in grado di valutare. La differenza in questo caso è che il pacchetto per le tesi di laurea non è una tesi di laurea che richiede un minimo di originalità dei risultati, ma è un’opera di ingegno la cui proprietà letteraria è coperta da un licenza pubblica che pone delle restrizioni piuttosto limitate al copia e incolla…
Ciò detto, anche se non hai intenzione né di adire le vie legali, né di ritirarti sull’Aventino, è bene che tu abbia sollevato il problema; che almeno fra le persone che operano nell’ambito del nostro software libero, anche se animate dalle migliori intenzioni, le licenze vanno sempre rispettate e le citazioni del lavoro altrui vanno sempre fatte.
Happy TeXing!Old Claudio
Coloro che s’innamorano di pratica senza scienza sono come nocchiero che entra in nave senza timone o bussola che mai ha certezza dove va. – Leonardo da Vinci
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8 Maggio 2012 alle 19:30 #73465::
lorenzo.pantieri” post=72550No, LaTeX mi piace. È la licenza LPPL che non mi piace, perché garantisce a sufficienza il lavoro (vero) degli autori.
Mi spiace ma LaTeX è quello che è anche per via della sua licenza. Migliaia di pacchetti, non si sa quanti contributi di righe di codice su tutti i forum della rete, non esisterebbero se tutto fosse proprietario. Poter usare qualcosa che qualcuno ha già fatto e che magari neanche mantiene più velocizza molto lo sviluppo di un programma come LaTeX. Quando si prende una cosa la si accetta così com’è o no. LaTeX è (per fortuna, dico io) così, prendere o lasciare!
In ogni caso, alle richiesta di pubblicare i sorgenti dell’Arte continuerò a rispondere picche: il lavoro è “copyright Gordini-Pantieri”: e guarda che non sono contrario, in linea di prrincipio, all’ingresso di altre persone. Tommaso ha fatto un lavoro enorme, ed è giusto che sia co-autore. Ma all’idea che Pinco Pallo possa prendere l’Arte, cambiarle una riga e pubblicarla a proprio nome, dico “no, grazie”. ❗
L’arte credo sia un discorso a parte, non è un pacchetto, non fa parte di LaTeX, anche se ne parla. Non mi metto a giudicare le scelte che fate sulla licenza, ognuno si regola come meglio crede, anzi posso solo ringraziarvi per il lavoro svolto.
Lo stesso faccio per i pacchetti che pubblichi! Quello che volevo cercare di comunicare non è una critica alle scelte di licenza, ma è proprio cosa ho scritto poco sopra, cioè che non c’è LaTeX senza software libero. Non essere d’accordo con la licenza è come dire che LaTeX non dovrebbe essere ciò che è. Quindi ti piace LaTeX? Ti piace la licenza, mi pare ovvio.Ciao
Fra
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9 Maggio 2012 alle 4:05 #73466
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9 Maggio 2012 alle 5:02 #73467::
lorenzo.pantieri” post=72560Cito una frase di Enrico presa dall’altro filone:
Software libero non significa “fare quello che si vuole”;
Tecnicamente non è vera questa affermazione, dipende dalla licenza. Per esempio, la WTFPL esprime in maniera colorita esattamente il concetto “fai quello che ti pare”. È vero però che questo è un caso isolato, tutte le licenze libere più diffuse mettono dei paletti nella redistribuzione del codice (compresa la LPPL) e chi non rispetta questi paletti è nel torto, sebbene abbia agito in buona fede.
Ti sembra assurdo che ci sia gente che è disponibile a farsi copiare senza averne assolutamente nulla di ritorno? Il sistema operativo OS X oggi non sarebbe quello che è se non fossero esistiti il kernel Mach e il sistema operativo BSD rilasciati con licenze permissive (credo si tratti della licenza BSD per entrambi) che permette di copiare il codice senza dover necessariamente ridistribuire il codice sorgente modificato del software. Mi sembra che la Apple abbia fatto un bel po’ di soldi grazie a questo sistema operativo, al contrario i due progetti Mach e BSD sono scomparsi (o quasi) e nessuno ne ha fatto una tragedia. Non ho portato questo esempio per provare a convincerti a usare licenze libere in qualsiasi tuo progetto (software o documento/guida/testo, ecc, anche se non faresti male 😉 ), ma solo per farti vedere che da progetti che permettono di essere copiati possono nascere dei lavori anche molto apprezzati da tanta gente.
Sono trent’anni che esistono le licenze libere (almeno formalizzate in maniera legale) e il mondo va avanti senza troppi problemi. Nonostante l’esempio della Apple che si è appropriata del lavoro altrui (ma ce ne sono a centinaia di casi del genere) secondo alcune statistiche le licenze permissive si stanno diffondendo in maniera più rapida delle licenze non permissive come la GPL, all’interno di un contesto di grande aumento della diffusione delle licenze libere in generale (vedi uno e due). Nessuno si lamenta se un software libero viene copiato (a parte la Oracle che si lamenta dell’uso di Java in Android da parte di Google, anche se lo stesso Ellison in passato ha ammesso che Java può essere usato liberamente da chiunque), perché il copiare il software non è visto come un rubare deliberatamente il lavoro altrui ma contribuire al miglioramento e la diffusione del programma. Fra i paletti posti da molte licenze c’è il rendere merito all’autore del software originale e chiamalo paletto, a me sembra sacrosanto riconoscere il lavoro svolto dagli altri prima di te. Edit. Per esempio, tutte le licenze Creative Commons (incidentalmente questo forum mi sembra che utilizzi la CC-BY-NC-SA) hanno in comune la condizione di attribuzione: «devi attribuire la paternità dell’opera nei modi indicati dall’autore o da chi ti ha dato l’opera in licenza e in modo tale da non suggerire che essi avallino te o il modo in cui tu usi l’opera» (preso dal testo della licenza CC-BY, la licenza più permissiva fra quelle classiche.) Fine edit.
Non sono neanche rari i casi di software che prima erano proprietari e sono stati successivamente distribuiti con una licenza open source per essere sviluppati meglio, più velocemente e aumentarne la diffusione. Il primo caso che mi viene in mente è Lightworks, software per l’editing video (qui trovi l’elenco di alcuni film per i quali è stato utilizzato), che di recente ha annunciato l’intenzione di diventare open source.
Hai detto che non pubblicherai mai i sorgenti delle guide perché non vuoi correre il rischio che Pinco Pallo cambi una riga e le ripubblichi a suo nome, prendendosi i meriti di un lavoro di anni: hai idea di quanti minuti ci vogliono a prendere il PDF della tua guida, cambiare il frontespizio e in particolare i nomi degli autori? Pinco Pallo può appropriarsi del tuo lavoro in tanti modi, il solo possesso del codice sorgente non cambierebbe molto, se spaccia il tuo lavoro per tuo, e se tu non lo permetti, sbaglia, ci sono poche discussioni a proposito. Adesso che farai, toglierai da Internet i PDF delle guide? 🙂
P. S. @OldClaudio: non è che potresti gentilmente tornare a pubblicare il sorgente della Guida GUIT? 😀 Proprio ieri volevo controllare una cosa, per fortuna ho il sorgente di una vecchia versione 😛
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9 Maggio 2012 alle 5:47 #73468::
P. S. @OldClaudio: non è che potresti gentilmente tornare a pubblicare il sorgente della Guida GUIT? Proprio ieri volevo controllare una cosa, per fortuna ho il sorgente di una vecchia versione.
Lo farei volentieri, se solo il forum (o l’amministratore del forum) lo accettasse; negli ultimi tre upload solo il file pdf è stato inserito nel forum; il primo dei tre conteneva anche i sorgenti; visto che i sorgenti non venivano inseriti, nei successivi due upload ho inviato solo il PDF.
Mi rendo conto che l’intero folder con i suoi subfolder occupa non poco spazio anche se zippato; non solo, ma non è certo un modello di perfezione della gestione del materiale della Guida; è un gran pasticcio; un ordine disordinato o un disordine ordinato, dipende dai punti di vista, dove io mi ci ritrovo ma dove un altro risulta completamente disorientato. Ne parlerò con l’amministratore.
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9 Maggio 2012 alle 8:02 #73469::
Elrond” post=72562Hai detto che non pubblicherai mai i sorgenti delle guide perché non vuoi correre il rischio che Pinco Pallo cambi una riga e le ripubblichi a suo nome, prendendosi i meriti di un lavoro di anni: hai idea di quanti minuti ci vogliono a prendere il PDF della tua guida, cambiare il frontespizio e in particolare i nomi degli autori? Pinco Pallo può appropriarsi del tuo lavoro in tanti modi, il solo possesso del codice sorgente non cambierebbe molto, se spaccia il tuo lavoro per tuo, e se tu non lo permetti, sbaglia, ci sono poche discussioni a proposito. Adesso che farai, toglierai da Internet i PDF delle guide? 🙂
Certo, non ci vuole niente a cambiare il frontespizio di un PDF, ma poi Pinco Pallo non potrebbe aggionare la guida. E una guida poco aggiornata non conta gran che. Fuori discussione: i sorgenti delle mie/nostre guide non verranno mai pubblicati, e i documenti saranno sempre distribuite sotto copyright: chi lo violerà, violerà anche la legge, con tutti le conseguenze.
Ciao,
L.
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9 Maggio 2012 alle 10:53 #73470::
lorenzo.pantieri” post=72574
Hai detto che non pubblicherai mai i sorgenti delle guide perché non vuoi correre il rischio che Pinco Pallo cambi una riga e le ripubblichi a suo nome, prendendosi i meriti di un lavoro di anni: hai idea di quanti minuti ci vogliono a prendere il PDF della tua guida, cambiare il frontespizio e in particolare i nomi degli autori? Pinco Pallo può appropriarsi del tuo lavoro in tanti modi, il solo possesso del codice sorgente non cambierebbe molto, se spaccia il tuo lavoro per tuo, e se tu non lo permetti, sbaglia, ci sono poche discussioni a proposito. Adesso che farai, toglierai da Internet i PDF delle guide? 🙂
Certo, non ci vuole niente a cambiare il frontespizio di un PDF, ma poi Pinco Pallo non potrebbe aggionare la guida. E una guida poco aggiornata non conta gran che.
Ok, ma è facilissimo estrarre il testo dal tuo PDF (e qualunque tentativo di impedire ciò sarebbe abbastanza inutile), se Pinco è seriamente intenzionato a creare una “nuova” guida a partire da L’Arte ha già tanto materiale a disposizione. Certo, mancherebbe tutta la formattazione, ma se Pinco ha tanto tempo da perdere potrebbe (a) provare a ricreare la stessa formattazione, (b) lasciar perdere la formattazione originale e utilizzare un nuovo stile per la guida. Insomma, si possono fare tante cose anche senza avere il codice sorgente.
lorenzo.pantieri” post=72574Fuori discussione: i sorgenti delle mie/nostre guide non verranno mai pubblicati, e i documenti saranno sempre distribuite sotto copyright: chi lo violerà, violerà anche la legge, con tutti le conseguenze.
Ciao,
L.Guarda che se pubblichi l’Arte con licenza CC-BY-NC-ND (giusto per citare la Creative Commons più restrittiva che mi viene in mente) chiunque la copi per creare una “nuova” guida (senza peraltro citarvi) viola la legge con tutte le conseguenze, è una favola che solo il “tutti i diritti riservati” tuteli l’autore di un’opera, le licenze Creative Commons sono altrettanto valide. Ripeto, non è mia intenzione farti distribuire la guida con una licenza CC, personalmente non mi serve a niente, spero solo di farti capire che le licenze libere (software e artistiche) non sono così malvagie come tanta gente pensa
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9 Maggio 2012 alle 11:02 #73471::
lorenzo.pantieri” post=72560
Quindi ti piace LaTeX? Ti piace la licenza, mi pare ovvio.
No.
Be’ allora mi spiace per te
Cito una frase di Enrico presa dall’altro filone:
Software libero non significa “fare quello che si vuole”;
Ciao,
L.Mi spiace ma a me sembra che tu stia girando intorno al punto della situazione. Il problema non è “fare ciò che si vuole” con i sorgenti dei tuoi pacchetti, il problema è che tu non accetti una licenza che tu stesso hai scelto e che è scritta appositamente per LaTeX e che fa di LaTeX ciò che è. Quindi anche se qualcuno non violasse le licenze (come dice bene di fare Enrico) a te non andrebbe bene lo stesso. È questo l’errore di fondo, è la filosofia alla base che non capisci. Per le tue guide puoi fare ciò che vuoi, ripeto, non sono LaTeX.
Ciao
Fra
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9 Maggio 2012 alle 11:47 #73472::
Vediamo di spigarci meglio. Tanto per cominciare di licenze per LaTeX ce ne sono tante, non una sola. Per esempio, Miede ha scelto una licenza GNU che è, per quanto ne capisco, più restrittiva di LPPL. La domanda iniziale era:Supponiamo che che qualcuno abbia scritto un pacchetto, pippo.sty, di centinaia di righe di codice, e l’abbia pubblicato su CTAN con licenza LPPL. Supponiamo che io prenda pippo.sty, ne cambi una sola riga e lo pubblichi a mio nome col nome di pluto.sty. Posso farlo?
cui Enrico ha dato risposta affermativa. Io ho risposto che, se le cose stanno così, a me non piace. Tu sei libero di essere dispiaciuto per me e di dire che non capisco la filosofia LaTeX; io sono libero di dire che non mi piace. Ci mancherebbe altro che per dire se una cosa piace o non piace a me, io debba chiedere il permesso a qualcuno (te compreso).
Poi però Enrico ha dettagliato la sua risposta e ha fatto vedere che le cose non stanno così. Per esempio:
Every component of the Derived Work contains prominent notices detailing the nature of the changes to that component, or a prominent reference to another file that is distributed as part of the Derived Work and that contains a complete and accurate log of the changes.
Insomma, se prendo un lavoro e lo modifico devo fornire un elenco dettagliato e completo dei cambiamenti. Non posso limitarmi a prendere pippo.sty, cambiarlo e ripubblicarlo a mio nome, dicendo “questo pacchetto è opera mia: ringrazio l’autore di pippo per l’idea”. Se, per dire, copiassi il lavoro di Miede cambiandogli i colori e lo ripubblicassi a mio nome, sarei obbligato (dai termini della licenza) a dire chiaramente: “questo modello è copiato pari pari da ClassicThesis di André Miede; l’unica modifica che ho apportato sta nei colori”. Questo mi va benissimo.
Nel topic parallelo è avvenuto una cosa diversa.
L’OP ha copiato di peso ArsClassica e l’ha “rivenduto” sostanzialmente come suo, senza dire dove ha modificato il pacchetto. In alre parole, ha violato la licenza.
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9 Maggio 2012 alle 13:37 #73473::
@Elrond, mi hai scritto:P. S. @OldClaudio: non è che potresti gentilmente tornare a pubblicare il sorgente della Guida GUIT? Proprio ieri volevo controllare una cosa, per fortuna ho il sorgente di una vecchia versione
Con calma, perché ora sono all’estero e non dispongo dell’ultima versione, ma scrivimi un messaggio di posta elettronica al mio indirizzo privato (che trovi su diversi README caricati insieme ai pacchetti che ho fatto per CTAN) [come al solito non lo metto in chiaro qui sul forum, perché con tutti gli sniffer che ci sono in giro diventerei un bersaglio privilegiato dello spam].
Chiunque oltre a @Erond desideri scaricare i sorgenti è pregato di seguire la stessa procedura.
Avviso tutti che sia le macro sia il modo di scrivere la Guida sono il frutto di moltissimi contributi che hanno richiesto macro apposite e il tutto si è stratificato in 6 anni di aggiunte che non rappresentano certamente un modello di stile di programmazione da seguire; se, come @Elrond si è alla ricerca di una particolare macro, forse può essere utile, ma se serve per imparare a scrivere con LaTeX, si tratta di materiale del tutto inutile, anche se qua e la ci sono alcune buone idee.
Visto che si sta parlando di licenze, ricordo che file PDF e tutti i file sorgenti sono soggetti alla licenza Creative Commons, come ricordato nella pagina del retro del frontespizio, e che il detentore del copyright è GuIT stesso.
Per quanto riguarda il problema sollevato da Lorenzo, non posso dargli torto per quel che riguarda l’Arte (Tommaso non si è espresso in merito, ma suppongo che sia d’accordo). Infatti l’Arte è disponibile anche stampata su carta presso una casa editrice che esegue il “print on demand”. Penso che Lorenzo abbia degli obblighi verso questa casa editrice, quindi mi pare giustissimo che non divulghi file sorgente dell’Arte. Per dare una mano a certi problemi che si presentavano nella redazione di questa guida, ho chiesto più di una volta i sorgenti, ma la mia richiesta è sempre stata gentilmente passata sotto silenzio — la mia riservatezza era e sarebbe stata assolutamente garantita, ma ritengo che gli autori abbiano fatto bene a non condividere con nessuno i file sorgente.
Diverso è il problema della LPPL; Enrico ha già scritto a @Kronecker che cosa dovrebbe fare per rispettare la licenza, visto che ora questa licenza è violata, sia pure in buona fede; purtroppo l’ignoranza della legge non è una scusante, però.
Ma una volta che un certo lavoro è stato pubblicato con una certa licenza lo resta per sempre; per cambiare licenza bisognerebbe cambiare nome al main work e ai derivative works. Non impossibile, ma servirebbe a qualche cosa? se la licenza non fosse libera, nessuno potrebbe usare quel sofwtare che, a differenza del codice macchina, è uno script in chiaro e chiunque, senza cambiare una virgola, potrebbe affermare di averlo scritto in prima persona. Ho visto diverse persone soccombere in giudizio per queste cose. E siccome qualunque problema di ingegneria, in particolare di ingegneria del software, è soggetto ai due assiomi dell’ingegneria:
1) in ingegneria se un problema ha una soluzione allora ne ha infinite;
2) in ingegneria se un problema non ha una soluzione allora bisogna trovargliene una lo stesso.e il primo assioma rende vana ogni possibile licenza e proprietà intellettuale, se non ricorrendo a trucchi astutissimi (esempio: quando Singer inventò la macchina da cucire, non la brevettò, ma brevettò l’ago con la cruna in punta…:cool: )
Quindi lo zio Bill, che vende licenze d’uso per software proprietario, il disassemblaggio (reverse engineering) del codice macchina del quale costerebbe di più dell’acquisto della licenza, riesce a vincere le sue cause, non solo per la sua forza economica, ma perché il disassemblaggio può essere dimostrato.
Conclusione; io sono contento di contribuire all’Open Source e al Software Libero e non me ne importa niente se molti traggono ispirazione dai pacchetti che ho scritto, anzi sono contento perché l’esigenza di fare qualcosa di diverso da quello che ho fatto io implica la presenza di esigenze che io non potevo o non sapevo prevedere e a cui ha provveduto qualcun altro.
Ho preso ispirazione anch’io dal lavoro altrui e ho sempre citato l’autore originale delle mie ispirazioni, licenza o non licenza, perché è corretto farlo; non ci sono altre discussioni da fare, secondo me.
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