Domenico, non voglio certo abusare del tuo tempo: grazie per la tua tempestività e i consigli!
Avevo provato a caricare le note marginali nel preambolo e come “outer”, ma me le compila nel margine opposto a quello che mi aspetterei; ho pensato così di caricarle in ciascuna pagina e a destra come escamotage artigianale per farle risultare giuste…
Quanto alla prospettiva filologica, sono totalmente d’accordo con te! Il mio relatore è però convinto che il testo greco (sì, è un Oreste, di XVI sec. e con testo greco completo) sia da pubblicare, come trascrizione e non edizione critica, aggiungendo in apparato le varianti in manoscritti coevi, in modo che il lettore possa farsi un’idea delle lezioni che circolavano all’epoca. Banalmente, dovrei all’incirca trascrivere l’apparato già esistente nella recente edizione Oxford.
Quanto agli items, ho afferrato il problema. Mi sembrava un modo semplice per mantenermi aderente al manoscritto, senza impazzire a disegnare i vari segni utilizzati, che sono molto particolari e sospetto non già presenti in qualche font. Mi procurerò lo studio di Atsalos, ma probabilmente la cosa più pratica è eliminare elenco puntato e pallini vari, accontentandomi del riferimento al verso.
Grazie mille ancora, sei stato di grande aiuto per chiarirmi le idee!