Vediamo di spigarci meglio. Tanto per cominciare di licenze per LaTeX ce ne sono tante, non una sola. Per esempio, Miede ha scelto una licenza GNU che è, per quanto ne capisco, più restrittiva di LPPL. La domanda iniziale era:
Supponiamo che che qualcuno abbia scritto un pacchetto, pippo.sty, di centinaia di righe di codice, e l’abbia pubblicato su CTAN con licenza LPPL. Supponiamo che io prenda pippo.sty, ne cambi una sola riga e lo pubblichi a mio nome col nome di pluto.sty. Posso farlo?
cui Enrico ha dato risposta affermativa. Io ho risposto che, se le cose stanno così, a me non piace. Tu sei libero di essere dispiaciuto per me e di dire che non capisco la filosofia LaTeX; io sono libero di dire che non mi piace. Ci mancherebbe altro che per dire se una cosa piace o non piace a me, io debba chiedere il permesso a qualcuno (te compreso).
Poi però Enrico ha dettagliato la sua risposta e ha fatto vedere che le cose non stanno così. Per esempio:
Every component of the Derived Work contains prominent notices detailing the nature of the changes to that component, or a prominent reference to another file that is distributed as part of the Derived Work and that contains a complete and accurate log of the changes.
Insomma, se prendo un lavoro e lo modifico devo fornire un elenco dettagliato e completo dei cambiamenti. Non posso limitarmi a prendere pippo.sty, cambiarlo e ripubblicarlo a mio nome, dicendo “questo pacchetto è opera mia: ringrazio l’autore di pippo per l’idea”. Se, per dire, copiassi il lavoro di Miede cambiandogli i colori e lo ripubblicassi a mio nome, sarei obbligato (dai termini della licenza) a dire chiaramente: “questo modello è copiato pari pari da ClassicThesis di André Miede; l’unica modifica che ho apportato sta nei colori”. Questo mi va benissimo.
Nel topic parallelo è avvenuto una cosa diversa.
L’OP ha copiato di peso ArsClassica e l’ha “rivenduto” sostanzialmente come suo, senza dire dove ha modificato il pacchetto. In alre parole, ha violato la licenza.